Casartigiani Puglia esprime forte preoccupazione per la crisi che sta investendo il comparto dell’autotrasporto italiano e sostiene le ragioni che hanno portato alla proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto, previsto dalle ore 00.01 del 25 maggio alle ore 24.00 del 29 maggio 2026.
Al centro della protesta il continuo aumento del costo del carburante, che sta mettendo in seria difficoltà migliaia di imprese artigiane del trasporto merci. Dal prezzo di 1,70 euro al litro registrato il 23 febbraio 2026, il gasolio avrebbe infatti superato una media di 2,10 euro al litro nel mese di aprile, con un incremento superiore al 23% in poche settimane.
Secondo quanto evidenziato da Casartigiani Puglia, per una media impresa di autotrasporto questo aumento comporterebbe un aggravio di circa 1.100 euro al mese per ciascun mezzo pesante, pari a oltre 13 mila euro annui per veicolo.
Una situazione definita ormai insostenibile, che rischia di provocare il collasso di un settore considerato strategico per l’economia nazionale.
SNA Casartigiani, aderente a UNATRAS, condivide le richieste avanzate unitariamente dalle associazioni dell’autotrasporto: stanziamenti immediati per compensare l’aumento eccezionale del carburante, rimborso automatico delle accise, sospensione di imposte e contributi, regole certe sul fuel surcharge e misure efficaci contro le speculazioni sui prezzi.
Casartigiani Puglia sottolinea inoltre come, dopo gli impegni assunti dal Governo e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nei confronti di UNATRAS, le imprese siano ancora in attesa di risposte concrete. In particolare, viene evidenziato che il decreto attuativo relativo ai 100 milioni annunciati dal Governo non sarebbe ancora stato emanato, alimentando tensione e incertezza nel comparto.
Per SNA Casartigiani parteciperà all’incontro convocato a Palazzo Chigi Stefano Castronuovo, che rappresenterà il sistema nazionale dell’associazione portando all’attenzione del Governo le criticità e le istanze delle imprese artigiane dell’autotrasporto provenienti dai territori coinvolti nella mobilitazione.
«Le imprese non chiedono privilegi – evidenzia Casartigiani Puglia – ma condizioni minime per poter continuare a lavorare. Senza interventi immediati il rischio concreto è il blocco di migliaia di aziende, con gravissime conseguenze economiche, produttive e occupazionali per l’intero Paese».













