di Francesca Raguso
Il calcio non lascia spazio all’improvvisazione. Ne è convinto Angelo Cioffi, direttore sportivo reduce dall’esperienza con l’Apice, protagonista di una stagione importante e arrivato a sfiorare il passaggio del turno nel confronto con il Taranto. Il dirigente ha analizzato il proprio lavoro, il momento della formazione rossoblù e le scelte operate dalla società dei presidenti Ladisa, soffermandosi anche sulle vicende di Loiodice, Perretta e Potenza.
«Nel calcio non c’è più spazio per l’improvvisazione»
Per Cioffi, la preparazione di un direttore sportivo rappresenta ormai un elemento imprescindibile. «Oggi non c’è più spazio per l’improvvisazione», ha spiegato, sottolineando come le valutazioni di un dirigente debbano essere effettuate a 360 gradi, senza limitarsi al risultato finale.
L’esperienza di Apice, secondo il direttore sportivo, va infatti valutata considerando il contesto, i presupposti e le scelte effettuate. «Non bisogna guardare soltanto al risultato finale, che a volte può sembrare un fallimento, ma anche ai contesti, ai presupposti e agli ingaggi fatti». Un ragionamento che porta Cioffi a definire «grandissime» le cose realizzate dall’Apice.
Il riferimento al Taranto è inevitabile. «È stata una grandissima soddisfazione affrontare una realtà che con questa categoria c’entra poco», ha sottolineato, ricordando come i rossoblù abbiano poi conquistato il passaggio verso la Serie D, mentre l’Apice sia stato eliminato per la differenza reti dopo aver vinto una delle sfide e disputato una parte importante della gara d’andata ad alto livello.
«Taranto? Avrei accettato»
Cioffi torna poi sull’accostamento delle scorse settimane al Taranto. Un’ipotesi che, ammette il direttore sportivo, lo aveva fatto sperare.
«Mi ha fatto molto piacere leggere su molte testate e ascoltare nelle diverse trasmissioni di questo accostamento», ha raccontato. L’eventuale chiamata del club rossoblù sarebbe stata accolta positivamente: «Chiaramente avrei accettato e credo che ci potessero essere i presupposti per fare delle buone cose».
La società, però, ha deciso di percorrere altre strade, affidando successivamente la direzione sportiva a Francesco Montervino. «È evidente che la società non ha ritenuto opportuno fare una scelta del genere, ma si è orientata verso altre direzioni», ha concluso Cioffi.
Le scelte della società: «Non mi va di giudicare il lavoro degli altri»
Sul cambio di allenatore e direttore sportivo dopo appena tre giornate, Cioffi sceglie invece una posizione prudente. «Sinceramente non mi va di giudicare il lavoro degli altri. Credo che nessuno operi da autolesionista».
Il dirigente riconosce alla proprietà l’intenzione di costruire un progetto ambizioso, ricordando la scelta di affidarsi a Danilo Pagni, dirigente dalla comprovata esperienza. «Il calcio è uno sport particolare, dove nonostante tutto l’impegno profuso non sempre ti ritornano indietro i risultati sperati».
Cioffi ammette che, personalmente, avrebbe probabilmente seguito strategie differenti, ma precisa: «Non significa che avrei fatto meglio». Per il direttore sportivo ogni professionista segue una propria linea di lavoro e saranno poi i risultati del campo a fornire le risposte.
«La squadra deve dare un’accelerata»
Guardando al Taranto attuale, Cioffi individua nella rosa a disposizione di Luca Tiozzo presupposti importanti, ma anche la necessità di ottenere qualcosa in più dai singoli.
«I presupposti sono importanti», ha spiegato, pur riconoscendo che alcune individualità «non stanno rendendo per quello che effettivamente possono dare». La rivoluzione dell’area tecnica ha inoltre ridotto gli alibi: «In questo momento, al di là del lavoro, credo sia giusto che tutti si assumano le proprie responsabilità e diano un’accelerata a questo percorso, sia in campionato che in coppa».
Il messaggio riguarda anche i calciatori. «I giocatori, per la categoria che stanno affrontando, sono giocatori importanti e quindi sono chiamati a fare qualcosa in più».
«Loiodice sposta gli equilibri»
Tra gli argomenti affrontati non poteva mancare Francesco Loiodice, trasferitosi al Soccer Trani dopo l’esperienza con il Taranto.
Il giudizio di Cioffi sul calciatore è netto sul piano tecnico: «Loiodice è un giocatore che in questa categoria sposta gli equilibri». Il direttore sportivo lo ha affrontato diverse volte con l’Apice e lo conosce anche per le precedenti esperienze in Serie D.
«È sicuramente un giocatore forte che in questa categoria è chiamato a fare la differenza», ha aggiunto, precisando però che le valutazioni su una separazione non possono limitarsi all’aspetto calcistico: «Alla base delle scelte non ci sono soltanto le motivazioni calcistiche».
Secondo Cioffi, comunque, ogni calciatore può essere valorizzato trovando la chiave giusta: «Si può sempre cercare di tirar fuori da ognuno il meglio».
Coppa Italia, Cioffi: «Il Taranto deve rendere molto di più»
Infine l’analisi della prima uscita di Coppa Italia. Cioffi invita a non pretendere risultati immediati dal nuovo allenatore: «Nessuno ha la bacchetta magica per poter sovvertire in così poco tempo un andamento. L’allenatore nuovo ha bisogno di tempo per poter imprimere il suo credo».
La prestazione, tuttavia, non lo ha completamente convinto. «È sicuramente una squadra che ha avuto le sue occasioni, come quella di Oltremarini e di Losavio, però secondo me il Taranto deve rendere molto di più».
Il direttore sportivo ha evidenziato soprattutto una manovra ancora poco fluida e una squadra che, a suo giudizio, «subisce ancora molto», pur precisando di voler limitare la propria valutazione alla sola gara osservata.
Un’attenzione particolare, infine, è stata riservata a Perretta e Potenza, schierati dal primo minuto. Cioffi li conosce bene e ritiene che possano offrire un contributo importante: «Sono due elementi che meriterebbero un pochino in più di attenzione perché secondo me il Taranto potrebbe beneficiarne meglio delle prestazioni di questi due ragazzi».
Un’analisi che consegna al nuovo corso tecnico rossoblù diversi spunti di riflessione: tempo per il nuovo allenatore, responsabilità condivise e la necessità di ottenere dalla rosa un rendimento più vicino alle potenzialità che, secondo Cioffi, il gruppo possiede.















