Finisce 1-1 il recupero dell’undicesima giornata tra Taranto e Andria, un punto a testa per due squadre che sono al momento ai vertici della classifica.
Mister Laterza torna al 4-2-3-1 con Tissone trequartista anche a causa dell’assenza di Corado.
La partita è molto intensa dal primo all’ultimo minuto, con poche azioni però per entrambe le compagini.
Gli ospiti trovano il vantaggio al 26′ grazie ad un gol di Monaco che fa un gran tiro dal limite dell’area. Il Taranto prova a reagire ma non riesce ad agguantare il pareggio nella prima frazione.
Nel secondo tempo la partita non cambia, leggermente meglio i rossoblù che trovano il pari grazie ad un errore della difesa andriese che permette a Santarpia di trovare la quarta rete stagionale. Dopo di che nessuna delle due squadre riesce a trovare la zampata vincente nei minuti rimanenti.
Per quanto riguarda i singoli bene tutti e 4 i difensori come al solito, viene però lasciato troppo spazio a Monaco in occasione del gol del vantaggio degli avversari.
A centrocampo buona la prestazione di Marsili, sufficiente invece Matute che è meno brillante rispetto alla partita di Sorrento.
Davanti il migliore è Santarpia per il gol, da rivedere sia Guaita che Tissone. Meglio i subentrati Falcone e Versienti.
Infine non bene neanche Diaz il quale però riceve troppi pochi palloni per rendersi pericoloso.
Costretto a cambiare modulo, il Taranto non brilla come a Sorrento. L’Andria si dimostra una delle squadre migliori viste allo Iacovone, mentre i rossoblù faticano a tirare in porta.
Come sempre l’impegno non è mancato; è ancora più evidente però come, forse, un giocatore con le caratteristiche di Diaz possa rendere meglio affianco ad un’ altra punta, in modo tale da poter creare più occasioni da gol.
Domenica si andrà di scena a Portici per un altro recupero, mentre nel turno successivo ci sarà la delicata sfida contro il Casarano. Si spera a questo punto di poter recuperare più infortunati possibili per potersi giocare al meglio le prossime gare.
Bisogna, ovviamente, rimanere concentrati e pensare partita per partita senza guardare la classifica, perché è troppo presto per fare i conti.
Marco Mannino













