La gara Gravina – Taranto si raccoglieva tutta al minuto 95esimo.
La squadra rossoblu si rifugiava in corner, su uno degli ultimi disperati tentativi di recuperare il risultato da parte dei ragazzi di mister De Leonardis.
Battuto l’angolo, la palla giungeva a Ficara che ricevutala, effettuava una conversione larga, verso l’area ionica, poi, di sinistro, calciava una bordata dagli oltre venti metri.
Il portiere Sposito vedeva la palla sbucare da una selva di gambe, di compagni ed avversari e, angolata, si infilava sulla sua destra senza avere la possibilità di intervenire.
Tale azione avveniva 21 secondi dopo il 95esimo (ultimo minuto di recupero indicato dal direttore di gara, il sig. De Capua di Nola, prima del 90°, sia a tutti i partecipanti al match, panchine e ai suoi due collaboratori (assistenti di linea), nonchè agli spettatori presenti in tribuna.
Dal momento della battuta del corner alla conclusione di Ficara, ovviamente festeggiata dai padroni di casa e da tutto l’entourage giallo blu gravinese, passavano ben 21 secondi che costringevano l’arbitro a far andare le squadre a centrocampo per la ripresa del gioco, protrattosi per altri 23 secondi che determinavano la durata del recupero in complessivi 6 minuti rispetto a 5 indicati e, nell’ipotesi di allungamento, il direttore di gara avrebbe dovuto indicare, in maniera ben visibile, quanti minuti sarebbero stati ulteriormente disputati.
Goal realizzato abbondantemente a tempo scaduto, a parte, Laterza, alla vigilia, oltre a Corvino ed Alfageme, era costretto a rinunciare a Boccia (al suo posto Shehu) e a Matute (il naturale sostituto nell’occasione era Diaby), pertanto stravolgeva il modulo di Casarano (4 – 3 – 3) ritornando ad un classico 4 – 2 – 3 – 1, articolato in questo modo, ovvero davanti a Sposito, la linea a 4, con Shehu, Rizzo, Guastamacchia e Caldore, a centrocampo, Diaby e Marsili, quindi la linea a 3 con Calemme, Guaita, Falcone nonchè Santarpia, unica punta.
Il Gravina del tecnico De Leonardis, e del suo vice Alfredo Cimino, rinfrancato dalla vittoria di Portici e da qualche ritocco in entrata (l’ex Taranto, Vicedomini) nonchè con due cessioni fresche (l’ex Taranto Catinali, approdato a Pozzuoli, e Montinaro, accasatosi a Bitonto), si schierava con il portiere Martellone, quindi Dentamaro, Perez, Gilli, De Gol, De Feo, Messori, Mady, D’Addabbo, Ficara, Chiaradia.
Il primo tempo era disputato dalle due squadre con gioco, ma sterile nelle due aree ed i portieri rimanevano inoperosi.
Poi quando sembrava che il primo tempo scivolasse verso l’inevitabile 0 a 0, il Taranto si guadagnava una punizione, sul lato sinistro rispetto all’area gravinese, in prossimità della linea laterale (davanti i distinti).
Andava subito Marsili sulla battuta e, dal cross, in un movimento di parecchi giocatori che si portavano verso la porta dei padroni di casa, svettava la testa di Diaby che superava, in anticipo, l’incerto Martellone costretto a vedere la palla infilarsi in rete, sull’esultanza di Diaby e dei suoi compagni in campo e sulla panchina.
Sullo 0 a 1, si andava negli spogliatoi e, nella ripresa, iniziava il valzer delle sostituzioni, da entrambe le parti.
Il Gravina presentava Puntoriere e Bisconti al posto di Perez e D’Addabbo.
Laterza, decideva di utilizzare l’ultimo arrivato Abayian, per un Calemme in ombra.
De Leonardis allora tentava la carta Correnti e Gjonaj per Messori e Mady.
Laterza, come in una partita a scacchi, effettuava un altro doppio cambio ovvero Santarpia e Guaita facevano posto a Mastromonaco ed Acquadro.
Il Gravina faceva esordire, in maglia gialloblu, Vicedomini, al posto di De Feo.
Il neo entrato rossoblu, Abayian, aveva anche una buona occasione per poter far raddoppiare gli ionici, ma nonostante la bella azione costruita, a tu per tu col portiere Martellone, veniva quasi ipnotizzato da quest’ultimo, e sfumava l’unica buona azione della ripresa.
Laterza, allora, si copriva per mantenere il vantaggio, sostituendo Falcone con Gonzalez, ma nel recupero avveniva quello che nessuno si aspettava e descritto innanzi con un goal, quello di Ficara, che determinava da un lato, il pareggio beffardo, ma rispetto a Casarano, dove ci fu una doppia distrazione difensiva su Favetta (abile a realizzare il goal del pareggio), realisticamente oggi al reparto arretrato non si può rimproverare nulla se non, per spaccare il classico capello, quello di non aver mandato nessuno a chiudere robustamente su Ficara ed aumentata, in quei minuti torridi, la concertazione difensiva, ma la disattenzione dell’arbitro (non ha letto bene il cronometro per il conteggio dei minuti di recupero), ha fatto svanire due punti che sarebbero potuti essere fondamentali.
La speranza ora è che archiviato questo match, si pensi al prossimo incontro (sulla carta in casa, con il Real Agro Aversa, ma non sappiamo se il problema della copertura della tribuna potrà essere risolto entro domenica, quasi impossibile a mio giudizio in qualità di tecnico ed addetto ai lavori, oppure andare in campo neutro per disputare l’8^ giornata e ritornare allo Iacovone, dopo le festività natalizie per la 10^ giornata di questa travagliata stagione 2020 – 21) per riprendere la scalata verso la vetta ed approfittare di un calendario arduo per le “competitors” dei rossoblu e, attualmente, posizionate davanti alla nostra squadra, 4^ nella graduatoria generale.
CLASSIFICA DOPO LA 7^ GIORNATA D’ANDATA
Sorrento 16, Casarano 14, Az Picerno 12, Taranto 12, Lavello 12, Brindisi 11 (-1) (*), Francavilla in Sinni 11, Fidelis Andria 10, Bitonto 10, Team Altamura 10, Nardò 10, Molfetta 7 (*), Audace Cerignola 7, Gravina 7 (*), Portici 4, Puteolana 4, Fasano 4 (**), Real Agro Aversa 4 (*).
(-1) un punto di penalizzazione
(**) due gare in meno
(*) una gara in meno
Fabrizio Di Leo













