RASSEGNA STAMPA DEL 4 APRILE 2023 – TARANTO BUONASERA
di Alessandra Carpino
Prove di originalità ed una sottile sensazione di rammarico. Il Taranto cade di misura al cospetto del Crotone seconda forza del torneo, rinviando l’appuntamento con il crisma dell’ufficialità sulla salvezza a quattro giornate dall’epilogo della stagione regolare, sfoderando una prestazione comunque interessante e corredata da una selezione innovativa di interpreti che elargiscono qualità, sincronismi e prospettive da non trascurare. I segnali erano stati inviati alla vigilia del match stesso, da parte dell’allenatore ionico Ezio Capuano, al netto delle defezioni accertate e reiterate (Manetta in difesa, Crecco e Diaby a centrocampo), così come delle condizioni fisiche precarie di alcuni calciatori costretti ad accomodarsi in panchina rispetto alla precedente esibizione interna con l’Avellino (Ferrara, Labriola, Evangelisti). Il tecnico rossoblu riparte dalla linea difensiva esclusivamente over schierata nel corso della ripresa della partita contro i lupi irpini: al fine di contenere le bocche di fuoco di un Crotone ricamato da Lamberto Zauli sul 4-2-3-1, in cui il trittico dei trequartisti consta del geniale Chiricò, di D’Errico e di Tribuzzi, ad ispirazione dell’unico terminale offensivo Gomez, i prescelti a presiedere sui versanti rispettivamente destro e sinistro sono Sciacca e Formiconi, fra i quali s’incastona Antonini, tutti a tutela del portiere Vannucchi. Indovinata è anche la percezione di un cambiamento sull’asse nevralgica, laddove si rivede Provenzano in cabina di regia, supportato ai lati da Romano e Mazza, mentre le fasce diventano appannaggio di Mastromonaco e di Boccadamo, sperimentato ulteriormente sul binario mancino. Il connubio offensivo scommette ancora su un Tommasini in stato di grazia ed autore di tre gol consecutivi, così come su un Bifulco in evidente crescita sotto i profili dell’osmosi fra i reparti avanzati e dell’idoneità nel suggerimento. La manovra mnemonica del Crotone, però, travolge immediatamente il ragionamento del Taranto nell’approccio: al quinto giro di lancette, infatti, i padroni di casa pervengono al vantaggio con Crialese, abile a concretizzare il tap-in intercettando la sfera rimbalzata dalla traversa colpita da Chiricò, il quale si era incaricato dell’esecuzione di un calcio di punizione nei pressi della lunetta, una parabola centrale intuita da Vannucchi ma stampatasi sul legno alto alla sua sinistra. Un punteggio, l’1-0, che resterà inalterato ed invariato sino al termine. Il Taranto appare contratto nella propria metà campo, costretto ad arretrare il proprio baricentro ed a concentrarsi sull’immancabile fase di non possesso palla, peccando nella pressione e nel decisionismo, mentre la vicecapolista esercita una supremazia territoriale che ostacola l’espressione del comparto nevralgico ionico, creando densità numerica per vie centrali e sovrapposizioni in ampiezza, sfruttando l’estro e la visione tattica dei suoi protagonisti. “Non se la punizione dalla quale nasce il gol del Crotone ci fosse, ma non si può commettere fallo di spalle. Avevamo studiato bene gli argomenti di una partita che avremmo dovuto disputare sui dettagli e sull’atteggiamento- ha commentato a fine gara Ezio Capuano- C’è stato un colpo balistico di Chiricò, elemento di lusso per la categoria che abbiamo limitato bene. Il Crotone mi è piaciuto nei primi trenta minuti: noi eravamo molto bassi ed abbiamo confezionato un’unica occasione distribuita su schema da corner, con Bifulco fermato da un miracolo di Branduani. Conquistare sette calci d’angolo contro una corazzata è un dato notevole”. Complicazioni nell’impostazione corrette da un’impennata di personalità nella ripresa: “Nel secondo tempo, adottando anche una rotazione, abbiamo interpretato la partita in maniera diversa- ha confermato lo stratega ionico- Ci siamo alzati coi due intermedi sui terzini Crialese e Mogos. Ho variato prima un 3-4-1-2 con Bifulco tra le linee e due punte centrali, ovvero Tommasini e Nocciolini, sacrificando un mediano di qualità come Provenzano. Mi sono accorto che il Crotone faceva fatica sulla sua corsia sinistra, così ho tolto Mastromonaco, il quale stava operando discretamente, ed ho azzardato Semprini, una punta, sul binario destro”. “Ho rischiato, le abbiamo provate tutte perché ho visto che l’avversario era basso, aveva difficoltà ad uscire sulla nostra pressione attraverso il palleggio, si affidava alla palla lunga- ha spiegato Capuano- Noi abbiamo accettato con coraggio l’uno contro uno: in due circostanze, i pitagorici sono fuggiti in contropiede, ci può stare quando occorre recuperare uno svantaggio”. Taranto a trazione anteriore ed un Vannucchi impeccabile nell’evitare un passivo pesante al cospetto delle iniziative di D’Errico (due volte) e del solito Chiricò: “Abbiamo messo in mezzo tanti palloni: purtroppo quando non si fa gol, ti manca la stoccata ma ti rimane la prestazione- ha commentato il trainer – Ed è stata una prova importante, su un campo difficile, contro una squadra fortissima, nella celebrazione del suo centenario. Però, quando mancano poche partite alla fine, servono i punti: pensiamo di aver interpretato benissimo il match ed ai miei ragazzi non posso che fare i complimenti”. Occorre suggellare la permanenza nel professionismo: “Quota salvezza? Potrebbe essere anche a 41- ha meditato Capuano- Abbiamo cinque punti di vantaggio sulla zona play out, giochiamo su noi stessi: sabato ci aspetta una partita difficilissima col Pescara, successivamente il calendario propone i due scontri diretti con Monterosi e Messina. Sapevamo che ci fosse da soffrire sino alla fine: conserviamo un margine di undici punti sulla Viterbese penultima e dodici sull’Andria fanalino di coda. Qualora dovessimo rischiare il quintultimo posto, con otto lunghezze in più non si disputa lo spareggio. Siamo nella condizione di poter gestire questo vantaggio, però sono troppo “vecchio” per convincermi che siamo quasi salvi”.














