RASSEGNA STAMPA DEL 14 MARZO 2023 – TARANTO BUONASERA
di Alessandra Carpino
Prova destabilizzante. Il Taranto frena bruscamente in casa contro il Picerno, nel ritorno fra le mura amiche dello Iacovone dopo il doppio esodo consumatosi sull’asse Potenza-Giugliano: soprattutto sembra smarrire le sue certezze tattiche ed identitarie, attraverso un atteggiamento tutt’altro che equilibrato e razionale. La confusione regna sovrana, i meccanismi strategici si inceppano inevitabilmente, ma il calendario agonistico non ammette tregua ed obbliga a riflessioni e rimedi rapidi: domani, infatti, è in programma l’ultimo turno infrasettimanale del campionato regolare ed il Taranto è già partito alla volta di Viterbo, per affrontare la compagine locale penultima in classifica alle ore 14.30. Il percorso verso la meta prioritaria della salvezza è stato costruito ed incrementato essenzialmente sul territorio ionico dagli uomini di Ezio Capuano, i quali hanno incassato la terza debacle interna dopo quasi un girone, precisamente dal confronto, corredato da identico punteggio (0-1) con il Giugliano: era il 30 ottobre scorso e, numeri alla mano, la stessa formazione rossoblu non subiva un gol nel suo fortino dal pirotecnico pareggio per 2-2 con la vicecapolista Crotone nel mese successivo di novembre. Nessun criterio tattico ha funzionato al cospetto di un Picerno organizzato, coinvolgente nella sua interpretazione del fraseggio, letale nell’impostazione delle palle inattive: previa assenza dalla lista dei convocati di Provenzano, Semprini e Citarella, Ezio Capuano ha modificato il centrocampo, avviando una rotazione anche sulle catene, relegando in panchina Labriola ed un Crecco recuperato dall’infortunio solo alla vigilia dello stesso match. Non muta l’impianto dogmatico del 3-5-2, in cui s’incastona una retroguardia che registra il ritorno da titolare di Manetta quale braccetto sinistro a completamento del trittico composto da Evangelisti ed Antonini, a fungere da scudo al portiere Vannucchi. A presiedere l’area destra sono stati prescelti l’eclettico Formiconi largo sulla fascia e Mastromonaco dirottato nel ruolo di intermedio, mentre Mazza ha operato in cabina di regia, affiancato sulla porzione mancina da Romano e da Ferrara; in attacco è stato riconfermato il binomio Tommasini-Bifulco. La prima frazione di gioco consta di momenti frenetici, caratterizzati da propulsioni offensive sulle ripartenze e da carenza di lucidità nell’imbastimento di una manovra efficace sotto porta avversaria. La rete decisiva del Picerno è stata realizzata da Kouda al 28’, lesto ad anticipare Formiconi ed insaccare sotto misura concretizzando un suggerimento dalla bandierina offerto dall’esperto Esposito. E’ un Taranto instabile, che non indovina i movimenti, che latita nella sinergia fra reparti e nella simmetria delle due fasi di gioco, che non crea i presupposti per segnare: “Siamo in difficoltà e non ci sono riuscite le situazione tattiche che avevamo studiato, anche per merito dell’avversario. Ho pensato di infondere un po’ di aggressione e corsa a centrocampo, reparto con alcune criticità: in precedenza, Mastromonaco ha operato discretamente da intermedio- ha commentato Ezio Capuano- Il problema era nell’alzarci sulla destra: una volta andati in svantaggio, sono stato obbligato a variare e le abbiamo tentate tutte, dall’applicazione del 3-4-1-2 sino al 4-3-1-2 finale. Mi aspettavo molto di più: tanti giocatori sono in una fase leggermente calante, non ne trae beneficio la squadra. Mi assumo tutte le colpe della sconfitta, ma non c’è tempo di recriminare, poiché la partita con la Viterbese è alle porte e dobbiamo immediatamente azzerare”. “In questo momento siamo impauriti- è l’allarme confidato dall’allenatore del Taranto- A volte sembra che il pallone scotti sui piedi, gli errori di valutazione coinvolgono anche le giocate più semplici, in merito alle scelte le responsabilità sono mie, basta che la squadra sia lasciata tranquilla: ha marciato benissimo, ora è in difficoltà e va protetta. C’era da soffrire, lo sapevamo, ma dobbiamo andare avanti senza drammi: abbiam le capacità e l’esperienza per uscire attraverso il lavoro, unica medicina che conosca”. “Andiamo in campo attanagliati psicologicamente: non possiamo essere questi- ha continuato il trainer ionico- Molti giocatori sembrano i “gemelli negativi” di una squadra che è stata lodata ma che non è cambiata, occorre ritrovare l’equilibrio. Una sconfitta non può scalfire le certezze: mancano sette giornate alla fine ed abbiamo quattro punti di vantaggio sulla zona play out, non possiamo rischiare con prestazioni impalpabili”. Le sostituzioni apportate durante il secondo tempo del match non sono state indovinate: l’esibizione di Diaby è durata solo 28’ (al suo posto Labriola), gli inserimenti di Boccadamo e Nocciolini hanno inviato un timido segnale di intraprendenza, ma il Taranto si è perso nel labirinto tattico di letture disordinate anche con gli innesti di Labriola e Crecco: “Abbiamo messo i mezzo un pallone clamoroso nell’epilogo, con cinque giocatori nell’area piccola senza aggredire; in altre circostanze abbiamo peccato di egoismo, tirando da eccessiva distanza. Ed abbiamo perso anche la certezza nel difendere sui piazzati – ha analizzato Capuano- Ho chiesto scusa a Diaby: è un elemento importante che stiamo cercando di recuperare, ma faceva fatica. Speravo di ottenere imprevedibilità: è stata una sostituzione tattica”. L’ipotesi della rotazione delle pedine in previsione degli impegni ravvicinati preoccupa il tecnico rossoblu: “Ho difficoltà nel turn over. Secondo me, in questo momento, più cambi faccio, più fatica faccio, più caos faccio”. In merito alle selezioni in corso d’opera contro il Picerno: “Ferrara era in difficoltà, doveva essere alternato, mentre Formiconi non riusciva a spingere, così ho inserito Boccadamo a sinistra ed ho portato nel suo ruolo naturale Mastromonaco- ha spiegato- Abbiamo operato leggermente meglio e tenuto alto gli avversari, ma non è stato sufficiente. Non mi sono arreso sulla forza di Diaby, auspicavo una mezz’ora promettente: è entrato ma è stato destabilizzato nelle letture, come se fosse attanagliato da un timore psicologico. A livello tattico, ho poi optato per una punta in più, Nocciolini, sacrificando un centrocampista per conferire vitalità alla manovra”.













