Giunge al termine la 13° giornata di campionato. Il Taranto torna a vincere, questa volta in casa, dopo due sconfitte, per 2 a 1. Al termine della gara è stato ascoltato il tecnico della Viterbese, mister Filippi.
E’ una domanda d’obbligo a questo punto, se si sente in bilico?
Un allenatore è sempre in bilico, è figlio dei risultati e bisogna accertare anche quello che dice il campo l’importanza della partita. Abbiamo fatto una buona gara, siamo stati sempre in campo, sempre in partita, nonostante lo svantaggio iniziale, anche in maniera immeritata. Però siamo stati li a giocare alla ricerca del pareggio e poi siamo riusciti a ottenerlo. Il problema è che purtroppo, ormai, si sta ripetendo sempre la stessa storia, quando pensi di avere la partita in mano, in pugno, commetti degli errori che ti costano caro. Quindi bisogna lavorare, rimboccarsi le maniche e cercare di capire e lavorare su questi errori. Oggi abbiamo fatto una buona gara ma usciamo dal campo con 0 punti, contro una diretta concorrente e fa male.
Le faccio i complimenti per come era ordinata la sua squadra. Come vede questa lotta per la salvezza e come ritiene uscirsene dalle sabbie mobili, dove è lei in questo momento, mentre il Taranto è leggermente più in alto?
Intanto grazie per i complimenti. Io ho fatto una foto al campionato e dico che, a parte le tre davanti, Catanzaro, Pescara e Crotone, ogni partita è combattuta e tutti possono perdere con tutti, dall’ultima alla quarta, non c’è un disequilibrio così eccessivo. Però siamo alla tredicesima giornata quindi iniziano a farsi pesanti i punti che perdiamo in campo, ed è per quello che bisogna, ogni settimana, cercare di smuovere la classifica e cercare di salire la china. Se ogni partita inizi a pensare alla prossima poi è complicato.
Dal punto di vista tattico, che cosa le è piaciuto della sua Viterbese e che cosa ha apprezzato da parte del Taranto?
Il Taranto è una squadra che tiene bene il campo, è una squadra che sa giocare benissimo di rimessa, sa giocare benissimo in ripartenza per caratteristiche degli uomini che ha in campo. Ciò non significa che è una squadra che rinuncia a giocare, è una squadra che sfrutta le proprie caratteristiche. E’ messa benissimo in campo dal suo allenatore, al quale faccio i complimenti. Noi abbiamo fatto la gara che dovevamo fare e l’avevamo preparata per cercare di spostarli continuamente da fianco a fianco, per poi aggredire dalle zone esterne del campo. L’abbiamo fatto in qualche occasione, abbiamo cercato di farlo continuamente, non sempre ci siamo riusciti, sia per errori nostri, ma anche perché in campo c’era un Taranto che ha venduto cara la pelle e ha giocato la sua partita.”
Tu sei stato un ex calciatore del Taranto. Che effetto hai avuto con questo Iacovone vuoto? Da allenatore, due sconfitte, una con il Palermo e una oggi. Volevo un tuo giudizio.
E’ un effetto strano quello di vedere questo stadio vuoto. Ma nonostante quei pochi presenti, a folate si facevano anche sentire. Anche lo scorso anno col Palermo qui siamo incappati con una sconfitta, ma quella era una sconfitta meritata, era una sconfitta dove non siamo stati all’altezza della maglia che portavamo. Oggi non credo che sia una sconfitta meritata, poteva benissimo starci li, ma purtroppo ci sono stati degli errori e dei meriti degli avversari che ci hanno penalizzato.
Al minuto ‘30 c’è stato un episodio dubbio, in cui è stato ammonito Ferrara. Dalla tribuna stampa ci è sembrato un rigore netto, lì dalla panchina cosa ha visto?
Dalla panchina io sinceramente non ho visto, non so se l’avete rivisto in televisione. Io l’unica cosa che ho potuto notare è che la palla è tornata indietro, quindi questo mi lasciava intendere che l’ha presa il difensore, ma non sto qui a dire, perché non l’ho rivisto e non posso permettermi di dire se ha fatto bene o ha fatto male l’arbitro.
Francesca Raguso














