Dalla tutela del patrimonio archeologico alle infrastrutture strategiche per il territorio. Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche Economiche e Fiscali, interviene su due temi ritenuti centrali per il futuro di Taranto, annunciando una nuova iniziativa parlamentare sulla cosiddetta “Persefone di Taranto” e criticando duramente il Governo dopo l’approvazione definitiva del Decreto Infrastrutture.
Sul fronte culturale, Turco ha reso noto di aver depositato un’interrogazione parlamentare con l’obiettivo di riaprire l’istruttoria per verificare la possibilità di ottenere la restituzione della celebre statua magnogreca oggi custodita presso l’Antikensammlung degli Staatliche Museen di Berlino.
La scultura, nota anche come “Dea in Trono da Taranto”, risale alla prima metà del V secolo avanti Cristo ed è considerata uno dei capolavori dell’arte della Magna Grecia. Secondo la ricostruzione storica più accreditata, sarebbe stata rinvenuta a Taranto nel 1912 e successivamente trasferita in Germania, dove venne acquisita dai musei berlinesi nel 1915. Dal 2014 una copia fedele è esposta al Museo Archeologico Nazionale di Taranto grazie a una convenzione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e la Stiftung Preußischer Kulturbesitz.
«Non chiediamo scorciatoie né rivendicazioni simboliche – afferma Turco – ma che lo Stato italiano accerti con il massimo rigore scientifico e giuridico se esistano oggi i presupposti per riaprire un’interlocuzione con le autorità tedesche finalizzata alla restituzione di un’opera che rappresenta una parte fondamentale dell’identità storica e culturale di Taranto e dell’Italia».
Secondo il parlamentare pentastellato, alcuni aspetti relativi all’esportazione della statua non sarebbero stati chiariti in modo definitivo. Per questo motivo chiede al Ministero della Cultura e al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale una nuova valutazione tecnico-giuridica, alla luce della normativa vigente all’epoca dei fatti.
Turco è poi intervenuto anche sul Decreto Infrastrutture, approvato in via definitiva dal Senato, accusando il Governo Meloni di non aver previsto alcuna misura concreta per Taranto.
«Si certifica ancora una volta l’assenza di qualsiasi attenzione nei confronti del nostro territorio – sostiene il senatore –. Il provvedimento si chiude senza una sola misura e senza un solo finanziamento destinato alla provincia di Taranto».
Nel dettaglio, il vicepresidente del M5S ricorda di aver presentato tre proposte emendative: il finanziamento dell’allargamento e della messa in sicurezza della Strada Statale 100, le risorse necessarie per consentire l’apertura dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie ai voli di linea passeggeri attraverso gli oneri di servizio pubblico e la proroga dell’indennità per il mancato avviamento al lavoro dei lavoratori portuali.
«Tutte e tre le proposte sono state respinte – evidenzia Turco –. È una scelta politica con cui Governo e maggioranza di centrodestra hanno deciso di voltare ancora una volta le spalle a Taranto».
Il senatore punta inoltre il dito contro i parlamentari del centrodestra eletti nel territorio, accusandoli di non aver ottenuto risultati concreti per la provincia ionica.
Infine, Turco ridimensiona il valore dell’ordine del giorno approvato sulla Strada Statale 7 Taranto-Massafra, spiegando che «non modifica il testo della legge, non finanzia alcuna opera e non assegna un solo euro ad Anas», definendolo «un semplice indirizzo politico privo di risorse economiche».
«Taranto – conclude – non ha bisogno di propaganda o annunci, ma di finanziamenti, infrastrutture moderne, collegamenti efficienti, maggiore sicurezza e opportunità di lavoro. Continueremo a portare avanti proposte concrete nell’interesse del territorio e chi le ha respinte dovrà assumersi la responsabilità politica di spiegarlo ai cittadini».














