Il Collegio di Garanzia dello Sport ha scritto una nuova pagina nella vicenda disciplinare che coinvolge la S.S. Taranto 2025 SSDARL. La Prima Sezione, presieduta dal prof. avv. Vito Branca, al termine della sessione di udienze tenutasi nella giornata odierna, ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal club rossoblù contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la Lega Nazionale Dilettanti.
La decisione riguarda il ricorso iscritto al R.G. n. 64/2026, presentato dal Taranto in data 6 agosto 2026, con il quale la società aveva chiesto l’annullamento o la revoca della decisione assunta dalla Corte Sportiva d’Appello Nazionale, Terza Sezione, della FIGC.
La decisione della Corte Sportiva d’Appello
Il provvedimento impugnato dal Taranto era stato comunicato nel dispositivo il 2 luglio 2026, mentre le relative motivazioni erano state rese note il 7 luglio 2026. La decisione della Corte Sportiva d’Appello era arrivata nell’ambito del procedimento numero 0321/CSA/2025-2026, in parziale accoglimento del reclamo presentato dalla società rossoblù contro la precedente decisione del Giudice Sportivo presso il Dipartimento Interregionale, pubblicata nel Comunicato Ufficiale numero 499 del 15 giugno 2026.
Nonostante il parziale accoglimento del reclamo, erano rimaste a carico del Taranto sanzioni particolarmente pesanti in vista della stagione sportiva 2026/2027.
Il provvedimento aveva infatti stabilito l’obbligo di disputare tre gare a porte chiuse, un’ammenda di 6.500 euro e la penalizzazione di due punti in classifica.
Il ricorso al Collegio di Garanzia
La società rossoblù aveva successivamente deciso di rivolgersi al Collegio di Garanzia dello Sport, chiedendo l’annullamento o la revoca della decisione della Corte Sportiva d’Appello.
L’udienza odierna, tuttavia, non ha prodotto l’esito auspicato dal club. La Prima Sezione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso, chiudendo di fatto il procedimento davanti a questo grado della giustizia sportiva.
L’inammissibilità del ricorso comporta quindi la permanenza delle sanzioni precedentemente stabilite e rende particolarmente delicato l’avvio della stagione del Taranto sotto il profilo disciplinare.
Tre partite senza pubblico e due punti in meno
Il quadro resta dunque quello delineato dalla Corte Sportiva d’Appello: tre gare interne a porte chiuse, 6.500 euro di ammenda e due punti di penalizzazione in classifica.
Per il Taranto si tratta di una situazione che incide direttamente sulla stagione 2026/2027, tanto sul piano sportivo quanto su quello ambientale ed economico. L’assenza del pubblico nelle prime gare interne rappresenta infatti un ulteriore elemento di difficoltà per una squadra chiamata a inseguire obiettivi importanti.
La penalizzazione, inoltre, costringerà la formazione rossoblù a partire con un handicap in classifica, rendendo ancora più importante la ricerca della continuità di risultati fin dalle prime giornate.
Le spese del procedimento
Il Collegio di Garanzia ha disposto inoltre che le spese seguano la soccombenza, liquidandole in 3.000 euro, oltre agli accessori di legge, in favore della FIGC.
Per la società rossoblù si chiude così questo capitolo del contenzioso sportivo, con la conferma del quadro sanzionatorio già stabilito nei precedenti gradi della giustizia sportiva.
Il Taranto dovrà ora concentrare tutte le proprie energie sul campo, affrontando una stagione nella quale ogni punto conquistato avrà un peso ancora maggiore. La rincorsa agli obiettivi sportivi parte dunque con una penalizzazione che la formazione rossoblù sarà chiamata a colmare partita dopo partita.














