RASSEGNA STAMPA DEL 21 SETTEMBRE 2021 – FONTE TARANTO BUONA SERA – DI ALESSANDRA CARPINO
“Ragionare e lavorare”. La filosofia del Taranto e del suo stratega Giuseppe Laterza è coerente, soprattutto dopo una sconfitta, la prima della rinnovata avventura nel professionismo. Incassata in un territorio storicamente ostico come quello di Pagani, contro un avversario che si è rimpinguato di protagonisti veterani della categoria, collaudati da uno staff dirigenziale e tecnico consapevole di dover evitare le insidie di declassamento rischiate in appendice della scorsa stagione agonistica. Nessun segnale di involuzione da parte della formazione ionica, dopo la brillante e proficua esibizione al cospetto del Palermo. Anzi: la dolorosa debacle nell’epilogo è emblematica di un processo mnemonico non ancora assorbito appieno, previa metamorfosi di un organico che ha accolto “in itinere” molti elementi, alcuni dei quali in attesa di manifestarsi nella migliore condizione fisico-atletica, al fine di rappresentare il classico “valore aggiunto”. In primis, l’allusione è per Longo tormentato dalle scorie dell’infortunio, per Pacilli non ritenuto “pronto” per la sfida contro i campani, ma il conforto per la piazza, che non si è concessa alcun tipo di nevrosi dopo la delusione al fotofinish, coincide anche con i recuperi di Falcone e di Guastamacchia, testimoni della compagine che ha conquistato la promozione. Il Taranto è destinato ad arricchirsi, a maturare, a cancellare con saggezza e con abnegazione quelle “percentuali di errore” inevitabilmente distribuite sia nei reparti, sia nei singoli interpreti, sia nell’acquisizione costante dei concetti tattici. E’ un Taranto che ricerca la corretta omogeneità, ostentando già una mentalità idonea. Ed è il dato che stimola Laterza e che rassicura la tifoseria. La partita disputata in trasferta, nel fortino della Paganese, ha raccontato di una squadra rossoblu viva, prodiga a non arrestarsi in proiezione offensiva, nonostante le lacune annotate sui gol messi a segno da Firenze e da Piovaccari, nonostante la foga in ottica di costruzione e relativa conclusione, nonostante la fresca anagrafe dei calciatori impiegati, spesso corollario dello stato di necessità, nonostante le fatali ingenuità, sintomatiche della bramosia di audacia dei neofiti, la quale dovrà essere compensata dalla malizia dell’esperienza. La chiarezza è la dote dei pensieri profondi, e Giuseppe Laterza non ha difettato nelle spiegazioni delle dinamiche della gara e della selezione di titolari e subentranti, qualcuna apparsa forse impopolare: “La squadra si è espressa bene in entrambe le fasi di possesso e non possesso palla. La Paganese ci ha messo in difficoltà nel corso del primo tempo, mentre nella ripresa siamo usciti bene, con la mentalità giusta. Pacilli non era pronto ad esordire, mentre l’infortunio accorso a Diaby ci ha costretti ad un cambio in meno”. In effetti, il trainer rossoblu aveva replicato lo stesso undici iniziale visto all’opera contro i rosanero, eccezion fatta per Versienti, bloccato alla vigilia a causa di una noia muscolare: alla destra del tridente era stato collocato Santarpia, ad esortare una formazione con dinamismo ed intuito, tutt’altro che conservativa. La sensazione di un finale completamente diverso era stata percepita, proprio nel corso di una ripresa in cui il Taranto si è sviluppato con un 4-2-4, approfittando sulle corsie avanzate dell’estro di Giovinco ed appunto Santarpia, ma anche dell’inserimento di Italeng al fianco dell’autore del momentaneo pareggio, Saraniti. Enigmatica solo in superficie la sostituzione del centravanti siciliano con Civilleri: mister Laterza l’ha esposto con dovizia di particolari, correlati alla dimensione tattica dello stimato ex rossoblu Fernando Tissone. “Non riuscivamo a scalare su Tissone: lui operava sempre “palla scoperta” e ci ha fatto correre troppo. La punta e l’interno di centrocampo arrivavano in ritardo- ha spiegato- Lo conosciamo, ha sempre la giocata pronta: ho deciso di mettergli l’uomo addosso in fase di non possesso, il quale avrebbe dovuto staccarsi per andare ad agire davanti. Civilleri l’ha fatto benissimo”. Focus indispensabile ed inevitabile sui due sigilli azzurrostellati che hanno marchiato a fuoco il match: non è questione di inesperienza, per Giuseppe Laterza che ha sempre lodato l’intelligenza amministrativa del suo gruppo, indiscutibile nelle prime tre gare di campionato. “Le reti subìte sono abbinate a situazioni precise- ha dichiarato nel post gara- Abbiamo incassato il primo gol su una nostra palla sbagliata in uscita: lì sono stati bravi gli avversari a punirci con la qualità dei loro singoli. A tempo scaduto, invece, abbiamo lasciato campo colpevolmente: eravamo propensi in avanti, Marsili ha attaccato una palla centrale ed abbiamo sbagliato con l’ultima linea a scappare dietro. Non avremmo potuto fare altro, con due difensori ammoniti”. Peccati da matricola: “Non possiamo permetterci di concedere tanto spazio in questa categoria: rischiamo di confrontarci con giocatori importanti che non perdonano, ed il gol di Piovaccari ne è la dimostrazione”, ha catechizzato il tecnico rossoblu. Un rammarico da mutuare in positività e determinazione al miglioramento, in proiezione del doppio turno casalingo con Latina e Monterosi: “Le difficoltà accusate nella prima frazione di gioco sono state corrette nella ripresa, già attraverso il pareggio. Sono soddisfatto per la giusta mentalità sfoderata dal gruppo, ovvero quella di dialogare, avanzare, non buttare mai palla, cercare i nostri sviluppi con una buona lettura delle situazioni. I ragazzi sono stati eccezionali nel secondo tempo, il gol finale è la pecca”, ha chiosato l’allenatore ionico.














