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Taranto-Crotone 2-1, la fotogallery

Taranto si riscatta e travolge la Turris: il turnover funziona

Capuano: “Prestazione eccellente, ritmi alti e creatività: è una squadra umile e camaleontica”

di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera

Da una sfida notturna all’altra, in un’atmosfera permeata da canti e passione. Ed una dimensione casalinga impeccabile e redditizia. Dopo oltre un mese, il Taranto si esibisce al cospetto del proprio pubblico in uno stadio Iacovone finalmente accessibile, destinato a confermarsi come autentico fortino: dalla vittoria nel derby d’esordio col Foggia al successo travolgente contro la Turris, l’osmosi di emozioni fra la squadra ed i tifosi è identica. Non il tutto esaurito sugli spalti nel turno infrasettimanale, ma un abbraccio altrettanto accogliente ed un tributo intenso ad una compagine ionica che sa reinventarsi, che sa riscattarsi, che sa crescere in eclettismo e sinergia. E’ un Taranto inedito quello che Ezio Capuano schiera contro la formazione campana guidata da Bruno Caneo: la regola del turnover è applicata obbligatoriamente, previo calendario intasato, defezioni ribadite in batteria offensiva (Orlando e Fabbro), condizioni fisiche non ottimali da preservare per alcuni atleti accomodatisi in panchina (Cianci e Panico affaticati, Bonetti da centellinare sulla via del recupero, Romano e De Santis a rifiatare). Lo stratega rossoblu varia l’impianto tattico sulla base di un 3-4-3, in cui Kanoute e Bifulco sono liberi di spaziare, esuberanti nell’avvicendarsi sull’intera trequarti e nell’oscillare alle spalle del giovane Samele, in versione terminale offensivo più puro: la creatività è costante, la supremazia esercitata nella metà campo avversaria equivale ad un monologo recitato per tutto il primo tempo, il coinvolgimento delle catene affidate a Mastromonaco e Ferrara, tutelati da Riggio ed Enrici rispettivamente a destra e sinistra, è determinante ed annichilisce i tentativi tattici di una Turris in netta difficoltà, in crisi d’identità, costretta esclusivamente a proteggersi. In difesa i cardini inamovibili sono Vannucchi fra i pali ed Antonini al centro, mentre in mediana un carismatico Calvano si avvale del fresco dinamismo di Fiorani. Il presidio insistente degli ionici è testimoniato dal vantaggio siglato dopo soli sette giri di lancette: Kanoute è formidabile ad accentrarsi dal versante mancino ed a confezionare l’assist per l’accorrente Calvano, autore di una fiondata col destro al volo dalla distanza, che s’insacca dietro l’incolpevole Fasolino. La sequenza delle occasioni inanellate ma non concretizzate dai padroni di casa è impressionante: un Bifulco finalmente sugli scudi ne colleziona almeno tre, al 10’ in rovesciata (risposta impeccabile da parte di Fasolino), al 24’ con un’incornata ed al 32’ in girata sul fondo, entrambe azioni propiziate dai cross di Mastromonaco. Si aggiungono anche le iniziative di Kanoute a tutto campo, abile ad inventare due diagonali insidiosi che avrebbero meritato maggior fortuna (al 12’ ed al 46’) e le astuzie di Samele. La Turris pareggia quasi inaspettatamente al 43’pt con D’Auria che, supportato da De Felice nell’unico break avanzato, addomestica la sfera e scaglia il piatto destro dal limite per il momentaneo 1-1. Corretto immediatamente dalla rete di Enrici che, appostato sul secondo palo, segue l’esecuzioe dalla bandierina destra da parte di Mastromonaco, prima sfiorata da Ferrara, e realizza in acrobazia per il 2-1. La ripresa è scandita dalla diminuzione del ritmo e dalla prova dei corallini nel riempire l’area avversaria, senza rintracciare però la stoccata giusta. Capuano cambia la coppia offensiva, inserendo Cianci per Samele, rafforzando la mediana con Romano e sacrificando Kanoute. A spezzare l’inerzia è Bifulco che suggella il 3-1 al 35’st: il suo diagonale mancino morbido propiziato dall’assist di Cianci avanzato per vie centrali non perdona. “Abbiamo disputato un primo tempo su ritmi altissimi, pressione elevata, uomo contro uomo: abbiamo preparato benissimo la gara- ha commentato Ezio Capuano in sala stampa- Abbiamo superato il rischio di appannamento, eravamo reduci dall’impegno col Catania appena tre giorni prima, siamo rientrati in città lunedì all’alba, registravamo parecchie defezioni: complimenti ai ragazzi, sono stati strepitosi, ma dobbiamo resettare subito, il calendario non aspetta. Abbiamo dimostrato, ancora una volta, che questa squadra ha un’identità ben precisa”. “Per quel che concerne la variante del modulo, ribadisco che il Taranto è camaleontico, può variare sistema di gioco secondo l’avversario- ha ricordato l’allenatore rossoblu- Ho disposto a specchio la mia formazione, contro una Turris che applicava il 3-4-3: sapevo che avrei potuto prendere gli avversari con facilità sulle catene e, nel momento in cui ho deciso di privilegiare la pressione altissima, ho optato per le tre punte, sapendo di rischiare l’uno contro uno sia a centrocampo, dove abbiamo giocato a uomo, a zona solo in base agli spostamenti opposti del centrale di parte”. Solo encomio per un Taranto che conferma sia il processo di evoluzione che l’abnegazione alle metamorfosi: “E’ una squadra che costruisce, propositiva, soprattutto compatta, che ha un equilibrio ben preciso. Non ha mai tradito a livello di qualità della prestazione”. I singoli in cerca di riscatto hanno brillato: “Su Bifulco mi prendo grandi meriti per la fiducia che gli ho offerto- ha confidato Capuano- Ho parlato col ragazzo, sono stato bravo a livello psicologico ed avevo annunciato a tutti i miei collaboratori che sarebbe stato devastante”. “E’ l’inizio di un percorso: presto ci sarà il rinnovo di Vannucchi, un ulteriore sacrificio da parte del nostro presidente- ha anticipato il tecnico- Dobbiamo lavorare quotidianamente, senza porci limiti, nel triennio che abbiamo stabilito. Squadra e pubblico si trascinano, la cosa più bella è l’empatia”. Sia contro il Crotone che contro la Turris l’approccio ed il conseguente sviluppo strategico sono stati devastanti, anche se interpretati con due sistemi di base diversi (3-5-2 e 3-4-3): “I moduli sono numeri. E’ fondamentale coprire gli spazi, educare quanti più giocatori ad accompagnare le fasi di attacco e recupero. La difesa a tre è il nostro marchio, ma le situazioni fondamentali sono l’approccio alla gara, la freschezza mentale, voler combattere su ogni palla e la distribuzione delle giocate”.

Tags: Taranto FC 1927
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