RASSEGNA STAMPA DEL 6 SETTEMBRE 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Un esordio amaro, un rischio calcolato e la sensazione che ci sia ancora tanto di inespresso e qualcosa di incompiuto. Il Taranto ha inaugurato la nuova stagione agonistica cadendo sotto i colpi del Monopoli, soccombendo nella seconda parte di un incontro il cui approccio strategico è stato interpretato bene, attraverso l’applicazione didattica e lo spirito combattivo predicato dal suo allenatore Nello Di Costanzo. Un dettaglio non trascurabile, quello dell’identità sfoderata, di una fisionomia di gioco assimilata da una squadra allestita ex novo, dopo i molteplici ed inaspettati esodi di calciatori registrati nei mesi precedenti: la cultura del lavoro e la prospettiva di crescita di un gruppo anagraficamente molto giovane sono emblematici di un’evoluzione permeata di speranza, la quale possa mitigare e cancellare quella dicotomia pericolosa, risultata decisiva ai fini di un punteggio passivo troppo severo. Occorrono pazienza, razionalità e coraggio: la genesi del calendario non è stata benevola coi rossoblu, i duelli in agenda sono tutti proibitivi in relazione al processo di maturità della formazione di mister Di Costanzo ed alla qualità di avversari che aspirano ai vertici della graduatoria. In attesa del debutto fra le mura amiche dello Iacovone domenica prossima contro il Catanzaro, una fra le squadre favorite del girone, il Taranto deve ricordare quanto di proficuo prodotto nel primo tempo disputato a Monopoli: tenacia, organizzazione, mentalità, doti sviluppate attraverso un 3-5-2 di base, affatto conservativo, mai rinunciatario. Sorprendente in maniera piacevole: nonostante le defezioni annunciate (squalifiche di Ferrara e La Monica ereditate dalla passata stagione), gli interpreti prescelti ed incastonati da mister Di Costanzo hanno innescato quesiti inevitabili circa quel presentimento di sospensione nell’allestimento dell’organico in alcuni ruoli chiave. In primis sulla corsia destra, una sorta di spada di Damocle che si trascina dalla gestione Laterza, ex stratega rossoblu ora alla guida proprio del Monopoli: la sua struttura è sempre stata precaria, quasi tormentata, non votata alla continuità. Di Costanzo aveva rassicurato alla vigilia, alludendo anche ad una serie di candidati eclettici, di pedine “jolly” ingaggiate e selezionate con l’ausilio del direttore sportivo Dionisio, e così è stato: Antonio Romano ha operato con decisione ed intraprendenza sul binario destro dell’asse nevralgica, ha conquistato il fallo da rigore, ha confezionato una punizione davvero insidiosa che avrebbe potuto suggellare il nuovo vantaggio ionico nell’epilogo della prima frazione di gioco, dopo il momentaneo pareggio dei biancoverdi. Ha funzionato, insieme con De Maria sicuro sul polo opposto mancino: se n’è accorto anche Laterza, il quale ha lodato la chiusura degli spazi, l’ordine e la costruzione per vie centrali da parte del Taranto, che ha ostacolato non solo le verticalizzazioni a favore delle bocche di fuoco avanzate come Simeri, ma anche l’espansione sugli esterni, uno dei dogmi principali dell’ex condottiero rossoblu. Il disorientamento è emerso nella metà della ripresa, quando gli episodi fatali (inesistente il penalty di Provenzano su Manzari), le ingenuità anche preventivabili e la diversità qualitativa dei cambi hanno stravolto la lettura della partita: le imprecisioni commesse da Mastromonaco coincidono con l’allarme di una destabilizzazione sofferta dallo stesso giovane, l’evanescenza dell’attacco è sintomatica invece di uno stato di forma che gli over Tommasini (schierato titolare ma inefficace) ed Infantino (subentrato tardi, recuperato dopo l’affaticamento muscolare, almeno protagonista del gesto tecnico stampatosi sulla traversa, che avrebbe potuto riaprire la gara) devono acquisire al più presto, mentre il baby Panattoni è acerbo ma ha agito di sponda, ha controllato palloni senza avvalersi di supporto. La lieta conferma è quella di Guida, impeccabile nell’esecuzione dagli undici metri, interessante per le soluzioni sinergiche fra contenimento in nevralgica e creatività sulla trequarti. “Abbiamo disputato complessivamente una buona gara, ma il risultato induce a riflettere sugli errori commessi- ha commentato Nello Di Costanzo – Ritengo che la squadra abbia lottato, abbia cercato di affrontare pallone su pallone, ha duellato. Penso anche al palo colpito da Infantino, magari ci avrebbe fatto rientrare in partita in un secondo tempo in cui sono esplosi gli avversari, i quali vantavano ricambi che hanno fatto la differenza”. “Il Monopoli ha in panchina giocatori importanti, in contrasto coi nostri giovani: da un punto di vista offensivo, non abbiamo avuto grande varietà per ideare soluzioni per recuperare la partita- ha precisato il tecnico rossoblu- Coloro che erano a disposizione hanno dato tutto. Ho confortato la squadra in merito alla prestazione, bisogna accelerare perché ci attendono tre partite in sette giorni: quattro gol incassati sono difficili da digerire e stiamo già operando affinché non ci siano ripercussioni psicologiche a gravare sui ragazzi”. “Sarà compito nostro mantenere l’ottimismo, la fiducia, l’entusiasmo che ci hanno caratterizzato sino a questo momento- ha confidato Di Costanzo- Abbiamo abbandonato l’illusione per il passivo subito, ma non per la prestazione: era quella che volevamo, eccetto qualche ingenuità e forse qualche errore da parte dell’arbitro. La squadra avversaria ha dimostrato, nel corso dei novanta minuti, di essere superiore, attenzione: ma il Taranto come formazione giovane, che adotta il minutaggio, con tanti problemi che ancora registra e con assenze certificate, ha disputato una gara a tratti anche equilibrata e qualificata da occasioni da rete”. “Credo in una squadra di personalità- ha chiosato l’allenatore- Siamo un po’ amareggiati, ma anche ottimisti per il futuro. Sono state annoverate defezioni come quelle di Ferrara e La Monica, Infantino ha effettuato solo due allenamenti a causa di un problema muscolare e deve ripristinare la sua condizione fisica al fine di offrire un contributo importante in attacco. Adesso lecchiamoci le ferite e guardiamo avanti”.













