Ha patteggiato una pena di due anni, con sospensione, ed è tornato in libertà l’ultrà tarantino di 44 anni arrestato dopo i disordini seguiti alla finale playoff persa contro il Gladiator, gara che valeva la promozione in Serie D. La notizia è riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
La decisione è stata ratificata dalla giudice Monica Massarelli, che ha accolto l’accordo tra l’avvocato Leonardo La Porta e il pubblico ministero Flavia De Grazia. In precedenza, lo stesso giudice aveva rigettato una prima richiesta di patteggiamento a 1 anno e 6 mesi, ritenendo la pena non adeguata alla gravità dei fatti contestati.
L’uomo era finito ai domiciliari dopo l’arresto avvenuto a seguito di un’indagine lampo condotta dalla Digos, coordinata dal vice questore aggiunto Paolo Favia. Gli investigatori hanno ricostruito l’episodio attraverso le immagini delle numerose telecamere presenti allo stadio di Massafra, teatro dell’incontro.
Le accuse nei confronti del 44enne riguardavano invasione di campo, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Resta inoltre confermato il Daspo della durata di 10 anni, firmato dal questore Davide Michele Sinigallia, che gli impedirà di accedere a manifestazioni sportive per un lungo periodo.
Nel complesso sono 12 gli ultras rossoblù denunciati per l’invasione del terreno di gioco al termine della gara. L’informativa è ora al vaglio della Procura, che dovrà valutare le singole posizioni. Anche per gli altri 11 coinvolti sono scattati provvedimenti Daspo disposti dalla Divisione Polizia Anticrimine, guidata dal primo dirigente Monica Sammati, con durate variabili tra i 3 e i 5 anni a seconda delle condotte contestate.
Un quadro complessivo che conferma l’intensità delle conseguenze giudiziarie legate ai disordini avvenuti al termine della sfida playoff.














