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Tiozzo: «Dobbiamo essere più veloci nel capire gli spazi. Al ritorno saremo più vicini alla mia idea»

Foto Aurelio Castellaneta

Tiozzo: «Dobbiamo essere più veloci nel capire gli spazi. Al ritorno saremo più vicini alla mia idea»

Il tecnico del Taranto analizza l’1-1 con l’Ostuni nel primo turno di Coppa Italia: «Non possiamo perdere 40-50 minuti nella ricerca degli spazi. Voglio meno ragionamento e più esecuzioni»

di Domenico Ciquera

TARANTO – Luca Tiozzo analizza con lucidità il pareggio per 1-1 contro l’Ostuni, maturato nel primo turno di Coppa Italia di Eccellenza. Il tecnico del Taranto si sofferma soprattutto sulle difficoltà incontrate dalla squadra nella prima parte della gara, evidenziando la necessità di migliorare la lettura degli spazi e la velocità delle giocate.

«Penso che l’inizio sia stato complicato per noi perché, più passava il tempo, più facevamo fatica – ha spiegato Tiozzo nel post gara –. Dopo il nostro vantaggio, ma anche un po’ prima, non riuscivamo a trovare gli spazi che probabilmente erano sopra la linea. Bisogna partire dall’occuparli bene. Non potevamo giocare un po’ piatti come stavamo facendo, dovevamo usare qualche passaggio in più».

Il tecnico sottolinea poi l’importanza del lavoro dei mediani e della capacità di sfruttare gli spazi concessi dall’avversario. «Quando arrivavamo con la palla scoperta a uno dei due mediani, soprattutto Di Paolantonio, nascevano sicuramente delle occasioni, come poi sono nate nel primo e nel secondo tempo. Bisogna però essere più veloci nel codificare, nel trovare e capire dove gli altri ti danno gli spazi. Domenica scorsa era in un modo, oggi era in un altro e domenica prossima sarà in un altro ancora. Non possiamo perdere 40-50 minuti nella ricerca di questa cosa».

Difesa a quattro e assenze

Tiozzo chiarisce anche le ragioni delle scelte tattiche adottate contro l’Ostuni, differenti rispetto alla precedente gara di campionato.

«È difficile fare un parallelo con la gara di domenica scorsa perché oggi ha giocato un’altra squadra, con un altro sistema di gioco e con la difesa a quattro. Sono esperimenti, è un work in progress. Abbiamo giocato così perché avevamo tre centrali difensivi squalificati, quindi non mi sono inventato niente. Ho messo gli unici centrali difensivi che avevamo ed era giusto fare così».

Il tecnico evidenzia però anche alcuni aspetti sui quali la squadra dovrà lavorare. «Quando lasci qualche scoperta e perdi qualche pallone di troppo centralmente, si apre il campo. Soffre qualsiasi difesa e noi non ce lo possiamo permettere. È nato qualche contropiede, ma c’è stata anche una grande parte del nostro portiere. Anche il loro portiere ha fatto qualcosa di interessante, soprattutto nel primo tempo».

Infantino, Potenza e i nuovi innesti

Spazio anche alle scelte relative ai giovani e ai calciatori arrivati recentemente in rosa. Tiozzo si è soffermato in particolare sull’esordio di Infantino e sull’impiego di Potenza.

«Potenza a sinistra è stato un caso, si è trovato lì. Anche Infantino ha esordito oggi, penso che sia un 2008. Non lo conoscevo, era giusto conoscerlo. Non voglio far passare un messaggio sbagliato: il Taranto non ha fatto giocare un over per vedere i giocatori, li ho fatti giocare perché in questi due giorni Vincenzo ha fatto bene».

Una scelta dettata anche dalle assenze nel reparto arretrato. «Avendo tre centrali squalificati, devo fare di necessità virtù. Per il resto abbiamo cambiato giocatori forti, perché Marini, Lo Savio, Rajković e Monetti sono calciatori che avevate già visto e apprezzato in altre squadre».

«Dobbiamo cambiare velocemente il nostro stato d’animo»

L’allenatore guarda quindi alla crescita della squadra e individua nella seconda parte della gara un’indicazione importante.

«Credo che, se riusciamo a toglierci via un po’ di scorie, riusciremo a giocare anche il calcio degli ultimi 20 minuti. È un calcio più gradevole, dove arrivano i cross e i tre giocatori, dove gli altri poi non osano più giocare dalla linea e buttano via la palla».

Da qui l’appello a cambiare atteggiamento. «Dobbiamo cambiare un po’ il nostro stato d’animo e dobbiamo farlo velocemente. Posso assicurare che domenica faremo una grandissima gara. Non voglio parlare di Coppa Italia, ma al ritorno contro l’Ostuni saremo più vicini a quella che è la mia idea».

Tiozzo non nasconde il rammarico per una prima frazione nella quale il Taranto avrebbe potuto fare meglio: «Mi dispiace che nel primo tempo non abbiamo codificato bene le situazioni di gioco da fare, perché altrimenti potevamo soffrire un po’ meno e pungere un po’ di più».

«Io non do mai colpe, mi prendo tutte le responsabilità»

Il tecnico si assume quindi pienamente la responsabilità del percorso della squadra, evitando di individuare singoli colpevoli.

«Nel primo tempo, secondo me, ci potevamo smarcare meglio, ma non è colpa di Losavio. Io non do mai colpe, mi prendo tutte le responsabilità. Sono un allenatore. Non so che tipo di allenatore sono, perché poi posso dire bravo o scarso, giudicheremo più avanti».

Tiozzo ribadisce la volontà di costruire un’identità precisa nel corso dei prossimi mesi. «Voglio dare tutto ai miei giocatori, voglio spiegargli tutto e voglio che in questi mesi tutti abbiamo una seconda pelle. Magari oggi vediamo questo pareggio malissimo perché giochiamo in casa, però l’ultima mezz’ora è stata molto diversa».

E aggiunge: «La verità non la troviamo mai: sta nascosta magari sotto un po’ di polvere e dobbiamo cercarla. Abbiamo dimostrato di poter cambiare».

«Non credo nei numeri: voglio meno ragionamento e più esecuzioni»

Infine, Tiozzo affronta il tema dell’assetto tattico e dell’eventuale passaggio al 3-5-2, spiegando che per lui il calcio non può essere ridotto ai numeri dei moduli.

«Io non credo nei numeri. Non credo che sia un 3-5-2 o un 4-2-3-1. Il calcio non viene determinato dai numeri. Mettere i mediani, o il mediano, nelle condizioni di vedere il gioco e non di essere pressato cambia tutto, cambia proprio il modo di proporre calcio nella metà campo avversaria».

Il percorso, secondo l’allenatore, passa soprattutto dalla capacità di eseguire con maggiore rapidità ciò che viene provato in allenamento. «Dobbiamo arrivarci, perché queste situazioni le abbiamo avute tante volte. Magari pensiamo troppo e dobbiamo accantonare il pensiero. Troppo ragionamento non ti porta alla verità. Io voglio un po’ meno ragionamento e più esecuzioni. Ci arriveremo».

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