La gara d’appalto per la gestione del verde pubblico a Taranto continua a essere al centro del confronto politico e istituzionale. Dopo la seduta del Consiglio comunale del 28 settembre, durante la quale le opposizioni hanno contestato all’Amministrazione la gestione della procedura e la mancanza di risposte sul futuro dei lavoratori, interviene il consigliere comunale dell’Udc Emiliano Messina, che punta il dito contro la Giunta e chiede le dimissioni dell’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame.
Al centro della vicenda ci sono due questioni strettamente collegate: da una parte le condizioni del verde e del decoro urbano della città, dall’altra il futuro occupazionale dei lavoratori impegnati nel servizio, per i quali la nuova gara prevede l’applicazione della clausola sociale.
«Una città che versa in uno stato indecoroso e una cospicua platea di lavoratori, quelli che si occupano del verde pubblico, ai quali non è dato conoscere quale sarà il proprio futuro lavorativo», sostiene Messina, indicando proprio questi due aspetti come i principali elementi emersi nel corso dell’ultima seduta consiliare.
La gara e le garanzie occupazionali
Il consigliere Udc contesta l’andamento della procedura per l’affidamento del servizio, parlando di «troppi interrogativi, poca trasparenza e nessuna condivisione».
Le organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazioni sulle garanzie occupazionali legate alla nuova procedura, mentre le opposizioni hanno chiesto chiarimenti sulla platea dei lavoratori interessati dalla clausola sociale e sulle prospettive relative agli orari e alla continuità occupazionale.
Una situazione che, secondo Messina, non può essere affrontata senza un confronto diretto tra Amministrazione, lavoratori, organizzazioni sindacali e rappresentanti istituzionali.
«La Giunta ha alzato un muro»
È soprattutto quanto accaduto in Consiglio comunale a essere contestato dal consigliere.
«Abbiamo assistito tutti al muro alzato dalla Giunta – afferma Messina – che ha preferito barricarsi dall’altra parte dell’aula consiliare, sottraendosi ad ogni tipo di confronto».
Nel mirino finisce anche l’assenza del sindaco Piero Bitetti e, soprattutto, il mancato intervento dell’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame durante il confronto sollecitato dalle opposizioni e dai lavoratori presenti a Palazzo di Città.
Le opposizioni, al termine della seduta, hanno abbandonato l’Aula contestando proprio l’assenza di risposte sul futuro degli addetti al verde. Successivamente è stata depositata una richiesta di convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico sulla vertenza, iniziativa che, secondo quanto riferito dai consiglieri, è stata condivisa dall’intero Consiglio comunale.
Messina: «Un rappresentante delle istituzioni deve metterci la faccia»
«Personalmente sono fermamente convinto che un rappresentante delle istituzioni non possa sottrarsi a una discussione istituzionale di questa portata – prosegue Messina –. Anzi, ha l’obbligo di metterci la faccia».
Il consigliere interpreta quanto accaduto in Aula come un segnale politico più generale e collega la gestione della vertenza all’azione dell’Amministrazione guidata da Bitetti.
«L’atteggiamento di Gravame – sostiene – è la cartina tornasole dell’operato dell’amministrazione Bitetti, che per l’ennesima volta ha dimostrato di non essere in grado di imprimere una governance incisiva per Taranto».
Si tratta, naturalmente, di una valutazione politica espressa dal consigliere comunale, inserita nel confronto in corso tra maggioranza e opposizione sulla gestione del servizio.
«Gravame lasci la Giunta»
Da qui la richiesta più netta avanzata da Messina.
«Sulla base di quanto è accaduto in Consiglio comunale – afferma – è quanto meno politicamente corretto che Gravame lasci la Giunta, rassegnando le dimissioni, chiedendo pubblicamente scusa ai lavoratori del verde pubblico e all’intera comunità».
La vertenza, secondo il consigliere dell’Udc, non può essere considerata esclusivamente una questione amministrativa. Il tema riguarda infatti contemporaneamente la qualità del servizio pubblico, il decoro della città e la tutela dei posti di lavoro.
«Taranto non può permettersi altre sconfitte»
Nella parte conclusiva del suo intervento, Messina allarga il quadro alle altre principali vertenze che interessano il territorio.
«Una città come Taranto, già impegnata ad affrontare numerose complesse vertenze – come ex Ilva, Kyma Ambiente e in campo sanitario – non può assolutamente permettersi altre sconfitte in termini economici e occupazionali».
Il futuro della gara per il verde pubblico resta quindi al centro del confronto politico. Da una parte le richieste di chiarimento sulle modalità della procedura e sulle garanzie per i lavoratori; dall’altra la necessità di assicurare continuità e qualità a un servizio direttamente collegato al decoro urbano.
La richiesta di un Consiglio comunale monotematico potrebbe rappresentare il prossimo passaggio istituzionale della vicenda, con l’obiettivo di riportare in Aula il confronto sulla procedura, sulle prospettive occupazionali e sulla gestione futura del verde pubblico cittadino.















