Con il trasferimento dei fondi destinati alla tratta ferroviaria Taranto-Battipaglia dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al Contratto di Programma RFI, il Governo ha compiuto l’ennesima decisione a danno del territorio ionico e dell’intero Mezzogiorno. Si tratta, di fatto, di un definanziamento che priva l’opera del suo carattere strategico e prioritario all’interno del piano europeo di rilancio post-pandemico.
Il PNRR, infatti, non è solo un contenitore di fondi, ma un impegno politico e sociale per la modernizzazione del Paese, basato su scadenze, obiettivi e controlli. Spostare i fondi equivale a declassare il progetto, sottraendolo alle priorità e alle garanzie richieste dall’Europa stessa.
Dietro il paravento della “salvaguardia delle risorse”, il Governo nasconde l’incapacità di rispettare i tempi e gli impegni assunti. Invece di accelerare i cantieri — anche in vista dei Giochi del Mediterraneo — si cambia bilancio, si dilatano le scadenze, si depotenzia l’ambizione di un territorio che continuerà ad essere penalizzato e fuori dai collegamenti nazionali. Questo significa, nella realtà, ritardi indefiniti, isolamento, meno vincoli e più incertezza per un’opera infrastrutturale strategica che il Sud attende da decenni.
La tratta Taranto-Battipaglia è fondamentale per connettere la dorsale ionica alla rete nazionale ad alta capacità, facilitare la mobilità delle persone e delle merci, sostenere la transizione ecologica e rilanciare l’economia di un’area troppo spesso marginalizzata.
Questa scelta conferma una visione squilibrata e miope dello sviluppo territoriale, che penalizza ancora una volta il Sud. Taranto, nonostante le promesse e gli annunci, viene messa in secondo piano: prima con l’ex Ilva lasciata senza una strategia industriale chiara, ora con le infrastrutture ferroviarie ridimensionate senza un vero confronto con il territorio.
Chiediamo con forza che il progetto rientri pienamente nel perimetro del PNRR, con il rispetto delle scadenze europee e l’utilizzo delle risorse già allocate dal Governo Conte II. Il Sud ha bisogno di certezze, non di spostamenti di bilancio.
Lo dichiara in una nota il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle e Coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa.













