Dopo il pari maturato col Casarano fra le mura amiche dello Iacovone, il Taranto replica tale punteggio anche in trasferta a Nardò. Una gara opaca che, come quella di sette giorni fa, non è piaciuta. E’ piaciuto molto più l’avversario di un Taranto mai concreto: quest’ultimo non ha mai dato l’idea di essere né una squadra, né un gruppo capace di poter rialzare la testa in un contesto in cui diventa necessario far emergere l’orgoglio.
E’ quello che i tifosi chiedono, ovvero di giocare con grinta, determinazione e dignità. Se è vero che quando è stato esonerato Ragno ci si attendeva una scossa netta all’interno dello spogliatoio, finalizzata a conferire nuova linfa all’ambiente, fatta eccezione per le prime quattro partite della nuova gestione tecnica, si è sempre vista una squadra inconcludente e mai incisiva.
Solo a Brindisi si è registrato qualcosa di buono. Ad Andria, campo ormai divenuto terra di conquiste da parte di chiunque, nonostante la vittoria, non si è assolutamente ammirata una prestazione dignitosa. Un organico in cui i giocatori non sono in grado di rendere merito al proprio curriculum. E questo è ancora più grave.
C’è qualcosa che palesemente non va, certamente anche il clima attorno all’organico non è idilliaco. L’ala più oltranzista, che sempre ha contestato, non è mai stata d’aiuto, ma va aggiunta sicuramente la mancanza di serenità all’interno del quadro organizzativo che, a conti fatti, ha portato a serie problematiche come per il caso Kosnic.
E’ il momento che il presidente prenda in mano la situazione e agisca in modo deciso, assumendo provvedimenti forti, propedeutici ad offrire una reazione. E’ una situazione che può risolvere lui in veste di plenipotenziario. Senza dimissioni di circostanza, senza segnali di resa da una stagione che sfugge di domenica in domenica. Sicuramente slogan del tipo “Giove Vattene” che tanto piacciono a qualcuno, non rappresentano alcuna soluzione.
Giove deve agire in prima persona, consultandosi esclusivamente con il direttore sportivo De Santis, il quale ha in mano la gestione tecnica della squadra. La forza di Giove deve essere quella di allontanare quei cattivi consiglieri che l’hanno portato a compiere scelte che non hanno fatto il bene del Taranto. Perché ci sono, anche se non hanno un incarico ufficiale. E questo il presidente lo sa.
La forza di Giove deve essere quella di tornare sui propri passi, mettere da parte i rancori personali ed optare per scelte forti che possano salvare la faccia in un campionato che sta assumendo il sapore di una lenta agonia.
La forza di Giove deve essere quella di avere la capacità di ascoltare ogni singolo calciatore, per capire dove risiede il male oscuro che non consente alla squadra non solo di vincere, ma di esprimersi tatticamente in modo apprezzabile.
Aldilà delle assenze, la formazione scesa in campo contro la compagine neretina allenata da Foglia Manzillo ci stimola diversi interrogativi. Perché puntare su Oggiano, lasciando Guaita in panchina? Perché uno dei fiori all’occhiello dell’organico, che sembrava in un momento positivo, è ostracizzato dall’undici titolare? Perché non si concede a Matute la possibilità di confermarsi, dopo essere stato tra i migliori contro il Casarano? Perché non si ha il coraggio di epurare D’Agostino, reduce da prestazioni deludenti? Se prima il capitano era decisivo con le piccole e poco con le grandi, ora non lo è praticamente mai. Contro il Brindisi il primo gol è stato firmato da Genchi, ricordiamolo.
Non siamo tecnici, ma anche le sostituzioni non sono sembrate sensate. Perché togliere Goretta, tra i pochi capaci di dare brio alla fase offensiva, proprio dopo la rete del vantaggio? Non è questo il Taranto che vogliamo. De Santis sappia consigliare bene il presidente, perché lui riveste un ruolo delicato ed una responsabilità importante.
Nel frattempo, sembra vicina la fine del rapporto con Nicola Ragno, anche se ancora non è stata ufficializzata. Il direttore generale Gino Montella, ugualmente esonerato, appare destinato al Brindisi: probabilmente porterà con sé altre persone, le quali da sempre sono state vicine al presidente stesso.
Giove mediti con serenità e prenda le decisioni giuste senza affidarsi a coloro che, ad oggi, sono risultati dei cattivi consiglieri, abituati a cambiare scritti e giudizi, anche operando attraverso “telefonate di comodo”, in base a come tira il loro vento. E facciano silenzio i detrattori: a loro questa situazione negativa può fare solo piacere.
Maurizio Mazzarella













