di Maurizio Mazzarella
Sembra ormai destinato a morire lentamente il Taranto e molti tifosi sono rassegnati, altri sperano anche giustamente, che finisca subito questa agonia per poter ripartire anche dalle categorie inferiori, ma in un contesto differente, certamente più sereno. In tutto questo, è la parola rassegnazione che fa più male, perché tranne che ai tifosi, non sembra interessare a nessuno il futuro, o almeno la salvezza del Taranto.
Con le istituzioni praticamente silenti e disinteressate alla questione, in particolare dopo il mancato rispetto delle date del closing da parte di Campbell, la parola incognita è quella che più fa da padrona. Con l’incombenza delle messe in mora da parte dei tessarati, le flebili vie d’uscita ci sono, ma restano davvero esili.
La prima è il ritorno di Campbell, che ha perso nell’ambiente credibilità e che dovrebbe lavorare molto per gudagnarsi la fiducia della piazza. Fonti vicine all’imprenditore britannico, parlano di una bozza di fideiussione su cui la Lega si sarebbe espressa positivamente. Ora però è necessario passare ai fatti, presentare il documento reale e accomodarsi di nuovo ad un tavolo con Giove. Nel frattempo Vulpis è già operativo, ma attende l’ok per partire.
La seconda è l’ipotesi Di Stefano, che pare essere in vantaggio su tutti in questo momento. Piano economico già definito e pronto ed entrare in gioco sin da subito, ma occorre l’ok definitivo di Giove che non è ancora arrivato. Il 9 gennaio sarebbe pronto il primo bonifico, probabilmente per sbloccare la fideiussione.
La terza è l’entrata in gioco di Zerbo (senior n.d.r.), che entrerebbe in società e andrebbe poi a ricoprire il ruolo di direttore generale. Con questa ipotesi bisognerebbe comprendere il ruolo di Giove che ha dichiarato e rimarcato con forza il proprio disimpegno.
La quarta rigurda Benedetto Mancini, che potrebbe nuovamente interessarsi al Taranto dopo qualche anno.
Queste le strade al momento percorribili prima di giungere a contesti più drastici come il concordato e la consegna dei libri in tribunale. Quindi ripartire da zero, con la tifoseria che invoca il ritorno di Blasi.
Di certo c’è che il silenzio delle istituzioni non aiuta. Sarebbe opportuno accomodarsi tutti ad un tavolo e trovare la soluzione definitiva per il bene della comunità ionica, sempre che questo bene qualcuno lo voglia davvero. Francamente arrivati a questo punto ne dubitiamo.













