L’Ugento si prepara alla trasferta di Taranto con rispetto per l’avversario, ma anche con la convinzione di poter giocare le proprie carte. A fare il punto della situazione è stato il direttore sportivo Gianfranco Francavilla, intervenuto ai microfoni di “GOL – Speciale Eccellenza Pugliese”, trasmissione in onda ogni lunedì sui canali Facebook e YouTube di Blunote.
La sfida contro il Taranto rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della stagione per la formazione giallorossa. Una gara che, secondo Francavilla, si prepara quasi da sola: «Sono partite che non hanno bisogno né di presentazione né di particolari spiegazioni. Sono gare che si preparano anche da sole».
Il direttore sportivo dell’Ugento riconosce la forza della formazione rossoblù, ma esclude qualsiasi atteggiamento rinunciatario. «Veniamo a giocare in uno stadio importante, uno dei migliori in Italia, contro una squadra costruita per vincere. Vogliamo fare bella figura, non vogliamo essere delle vittime predefinite, ma ce la vogliamo giocare fino in fondo, a viso aperto».
Un progetto senza limiti
Francavilla ha poi illustrato la filosofia che accompagna il nuovo corso societario dell’Ugento. Un progetto partito in questa stagione con l’intenzione di costruire basi solide e durature.
«Vogliamo fare le cose per bene, in maniera ponderata ed equilibrata», ha spiegato il direttore sportivo, evidenziando la volontà di dare alla società un’organizzazione differente rispetto al passato.
Per il momento non vengono fissati obiettivi sportivi specifici. «Oggettivamente, noi non ci poniamo limiti e non abbiamo obiettivi. Giochiamo partita dopo partita», ha sottolineato Francavilla.
La priorità, però, è costruire una struttura societaria in grado di garantire continuità: «La cosa principale che mi preme è quella di creare un’ossatura societaria, a livello di soci e di organizzazione, che ci faccia fare quel saltino di qualità».
Un percorso che, nelle intenzioni della società, dovrà andare oltre la singola stagione. «Questo è un progetto che vorremmo portare avanti non solo per quest’anno», ha aggiunto il direttore sportivo, indicando in organizzazione e progettualità due elementi fondamentali.
I risultati non hanno sempre premiato l’Ugento
Nel corso dell’intervento Francavilla ha ripercorso anche l’inizio di campionato dell’Ugento, caratterizzato da risultati che, secondo il dirigente, non hanno sempre rispecchiato le prestazioni offerte dalla squadra.
«Il calcio ti dà e ti toglie. A noi ci sta togliendo parecchio», ha spiegato, riconoscendo soltanto alla prima gara contro il Galatina una prestazione al di sotto delle aspettative.
Il riferimento è anche alla trasferta di Trani, dove l’Ugento avrebbe meritato qualcosa in più, e alla sfida interna con Squinzano, terminata con un pareggio nonostante una prestazione giudicata positiva.
Poi la gara contro il Taurisano, condizionata da episodi sfortunati, tra traverse, salvataggi sulla linea e interventi del portiere avversario. Contro lo Stuni, invece, Francavilla ha ricordato le tre traverse colpite nei primi venti minuti e gli errori successivi che hanno finito per indirizzare la partita.
Nonostante le difficoltà, la squadra ha continuato a lavorare senza perdere fiducia. «Quando si ha la percezione che la squadra è viva, che il mister e lo staff lavorano bene, prima o poi i risultati arrivano», ha spiegato.
La risposta è arrivata con la vittoria di Acquaviva, seguita dal passaggio del turno in Coppa Italia e dal successo ottenuto contro il Bitonto.
La fiducia in Mimmo Liguori
Una parte importante del progetto riguarda la scelta di Mimmo Liguori come allenatore. Una decisione maturata dalla volontà di ripartire da un tecnico che conosce bene l’ambiente e che in passato ha già guidato l’Ugento verso risultati significativi.
«Volevamo ripartire da lui perché è un tecnico preparato, è una persona eccezionale e le sue competenze non le scopro certo io», ha spiegato Francavilla.
Il direttore sportivo ha sottolineato anche la conoscenza dell’ambiente da parte di Liguori e la sua capacità di valorizzare il gruppo. «Sappiamo il suo valore, sappiamo come allena le squadre. È un allenatore molto preparato, oltre a essere un uomo vero».
Una scelta condivisa dalla società, che ha deciso all’unanimità di affidargli nuovamente la guida tecnica della squadra.
Il Taranto dopo Canosa
Il confronto con il Taranto arriva inoltre dopo la pesante sconfitta per 3-0 rimediata dai rossoblù sul campo del Canosa. Un risultato che potrebbe aumentare la voglia di riscatto della squadra di Luca Tiozzo, ma Francavilla non vuole che questo aspetto condizioni la preparazione dell’Ugento.
«Sappiamo il valore del Taranto: è una squadra importante, costruita per vincere. Ma noi non abbiamo nessun timore reverenziale», ha ribadito.
L’Ugento si presenterà quindi allo Iacovone con l’intenzione di giocare la propria partita, senza lasciarsi condizionare dal momento degli avversari.
«Noi siamo tranquilli, continuiamo a fare quello che stiamo facendo. Lavoreremo bene tutta la settimana e andremo lì a giocarci la partita a viso aperto».
«Non abbiamo nulla da perdere»
Il messaggio lanciato da Francavilla è chiaro: massimo rispetto per il Taranto, ma nessuna paura. La squadra giallorossa vuole affrontare la sfida con serenità, consapevole delle difficoltà ma anche delle proprie qualità.
«Non abbiamo nulla da perdere», ha sottolineato il direttore sportivo, riconoscendo allo stesso tempo che la sconfitta di Canosa potrebbe provocare una reazione importante da parte dei rossoblù.
«È chiaro che la sconfitta del Taranto, così netta, a Canosa è stata una cosa per loro inaspettata», ha concluso Francavilla. L’Ugento, però, arriverà a Taranto con un’idea precisa: giocarsi la partita fino in fondo, senza paura e a viso aperto.















