«L’accordo raggiunto ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresenta un primo passo avanti importante per la vertenza Natuzzi, un tassello iniziale riconosciuto anche da tutte le sigle sindacali. Tuttavia, la strada verso il rilancio definitivo è ancora lunga».
Lo dichiara Renato Perrini, intervenendo sulla vertenza che coinvolge il gruppo Natuzzi e centinaia di lavoratori pugliesi.
«Oltre ai lavori della task force regionale – prosegue Perrini – ho seguito con estrema attenzione le proteste e le mobilitazioni dei lavoratori. Sono stato presente ai presìdi organizzati dai dipendenti degli stabilimenti della provincia di Taranto per ascoltare le loro preoccupazioni e portare la mia solidarietà, incontrando anche il sindaco di Laterza, Franco Frigiola. Con l’intesa raggiunta al MIMIT portiamo a casa un primo risultato che però non chiude affatto la vertenza».
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia evidenzia inoltre «l’attenzione concreta del Governo guidato da Giorgia Meloni che, insieme all’onorevole Dario Iaia, ha seguito con responsabilità, presenza e determinazione l’intera vicenda».
Nel dettaglio, l’accordo definito al Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevede l’attivazione della cassa integrazione con una media del 62% fino alla fine dell’anno, lo stanziamento di sei milioni di euro da parte dell’azienda per favorire gli esodi incentivati e la definizione dei criteri per individuare i lavoratori interessati dalle misure.
«Si tratta però soltanto di un primo passo – sottolinea Perrini – in attesa di affrontare i veri nodi della questione Natuzzi. La priorità assoluta resta la definizione di un piano industriale serio e concreto, capace di consentire a un gruppo così cruciale per l’economia e il tessuto produttivo pugliese di imboccare una reale strada di ripresa».
Infine, il consigliere regionale ribadisce il proprio impegno istituzionale: «Continuerò a lavorare con il massimo impegno al fianco delle istituzioni regionali e nazionali. L’obiettivo è arrivare a una soluzione definitiva che restituisca serenità ai lavoratori e alle loro famiglie, permettendo a un marchio storico della manifattura italiana di tornare a crescere e valorizzare tutto il proprio potenziale».













