Dopo qualche giorno di pausa, il Taranto ha ripreso ieri pomeriggio gli allenamenti allo stadio «Rizzo» di San Giorgio Ionico, dando ufficialmente il via a una fase della stagione che promette di essere determinante. Volti rilassati e clima sereno hanno caratterizzato il raduno, con Luigi Panarelli al timone e il direttore sportivo Danilo Pagni presente costantemente, a testimonianza del sostegno alla squadra fin dai primi giorni del suo incarico.
I quattro giorni di stop concessi dopo il pareggio interno contro la Nuova Spinazzola sono serviti a ricaricare energie fisiche e mentali, utili a un gruppo chiamato ora a confrontarsi con un calendario impegnativo. La pausa ha rappresentato l’occasione per staccare dopo settimane intense, segnate anche dalle contestazioni dei tifosi a seguito del pari contro i murgiani e da un rendimento complessivo al di sotto delle aspettative.
Da questo momento, però, non saranno più tollerati alibi. La prima sfida del 2026, in programma il 4 gennaio contro la Polimnia, costituirà il banco di prova per verificare se la squadra ha imboccato la strada giusta. Le settimane intermedie saranno fondamentali per lavorare con intensità, costruire un’identità precisa e consolidare l’intesa tra i giocatori, soprattutto alla luce di una rosa profondamente rinnovata durante il mercato. Ogni allenamento diventa quindi cruciale per trovare equilibrio e alchimia di squadra, un compito impegnativo per Panarelli, che conosce bene la piazza ionica e sa che non ci sarà spazio per indulgere. Da ora in avanti conteranno solo motivazione, compattezza e determinazione a raggiungere gli obiettivi prefissati: campionato, Coppa Italia e playoff.
In campionato, il distacco di nove punti dalla vetta resta pesante, ma il tempo per recuperare non è ancora esaurito. In Coppa Italia, invece, tutto passerà dalla sfida dell’8 gennaio contro il Gallipoli, considerata cruciale per un eventuale accesso alla serie D. I playoff rappresentano l’ultima chance, ma il presente richiede concentrazione totale: ogni partita dovrà essere affrontata come una finale, senza margine di errore.
Fonte: L’Edicola













