di Alessandra Carpino – Taranto Buonasera
Metamorfosi e sorprese. Il Taranto stavolta non tradisce, anzi: sul neutro dello stadio di Teramo piega 3-2 il Monterosi Tuscia nella seconda delle due gare esterne consecutive comandate dal calendario, reagendo alla prova ambigua di Benevento ed infrangendo sotto i riflettori l’anatema della vittoria in trasferta assente addirittura dal dicembre scorso. L’ampio turn over annunciato alla vigilia regala magie, spunti intriganti, soprattutto sigilli decisivi, nell’attesa di rintracciare e perfezionare quella sinergia e quella collaborazione fra reparti drasticamente modificati durante il mercato estivo. La formazione allenata da Ezio Capuano indovina anche l’approccio per intensità, creatività, aumentando la sicurezza in fase di costruzione, presidiando le aree con equilibrio nonostante qualche frenesia nell’iniziativa avanzata e qualche imprecisione fatale in tema di tutela sulle transizioni negative. “Una grande prestazione contro un ottimo avversario- ha commentato l’allenatore rossoblu- Non ci siamo mai scomposti nei momenti di difficoltà, abbiamo incassato il primo gol su palla inattiva, poi abbiamo comandato sempre il gioco, soffrendo negli ultimi minuti, senza dimenticare la gran parata effettuata da Vannucchi e Kanoute che ha divorato il possibile 4-2. Il Monterosi aveva inserito due punte molto fisiche, pressava alto ed avrebbe inventato qualcosa: sono molto arrabbiato per la seconda rete subìta, perché un simile pallone deve essere allontanato in superiorità numerica”. “Per quel che concerne il turn over, ribadisco che il Taranto vanta una rosa molto profonda ed ho optato per scelte inedite: mi sembra che il campo mi abbia dato ampiamente ragione- ha puntualizzato soddisfatto- Abbiamo qualità per manovrare, per palleggiare, per giocare in ampiezza, per aggredire gli spazi”. Rispetto all’esibizione persa contro i sanniti nel precedente turno infrasettimanale, Capuano inserisce ben quattro debuttanti nello schieramento titolare votato al 3-5-2, ovvero Riggio ed il giovane Kondaj inediti sulla catena destra (entrambi all’esordio assoluto in maglia rossoblu), Panico ubicato sull’opposta corsia sinistra (escluso l’ex capitano Ferrara), l’altro under di prospettiva Fiorani a completare l’asse mediana appannaggio di Calvano (in posizione di play maker, complice l’infortunio di Bonetti) e di Zonta, mentre a Fabbro sono consegnati i galloni di partner d’attacco al fianco di Cianci, rientrante dal turno di squalifica. La certezza in retroguardia è rappresentata da Vannucchi in porta e dal faro Antonini, mentre Enrici controlla sul versante mancino. “Kondaj ha disputato una gran partita. Il coraggio consiste nel convivere con la paura e non farsi attanagliare dalla stessa: non aveva mai giocato, ha offerto una prova importante e l’ho sostituito perché era ammonito – è l’esame del mister- L’ho ingaggiato da una squadra interregionale, l’ho esaminato approfonditamente, non ho mai improvvisato le mie selezioni. Sulla catena destra rinnovata mi è piaciuto anche l’esordio di Riggio, ha operato molto bene”. “Ho cambiato molto e la squadra ha interpretato l’approccio in maniera ideale- ha confermato Capuano- In occasioni precedenti, anche al netto di risultati importanti incamerati, la formazione non aveva impattato bene alla gara: abbiamo presidiato la partita dal primo minuto ed avremmo potuto vincere con un punteggio più largo”. Per quel che concerne la sequenza dei sigilli, il Taranto conquista il vantaggio dopo sette minuti di gioco: Panico confeziona un lancio energico mancino dalla distanza, destinato a scheggiare la base del palo alla sinistra dell’estremo difensore laziale Mastrantonio, ma è abile nel tap-in sotto misura proprio Fabbro, che suggella l’1-0. Appena tre minuti più tardi il Monterosi trova il pareggio: Silipo s’incarica di battere una punizione dal lato sinistro, trasformandola in un cross per la testa del giovane Palazzino il quale, indisturbato in marcatura, insacca in girata nel cuore dell’area. L’insistenza degli ionici ad operare sui binari e per vie centrali si concretizza nel 2-1 in finale di primo tempo: l’evoluzione nasce da una penetrazione nello spazio da parte di Calvano, il quale prova la conclusione alta sul primo palo, alla quale è costretto ad opporsi Mastrantonio, deviando in corner; sugli sviluppi dalla bandierina è Zonta a pennellare il suggerimento per l’incornata di Antonini: terzo gol per il centrale difensivo di origini brasiliane, il quale esulta alla Federico Dimarco dell’Inter e corre ad abbracciare il suo allenatore verso la panchina. Nel corso della ripresa, Capuano organizza le sostituzioni valutando lo stato di forma dei suoi atleti: Heinz e Mastromonaco ridisegnano la fascia destra, Romano e Kanoute aiutano nella simmetria dalla cintola in su rilevando, rispettivamente, Zonta e Fabbro. Letale è il nuovo connubio offensivo fra Cianci (prestazione eccellente) e l’ex Avellino al 66’: il primo apre in progressione sulla corsia destra ed innesca la discesa fulminea di Kanoute, il quale scaraventa un diagonale nell’angolino per il 3-1 dei rossoblu ionici. Il Monterosi Tuscia tiene in vita il match sino all’epilogo, attraverso il gol di Parlati, che riduce le distanze al 73’ capitalizzando un paio di rimpalli avversari e realizzando in percussione centrale. “In avvio di stagione è successo di tutto: dopo il derby col Foggia al debutto, questa col Monterosi è stata la terza trasferta consecutiva, previo rinvio della partita interna col Messina, ed abbiamo conquistato sette punti- ha ricordato lo stratega ionico- Non sono un’ipocrita: noi dobbiamo entrare nei play off, un gradino in più rispetto allo scorso anno, con grande umiltà, continuando a lavorare giorno dopo giorno”.













