Liste d’attesa che arriverebbero fino a 18 mesi per accedere ai servizi di logopedia e riabilitazione presso l’Unità territoriale di riabilitazione (UTR) di Massafra e alla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Mottola. È la situazione denunciata da Perrini, esponente di Fratelli d’Italia, che chiede verifiche sulle criticità organizzative e gestionali delle due strutture.
«È una situazione inaccettabile. Serve chiarezza sui disservizi e sulle criticità gestionali delle due strutture», afferma Perrini, richiamando l’attenzione sulle conseguenze che i ritardi possono avere sui percorsi terapeutici dei minori.
Le difficoltà delle famiglie
Secondo quanto riferito dal consigliere, numerosi genitori del territorio segnalerebbero tempi di attesa particolarmente lunghi, con il rischio di compromettere l’efficacia e la continuità degli interventi durante una fase delicata dello sviluppo.
A risentirne maggiormente sarebbero le famiglie che non dispongono delle risorse economiche necessarie per rivolgersi a strutture private. «La possibilità di accedere tempestivamente alle cure non può e non deve dipendere dalle condizioni economiche dei singoli», sottolinea Perrini, evidenziando la necessità di garantire un accesso equo alle prestazioni sanitarie e riabilitative.
Organizzazione dei servizi sotto esame
La richiesta di audizione, spiega Perrini, punta ad approfondire non soltanto la questione degli organici, ma anche le modalità organizzative con cui vengono gestiti i servizi.
Il consigliere riferisce che sarebbero stati segnalati casi di fasce orarie durante le quali il personale sanitario e riabilitativo risulterebbe presente nelle strutture senza pazienti inseriti nei turni di trattamento. Si tratta di circostanze che, secondo Perrini, dovranno essere verificate attraverso gli opportuni accertamenti.
«Prima ancora di chiedere nuove risorse economiche alla Regione, occorre fare chiarezza e verificare se il personale e il monte ore attualmente a disposizione siano impiegati in modo efficiente e pienamente coerente con il fabbisogno», dichiara.
I dati richiesti alla Asl
L’obiettivo è individuare le cause che impedirebbero di rispondere tempestivamente alle richieste delle famiglie e comprendere quali interventi possano ridurre le attese.
«Vogliamo comprendere esattamente dove si verifichi il corto circuito che impedisce di erogare le prestazioni richieste», afferma Perrini, chiedendo dati precisi sul numero dei minori in lista d’attesa, sui tempi medi di erogazione delle prestazioni, sull’effettivo utilizzo del personale e sui piani d’intervento che la Asl intende adottare.
La richiesta punta quindi a fare luce sulle criticità segnalate nei servizi di Mottola e Massafra e a individuare misure concrete per abbreviare i tempi, garantendo ai bambini la continuità dei percorsi di cura e riabilitazione.















