Tu sei un doppio ex della partita Taranto-Bitonto. Che tipo di squadra è il Taranto e a cosa potrebbe puntare in campionato?
Il Taranto quest’anno non ha fatto grandi proclami, però ha investito bene ed ha una squadra di tutto rispetto con un allenatore di categoria. È una delle candidate alla vittoria finale
E il Bitonto?
Il Bitonto parte in ritardo dopo ciò che è successo, ora è normale che si trovi in difficoltà perché squadra e allenatore devono ancora conoscersi bene. Ha comunque un budget importante e giocatori di categoria superiore. Alla lunga uscirà fuori perché secondo me al momento, visto i giocatori presi, sono i più forti.
Che partita pensi sarà quella di domenica e chi vedi favorito?
In questo momento sicuramente il Taranto ha qualcosina in più, perché è una squadra che è partita in ritiro ed è già amalgamata; tra l’altro gioca anche in casa quindi al momento è leggermente favorita. Sarà una partita equilibrata nella quale saranno importanti le giocate dei singoli.
Che ci dici invece del tuo Molfetta? Qual è l’obiettivo stagionale?
Noi siamo una squadra neopromossa e con un budget molto diverso rispetto alle squadre che lotteranno per salire di categoria. Sicuramente però è una società organizzata composta da gente perbene, ha un allenatore giovane ma molto preparato. La squadra è formata da tanti ragazzi che vogliono dimostrare di poter fare bene in questa categoria. L’unico esperto sono io e spero di poter dare una mano a questi ragazzi e di salvarci quanto prima.
Essendo stato già a Taranto, cosa credi possa essere fondamentale per vincere un campionato anche in virtù di ciò che è mancato quando c’eri tu?
Io arrivai a Dicembre quando la squadra aveva già un distacco dalla prima; facemmo bene ma peccato per il rush finale. Avevamo una squadra forte e secondo me si doveva dare continuità, poi sono state fatte altre scelte. Sicuramente ci vogliono: pazienza, unità di intenti, rispetto dei ruoli ed equilibrio; se c’è tutto questo si può far bene. Sicuramente Taranto ora non vive un rapporto sereno con questa società e questo può essere un neo importante per gli altri, bisogna partire bene perché con i risultati si calmeranno tutti. Montervino è una persona che conosce bene il calcio avendolo vissuto sia da calciatore che da direttore sportivo.
Marco Mannino













