Alcune indiscrezioni raccolte negli scorsi giorni dalla nostra redazione, lo avevano indicato tra i papabili ad accomodarsi sulla panchina ionica, nonostante l’identikit ben differente tracciato da Danilo Pagni. Lo abbiamo avvicinato per saperne di più e conoscere il suo punto di vista sull’attuale momento che vive il sistema calcio. Il tecnico esperto e dalla carriera importante, pur apprezzando l’accostamento ad una piazza importante come quella di Taranto, ha gentilmente smentito ogni contatto, rimarcando anche un certo fastidio per essere finito nel vortice di indiscrezioni, ormai consuetudine nel mondo giornalistico sportivo.
Il toto allenatore fa da protagonista in questi giorni a Taranto, fra i tanti nomi è uscito quello suo mister, cosa ci dice in merito?
“Ho letto il mio nome, ma non ho parlato con nessuno e sinceramente non mi piace apparire sui giornali. E’ il mio ultimo pensiero. Per quanto riguarda Taranto, qualsiasi allenatore, anche di livello superiore al mio, vorrebbe sedere sulla panchina rossoblù. Non è una piazza importante, di più”.
Quindi ci conferma che non ha parlato con nessun dirigente rossoblú?
“Sono 55 anni che sono in questo ambiente, conosco tutti come tutti conoscono me, i miei pregi e i miei mille difetti. È ovvio che conosca il Direttore Galigani e Danilo Pagni. Ma ripeto non ho avuto nessun tipo di contatto. Mi dà noia leggere il mio nome buttato lì, se si dovesse fare una trattativa si fa e basta”.
Ritiene giusta la scelta di sospendere i campionati in D e invece far riprendere il calcio giocato dalla Lega Pro in sù?
“Siamo tutti mamme e papà, e la scuola credo sia la cosa più fondamentale, perciò se è stata sospesa la frequenza scolastica non vedo perché altre attività debbano riprendere. Per quanto riguarda i campionati, una cosa è certa sono stati presi due pesi e due misure, visto che c’è chi riprende e chi ha terminato quattro mesi fa il suo campionato, non è giusto poiché tutti fanno la stessa professione. È anche vero però che vi è una economia da salvaguardare, perciò ben venga che ricomincino la A e la C, ma i protocolli non possono essere sostenuti da tutti, infatti molte squadre stanno rinunciando ai playoff”.
Mister lei ha vinto tre campionati, rispettivamente con Marsala, Pistoiese e Siena, perciò le chiediamo: cosa serve per imporsi sul campo in un campionato così difficile come quello di Serie D?
“Per vincere servono innanzitutto bravi calciatori e una società che abbia una grande pazienza, oltre allo spirito di coesione fra tutte le componenti. Bisogna credere fortemente nella possibilità di centrare l’obiettivo. Se si viaggia su sentieri diversi, arrivare alla meta è complicato. Più aumentano le pressioni e più è difficile vincere. Le cinque componenti fondamentali sono: Società, Calciatori, Staff, Pubblico e Media, tutte queste devono andare nella stessa direzione. Ovviamente laddove ci sono grandi pubblici dovrebbe essere più facile conquistare la vetta”.
Cosimo Lenti












