Lo stadio Erasmo Iacovone sarà la casa del Taranto, ma per conoscere chi avrà in futuro la gestione dell’impianto bisognerà attendere ancora. La procedura, infatti, si presenta articolata e potrebbe richiedere diversi mesi prima di arrivare alla scelta definitiva del soggetto chiamato a occuparsi dello stadio della Salinella.
A ricostruire la road map della procedura è Fabio Venere della Gazzetta del Mezzogiorno, che evidenzia come lo Iacovone rappresenti una struttura particolarmente rilevante anche rispetto agli altri impianti realizzati o riqualificati attraverso le risorse destinate ai Giochi del Mediterraneo. Un interesse legato non soltanto agli oltre 60 milioni di euro investiti per il profondo intervento di riqualificazione, ma anche al ruolo che lo stadio potrà avere per il futuro del calcio tarantino.
Il percorso amministrativo è legato al partenariato pubblico-privato, disciplinato dall’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici e inserito nell’ambito del project financing. Una procedura che richiede tempi e passaggi ben definiti e che non consente, quindi, una semplice assegnazione diretta della gestione.
La vicenda parte dalla proposta presentata dal Gruppo Ladisa, proprietario del Taranto, alla quale la giunta comunale guidata da Piero Bitetti aveva riconosciuto, lo scorso autunno, il cosiddetto interesse pubblico. Nei mesi successivi il progetto è stato ulteriormente sviluppato, assumendo la forma di un Piano di fattibilità tecnica ed economica (Pfte).
Nel confronto tra i tecnici del Gruppo Ladisa e quelli dell’Amministrazione comunale è emerso, inoltre, un elemento fondamentale: il Comune non potrà prevedere contributi finanziari diretti a favore dei futuri gestori privati degli impianti sportivi interessati dagli interventi legati ai Giochi del Mediterraneo.
Per questo motivo, il 10 agosto scorso, il Gruppo Ladisa ha presentato una nuova formulazione della propria proposta, attualmente al vaglio degli uffici comunali. Si tratta, dunque, di una fase ancora istruttoria, nella quale l’Amministrazione dovrà verificare la sostenibilità e la conformità del progetto.
Secondo quanto ricostruito da Fabio Venere della Gazzetta del Mezzogiorno, qualora nella prima parte di ottobre la giunta dovesse riconoscere nuovamente l’interesse pubblico della proposta, si aprirebbe un ulteriore periodo previsto dalla normativa. Il Comune dovrebbe infatti attendere 60 giorni, durante i quali altri operatori economici potrebbero presentare eventuali proposte alternative.
Se arrivassero altri progetti, l’Amministrazione sarebbe chiamata a procedere a un confronto comparativo. In questo caso, il percorso richiederebbe ulteriori tempi, indicati in almeno 45 giorni. La procedura potrebbe quindi arrivare fino alla fine dell’anno prima dell’individuazione del soggetto promotore.
Ma anche quella non sarebbe ancora la conclusione dell’iter. Una volta individuato il promotore, il Comune dovrebbe infatti procedere con una gara pubblica per assegnare la gestione pluriennale dello stadio, sulla base del progetto selezionato.
La conseguenza è che, considerando tutti i passaggi previsti, una definizione complessiva della vicenda potrebbe arrivare soltanto nel primo trimestre del 2027.
Nel frattempo, dunque, resta da capire quale sarà il quadro delle proposte che arriveranno sul tavolo di Palazzo di Città. La proposta del Gruppo Ladisa è attualmente quella al centro dell’istruttoria, ma nelle prossime settimane potrebbe emergere anche l’interesse di altri operatori.
Tra le ipotesi citate da Fabio Venere della Gazzetta del Mezzogiorno c’è anche quella legata a Legends Global, società internazionale che potrebbe valutare un coinvolgimento nella partita. Per ora, però, si tratta di uno scenario ancora da verificare.
La certezza, al momento, è una sola: il Taranto potrà utilizzare regolarmente lo Iacovone, mentre per conoscere il futuro gestore dell’impianto servirà ancora tempo.















