Riccardo Innocenti, attaccante classe 1974, ora in forza all’Alfonsine, girone D di Serie D, ha indossato la maglia per ben 37 volte realizzando 11 reti. Queste le sue dichiarazioni ai nostri microfoni per GiornaleRossoBlu.it:
Raccontaci della tua stagione con l’Alfonsine fino a questo stop forzato causa Coronavirus.
“La stagione fino ad ora è andata come ci aspettavamo, la squadra è stata costruita con un budget molto basso, dopo aver vinto il campionato di Eccellenza lo scorso anno, ma la società ha deciso di intraprendere questo percorso e di affrontare la stagione. All’inizio siamo partiti male, ma andando avanti ci siamo ripresi e nelle ultime giornate abbiamo perso qualche punto. Alfonsine è la mia città di nascita ed ho fatto una scelta di cuore, anche perché mio fratello è il capitano della squadra e poi non volevo lasciare soli i ragazzi dopo l’annata precedente. Non so come terminerà la stagione, perché parlare di calcio oggi è davvero triste.”
Che ne pensi di questa situazione? Qual è la tua personale opinione su quello che si farà per ripartire con la stagione?
“Io credo che innanzitutto bisognerà comportarsi bene da cittadini, rispettando quello che ci viene chiesto per sconfiggere l’avanzare dell’epidemia. È ovvio che non è semplice parlare di calcio, perché giorno dopo giorno continuiamo a piangere dei morti e la situazione calcistica viene messa in secondo piano. Penso che la decisione più corretta, una volta finito tutto, potranno prenderla solo gli organi che si occupano della sanità e non gli organi calcistici. In questo momento non è facile pensare a cosa ne sarà di questa stagione.”
Per un atleta è sempre importante tenersi in allenamento, come ti stai allenando in questi giorni?
“Per fortuna ho un giardino sotto casa e il prato nel garage che usavo per giocare con i miei figli. In questi giorni mi alleno con mio figlio che gioca nell’Under 15 del Vis Pesaro e ogni giorno con un’ora e mezza di allenamento ci teniamo in forma con esercizi di forza, corsa e via dicendo. Sicuramente non saranno equiparabili agli allenamenti veri e propri, ma un’atleta necessita l’attività fisica e questo è un buon modo per tenersi in forma, ma anche per tenere la mente riposata e distaccata da quello che stiamo vivendo.”
Cosa pensi della stagione del Taranto? Come mai secondo te non è andata come si pensava?
“Il Taranto ad inizio stagione era la candidata numero uno alla vittoria perché aveva una squadra davvero forte. Onestamente non so cosa non sia andato bene, se dipende da qualcuno o meno, ma il Taranto gioca in un girone molto ostico, il più difficile della Serie D. Oltre a loro c’erano almeno altre 5/6 squadre ben organizzate come Bitonto, Foggia, Casarano, Cerignola e ci metterei anche il Fasano. La sorpresa è sicuramente il Sorrento, ma come ogni anno siamo abituati a sorprese in ogni girone. Certo è che una squadra come il Mantova, nel nostro girone, non fa fatica come una squadra del girone H. La Firenzuola che è seconda nel nostro girone, credo che in quello del Taranto farebbe molta fatica.”
Qual è il ricordo più bello che hai della tua esperienza in riva allo Ionio?
“Di ricordi belli a Taranto ne ho tantissimi, seguo molto il Taranto ed è una delle squadre a cui tengo di più, tant’è che chiedo subito il risultato a partite finite. Più che ricordo più bello, ho un grande rammarico che è quello di non aver terminato la stagione dei play-off con l’Atletico Roma che ho avuto modo di seguire da casa soffrendo molto, perché avrei voluto giocarmi l’accesso alla Serie B con i miei compagni. Il raggiungimento di quell’obiettivo sarebbe stato il coronamento della mia carriera, era una cosa che sognavo davvero. Purtroppo dopo aver fatto 9 goal nella prima metà di campionato, sono andato a Barletta e grazie a dei miei goal importanti ci siamo salvati con tre giornate d’anticipo. Non so come sarebbe andata con me, ma avrei preferito fosse andata bene per il Taranto e pensare che con me forse non saremmo riusciti ad andare in Serie B. Sarebbe bello un giorno veder giocare mio figlio nel Taranto, magari in B.”
Simone Pulpito













