Si è appena concluso l’incontro convocato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per affrontare l’emergenza che riguarda il polo siderurgico dell’ex Ilva. Al termine del confronto, l’UGL Metalmeccanici ha ribadito con forza l’urgenza di un intervento risolutivo da parte dello Stato per uscire dall’impasse in cui versa Acciaierie d’Italia.
“È indispensabile – dichiarano Daniele Francescangeli, Vice Segretario nazionale UGLM, e Aurelio Melchionno, Segretario confederale UGL – un’azione concreta e decisa che consenta di avviare un piano industriale serio, insieme a un programma di riqualificazione energetica credibile. Solo così sarà possibile restituire al comparto prospettive reali di rilancio e sviluppo”.
Per UGLM, la vertenza Acciaierie d’Italia ha ormai assunto il profilo di una questione nazionale. “Accogliamo l’appello del Ministro Urso, che richiama tutte le parti alla sobrietà e all’impegno per firmare e approvare il tanto atteso accordo di programma. È fondamentale riconoscere il valore strategico del settore siderurgico per l’intera economia italiana, a partire dalla tutela integrale degli stabilimenti di Taranto, Genova Cornigliano e Novi Ligure”.
I tre siti produttivi non sono semplici impianti industriali, ma rappresentano un patrimonio storico, economico e sociale dei territori in cui operano. Hanno formato competenze uniche, garantito occupazione a migliaia di famiglie e svolto un ruolo centrale nella tenuta del sistema produttivo nazionale. “La loro chiusura, riduzione o frammentazione – avvertono i rappresentanti UGL – comporterebbe danni irreparabili sia dal punto di vista occupazionale, sia sul piano sociale e culturale”.
“In questi anni difficili – proseguono – i lavoratori hanno dimostrato grande responsabilità, disciplina e correttezza. Ora però non è più tollerabile alcuna forma di incertezza o ulteriore rinvio. Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, le tensioni sociali diventerebbero inevitabili e difficilmente gestibili”.
L’UGLM conclude chiedendo al Governo di assumere la gestione della vertenza con determinazione, fornendo risposte concrete e tempestive ai lavoratori e ai territori coinvolti. “Il tempo delle attese è finito. Servono atti chiari, per salvaguardare un settore cruciale per il futuro industriale del Paese”.













