Gianluca Torma, direttore sportivo, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Football Club”, realizzata dalla redazione di GiornaleRossoBlu.it e a commentato questa sessione di calcio mercato invernale, influenzata dalla crisi generata dalla pandemia.
IL CALCIOMERCATO – Penso che la pandemia abbia inciso parecchio e negativamente sulla Lega Pro, ciò si ripercuote poi su quello che è il calciomercato. Ormai la maggior parte dei giocatori, quando non rientrano nei piani delle rispettive società, procedono attraverso la risoluzione del contratto.
IL TARANTO – Credo che il Taranto stia facendo molto bene. È un biennio positivo. Bisogna ricordare però, e Montervino lo ha fatto spesso, che l’obiettivo primario di questa squadra è la salvezza. Il Taranto punta molto sui giovani, sulla loro valorizzazione e sul minutaggio. Domenica si è tornati in campo dopo quasi un mese, io vedo il bicchiere mezzo pieno, è stata una buona partita e la squadra ha mosso la classifica, aggiungendo un ulteriore tassello per la promozione.
SITUAZIONE PACILLI – Quando un giocatore non rende quanto ci si aspettava, è ovvio che la società abbia l’interesse di cambiare qualcosa. Il mercato di gennaio è un mercato di riparazione, dove bisogna cambiare al massimo 2,3 giocatori. Se si procede così, significa che in estate la società ha lavorato bene. Pacilli è un buon giocatore, credo un suo eventuale addio non sia legato a questioni economiche, bensì a prestazioni deludenti dell’esterno.
GIRONE DI RITORNO – Il girone di ritorno è praticamente un altro campionato dato che in seguito al mercato, molte squadre, riescono a rinforzarsi. Il Catanzaro ha una rosa mostruosa, mi aspetto molto da Iemmello, i calabresi hanno fatto un investimento molto importante per lui. Burzio al Potenza, invece, è una scommessa. Il ragazzo viene da 44 gol in 2 anni a Lavello, a Potenza troverà una situazione, anche ambientale, differente. Vedremo come si adatterà.
GIRONE C – Il Girone C tecnicamente è molto inferiore rispetto al Girone A e B. Se non fosse per 3 o 4 squadre, tutte le altre ho notato che quasi rinunciano a proporre calcio, ma scelgono di scendere in campo con un 532, pensando in primis a difendere.
LA CRISI DEL SISTEMA – Il sistema calcio, magari anche a causa COVID, vive un momento di grande crisi. Credo che ci sia la necessità di una riforma generale. Se i grandi club italiani ed europei presentano debiti importanti, figuriamoci piccole realtà come quelle delle Lega Pro.
Flavio Graps














