L’annunciato aumento della Tari a Taranto continua a far discutere e scatena le reazioni del mondo politico e delle categorie produttive. Da un lato Fratelli d’Italia, con il consigliere comunale Giampaolo Vietri, dall’altro Casartigiani Taranto, esprimono forte contrarietà all’ipotesi di un incremento della tassa sui rifiuti compreso tra il 6 e l’8%, chiedendo all’amministrazione comunale un cambio di rotta nella gestione del servizio.
Per Vietri, l’aumento rappresenta l’ennesimo aggravio economico per cittadini e imprese, a fronte di un servizio che, secondo il consigliere di opposizione, continua a mostrare numerose criticità.
«Per l’ennesimo anno consecutivo i tarantini si ritroveranno a fare i conti con un aumento della Tari. Famiglie e imprese dovranno pagare fino all’8% in più, mentre la città continua a presentare le stesse criticità di sempre: strade sporche, rifiuti abbandonati, periferie spesso dimenticate e un servizio che, agli occhi dei cittadini, non giustifica l’ennesima stangata», afferma l’esponente di Fratelli d’Italia.
Vietri punta inoltre il dito contro la scelta di eliminare l’esenzione Tari per gli studenti universitari fuori sede, definendola una misura che penalizza le famiglie già impegnate a sostenere i costi degli studi dei propri figli.
«È inaccettabile continuare a chiedere sacrifici economici ai contribuenti senza offrire un deciso miglioramento della qualità del servizio. I cittadini che rispettano le regole e pagano le tasse pretendono una città pulita e decorosa. È un diritto, non un favore», sottolinea.
Secondo il consigliere, l’amministrazione guidata dal sindaco Piero Bitetti starebbe aumentando la pressione fiscale invece di affrontare le criticità strutturali del servizio e di intervenire sul risanamento di Kyma Ambiente, ex Amiu.
Fratelli d’Italia ricorda inoltre di aver richiesto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico dedicato proprio alla situazione della partecipata, annunciando che continuerà a chiedere maggiore trasparenza sui costi del servizio e il ripristino delle agevolazioni per gli studenti fuori sede.
Critiche altrettanto dure arrivano da Casartigiani Taranto, che definisce «profondamente sbagliato» il metodo seguito dall’amministrazione, contestando il fatto che l’eventuale aumento sia stato appreso attraverso gli organi di stampa senza un preventivo confronto con le rappresentanze delle imprese.
L’associazione evidenzia come le micro e piccole imprese siano già alle prese con l’aumento dei costi energetici, delle materie prime, del lavoro e della pressione fiscale, ritenendo che un ulteriore incremento della Tari rappresenterebbe un colpo molto pesante per il tessuto economico cittadino.
Casartigiani richiama anche quanto accaduto nei mesi scorsi, quando numerose attività economiche sono state sanzionate per presunte irregolarità nella raccolta differenziata.
«Dopo aver chiesto sacrifici e applicato multe, oggi si prospetta addirittura un aumento della tassa sui rifiuti: per le imprese questa non è soltanto una cattiva notizia ma una vera e propria beffa», sostiene l’associazione.
Il segretario provinciale Stefano Castronuovo chiede quindi al Comune di aprire un confronto immediato con le organizzazioni di categoria per illustrare le ragioni dell’aumento e le eventuali alternative valutate.
«Le imprese non possono essere considerate un bancomat cui attingere ogni volta che emergono problemi di bilancio. Chi ogni giorno tiene alzata la saracinesca, crea occupazione e continua a investire non merita nuove tasse, ma rispetto, ascolto e politiche capaci di sostenere realmente il tessuto economico locale», dichiara Castronuovo.
L’associazione conclude con un appello all’amministrazione comunale affinché vengano individuate soluzioni capaci di migliorare l’efficienza del servizio senza gravare ulteriormente su cittadini e imprese, avvertendo che un’eccessiva pressione fiscale rischia di compromettere ulteriormente il già fragile tessuto economico della città.














