di Maurizio Mazzarella
I Giochi del Mediterraneo come leva di trasformazione urbana e sociale, ma anche come banco di prova per la capacità delle istituzioni di fare sistema. È questa la cornice emersa dagli interventi di Martina Riva e Cristian Casili, protagonisti di un confronto dedicato a Taranto 2026 nell’ambito del Salone Mediterraneo delle Imprese.
Riva ha insistito sul valore di lungo periodo dell’evento: «I Giochi del Mediterraneo possono lasciare a Taranto una nuova cultura dello sport e una grande eredità sociale». Un modello, quello evocato dall’assessora milanese, che guarda anche alla sostenibilità economica degli eventi sportivi: «Si tratta di eventi diversi rispetto alle Olimpiadi. A Milano abbiamo utilizzato soprattutto fondi privati e infrastrutture già esistenti. È giusto che i fondi pubblici vengano destinati a territori dove c’è maggiore necessità».
Nel suo intervento, Riva ha poi sottolineato la funzione educativa dello sport nelle comunità: «Manifestazioni come queste sono fondamentali per inserire sempre di più lo sport all’interno della dimensione sociale e della crescita delle comunità».
Sul fronte regionale, Casili ha richiamato la dimensione strategica dell’appuntamento per il territorio ionico: «I Giochi del Mediterraneo devono essere visti come una grande occasione di rilancio per Taranto e per tutto il territorio». Il vicepresidente della Regione Puglia ha evidenziato il peso degli investimenti in arrivo, definendoli «risorse importanti, che non sono di poco conto», con un’attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni.
«È fondamentale guardare ai giovani e al futuro attraverso investimenti pubblici che possono lasciare un’eredità concreta», ha aggiunto Casili, senza però eludere le criticità del percorso organizzativo: «Ci sono problematiche che vanno affrontate e per questo esistono tavoli appositi di confronto. Adesso però è necessario chiudere bene l’evento e puntare sulla piena cooperazione tra tutti gli enti coinvolti».
Il confronto al Salone Mediterraneo delle Imprese ha così messo in evidenza una doppia traiettoria: da un lato la costruzione dell’eredità sociale e culturale dei Giochi, dall’altro la necessità di coordinamento istituzionale per trasformare l’evento in un vero punto di svolta per Taranto.














