Il forte vento che quindici giorni fa ha scoperchiato la copertura della tribuna, ha scoperchiato anche una situazione paradossale all’interno del Comune di Taranto, una semplice domanda è diventata decisamente scomoda tanto da mettere in crisi i protagonisti della vicenda, il campo B è omologato o può esserlo, si o no, per la Serie D?
A maggio il biondissimo Assessore Marti dichiarava che era finalmente stava arrivando la documentazione che avrebbe omologato il campo B alla disputa di partite fino alla serie D, un successone e da quel giorno era calato il silenzio fino a qualche giorno fa quando, lo stesso Assessore, ha spavaldamente dichiarato che il Taranto avrebbe potuto evitare di andare a giocare al Miani di Ginosa perché sarebbe bastato chiedere l’utilizzo del Campo B per ottenerne l’autorizzazione, come avrebbe fatto il Talsano Taranto (campionato di Promozione) ottenendo l’ok per giocare su quel terreno omologato fino al campionato di Eccellenza. La tesi di Marti è stata prontamente smentita dalla società rossoblu che ha dichiarato che la documentazione di omologazione, mai mostrata prima alla cittadinanza, permette la disputa di partite SOLO fino alla categoria di Eccellenza, a causa di una serie di inadempienze strutturali che ne impediscono l’omologazione per le gare di serie D.
La discussione ha acceso un dibattito anche in Consiglio Comunale durante il quale due consiglieri Comunali dell’opposizione hanno chiesto al Marti di fornire risposte certe sull’omologazione il 30 dicembre durante una “question time” in Consiglio.
Nella serata di Domenica è apparso poi un post sulla pagina facebook dell’Assessore Marti, che minimizzava il problema Iacovone, sorrideva che il problema a Taranto fosse l’omologazione del campo B vantandosi di chissà quali risultati riportati dalla sua esperienza Comunale. Ribadiva poi che il campo B è omologabile su richiesta del Taranto Calcio, per partite di serie D a porte chiuse. Ma cosa vuol dire? Un campo viene omologato per le partite, indifferentemente se a porte aperte o chiuse, i criteri di omologazione non cambiano, sono fissati e validi per tutte le situazioni. Tra l’altro, carte alla mano, l’omologazione di un impianto comunale la deve richiedere il proprietario, il Comune.
Apriti cielo. Il Marti è stato subito civilmente incalzato da tifosi che chiedevano come mai minimizzasse su una struttura costata 600 mila euro, soldi dei contribuenti oppure gli si chiedeva perché dovesse essere il Taranto a doverne chiedere l’omologazione e se i lavori alla tribuna fossero iniziati, come dichiarato in pompa magna, in modo da poter essere finiti nella prima decade di Gennaio, considerando che ci saranno tre gare su quattro casalinghe. L’assessore si è rifugiato nella solita risposta ovvero che il campo B è omologabile su richiesta del Taranto, di volta in volta e per gare di serie D, aggiungendo a porte chiuse. Ma che significa omologabile? O lo è o non lo è. O l’omologazione varia in base a chi la richiede? Il documento di omologazione parla di impianto omologato fino al 2024 per campionati fino all’Eccellenza per una serie di mancanze strutturali enunciate nel documento che anche a porte chiuse resterebbero tali, perciò cosa vuol dire che si può omologare per partite di serie D a porte chiuse? Una partita per quanto a porte chiuse ha da ospitare almeno dirigenti locali e ospiti, giornalisti locali e ospiti, perciò cosa cambierebbe tra porte chiuse e non? E se quel documento (come sostiene l’assessore) lo avesse chiesto il Talsano che gioca in Promozione, perché avrebbero scritto valido fino al 2024 e per campionati fino all’Eccellenza? Avrebbero potuto scrivere anche “Serie D”, in quattro anni sarebbe un risultato ipotizzabile e arrivabile per gli ambiziosi biancoverdi.
A noi, caro Assessore, sembra che indipendentemente da chi lo abbia richiesto, il documento sarebbe scaduto sempre e comunque nel 2024 e sarebbe stato sempre valido fino a campionati di Eccellenza. Se vuole ci smentisca, ma carte alla mano.
Il solerte Assessore ha poi cancellato e bloccato i commenti incalzanti dei tifosi, cittadini elettori che con civile insistenza cercavano di trovare risposte alle loro domande che poi sono quelle di chi ha a cuore il calcio locale. Cosa che forse l’Assessore non ha.
Questa è la considerazione che ha dei propri cittadini l’assessore Marti? Questa è la capacità di dialogo di un Assessore pieno di se e troppo convinto del suo buon operato? Lo sa che il suo operato è sotto gli occhi di tutti? Pensa di sottrarsi ai commenti e giudizi bannando chiunque la pensi diversamente da lei? Fossimo in lei ci vergogneremmo, un Assessore che censura un cittadino elettore non merita nemmeno di rappresentarlo in Consiglio Comunale.
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