di Francesco Pio Romanazzi
Ambizione, entusiasmo e una parola che ritorna più volte: vincere. Luca Tiozzo si presenta così al mondo Taranto, consapevole del peso della piazza e della responsabilità affidatagli dalla famiglia Ladisa e dal direttore sportivo Francesco Montervino. L’accordo è arrivato in poche ore, ma per il nuovo tecnico rossoblù la sensazione è stata quella di entrare immediatamente in una realtà speciale.
«Quando ho ricevuto la chiamata del direttore per me si è aperto un mondo nuovo fatto di blu e di rosso. Taranto è tra le piazze migliori d’Italia, non ha categoria e non si può rifiutare», ha raccontato Tiozzo, lasciando trasparire tutta l’emozione per la nuova avventura.
Un entusiasmo che, però, il tecnico vuole trasformare immediatamente in lavoro. Nessuna intenzione di disperdere energie in parole che non siano funzionali al campo. «Io credo di poter dare il meglio di me stesso dentro al campo. Ho un obiettivo troppo grande e troppo importante per disperdere energie. Parlerò quando c’è da parlare della squadra, degli avversari, dei moduli e di come provare a vincere la domenica».
«Devo restituire quello che mi hanno dato»
Tiozzo sente forte anche la responsabilità della scelta compiuta dalla proprietà e dalla dirigenza. Una fiducia che, secondo l’allenatore, può essere ripagata soltanto attraverso il lavoro quotidiano.
«Credo che nella vita bisogna ridare ciò che ti danno. Se la famiglia Ladisa e il direttore mi hanno scelto devo restituire e posso farlo solo attraverso la dedizione al lavoro e la voglia di andare contro gli ostacoli».
È una filosofia che racconta bene anche il carattere del nuovo allenatore rossoblù, che non nasconde una naturale insofferenza verso la sconfitta. «Mi arrabbio perché ci tengo, vorrei vincere tutte le partite, anche contro Barcellona e Real Madrid, contro chiunque».
E ancora, una frase che sintetizza il suo approccio alla nuova esperienza: «Vorrei trattare questa società come se fosse mia, anche se non lo è, ma voglio dare, dare e dare».
Uno spogliatoio da ricostruire
Il cambio di guida tecnica e l’addio contemporaneo allo staff precedente e al direttore sportivo hanno inevitabilmente avuto un impatto sull’ambiente. Tiozzo non lo nasconde.
«Ho trovato una squadra avvilita. Quando viene esonerato un allenatore, uno staff intero e un direttore è normale», ha spiegato il tecnico, evidenziando però come la risposta del gruppo abbia rappresentato il primo segnale positivo.
«La risposta del gruppo mi ha convinto, mi hanno dato disponibilità e tutto ciò che ho proposto è stato fatto senza problemi».
Da qui parte il lavoro per costruire una nuova identità, fondata soprattutto sull’intensità e sulla capacità di affrontare ogni avversario con la stessa determinazione.
«Gli avversari contro di noi faranno la partita della vita»
Tiozzo è consapevole che il Taranto, per storia, piazza e qualità della rosa, rappresenterà un obiettivo speciale per qualsiasi avversario.
«Gli avversari contro di noi moltiplicheranno le energie e faranno la partita della vita e noi dobbiamo essere pronti», ha sottolineato.
Per questo, secondo il tecnico, non sarà sufficiente fare semplicemente una buona prestazione. «Non dobbiamo fare le cose bene o molto bene, dobbiamo farlo tanto meglio rispetto agli avversari».
La qualità della rosa, dunque, dovrà essere accompagnata da ritmo, velocità e dinamismo. «Ho la fortuna di avere una squadra di un alto livello, ma dobbiamo essere anche dinamici, dobbiamo essere veloci nel trasmettere palla e fare le cose in maniera differente».
Nessun problema con l’età: «A 35 anni si può ancora andare a 100 all’ora»
Un altro tema affrontato da Tiozzo riguarda l’età di alcuni elementi della rosa. Il tecnico non considera la carta d’identità un ostacolo e invita a guardare soprattutto a quello che i calciatori dimostrano quotidianamente sul campo.
«Il calcio di oggi è diverso rispetto a quello del passato, a 35 anni un calciatore può ancora andare a 100 all’ora. Quello che mi hanno dimostrato è che stanno bene».
Per Tiozzo, dunque, le difficoltà mostrate finora non sarebbero riconducibili a problemi di natura fisica. «Bisogna capire che questi non sono stati problemi fisici ma mentali».
Una lettura che apre a una delle priorità del nuovo corso: recuperare convinzione, entusiasmo e mentalità vincente.
«Giocheranno i migliori undici»
Il nuovo allenatore ha già fissato una regola molto chiara all’interno dello spogliatoio: nessun posto garantito e nessuna gerarchia immutabile. A decidere saranno gli allenamenti.
«Ho già comunicato allo spogliatoio che giocheranno i migliori undici visti in allenamento. Gioca chi merita».
Una linea che, nelle intenzioni del tecnico, non verrà modificata neppure dalla necessità di schierare gli under. «Su questo la regola degli under non ci frena: abbiamo dei giovani interessanti che attraverso il lavoro possono meritare questo Taranto».
La concorrenza interna, dunque, diventa uno strumento per alzare il livello della squadra e responsabilizzare ogni elemento della rosa.
L’obiettivo è uno solo: vincere
Alla fine, però, tutte le strade portano allo stesso punto. Tiozzo non si nasconde quando parla dell’obiettivo finale e individua nella volontà di vincere il denominatore comune di tutto l’ambiente.
«Abbiamo tutti lo stesso denominatore, vogliamo vincere senza se e senza ma».
È il messaggio con cui il nuovo tecnico inaugura la sua avventura sulla panchina rossoblù. Un messaggio fatto di appartenenza, lavoro e ambizione, con la consapevolezza che a Taranto le aspettative sono alte e che ogni domenica sarà necessario dimostrare sul campo di essere all’altezza della maglia e della piazza.














