Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, maturata all’ultimo minuto di recupero, contro una squadra che, dal canto suo, non ha espresso del tutto le qualità che dovrebbe possedere una capolista. Il Taranto è certamente condizionato dall’espulsione di Manzo, ma i rossoblu cercano per tutto il secondo tempo di contenere la superiorità numerica dei padroni di casa, senza però portare a casa i risultati sperati. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
PORTIERE: Sposito con la partita di Foggia, pareggia le presenze con Giappone, confermando con la sua prestazione la fiducia di mister Ragno. Due belle parate salvano il risultato, soprattutto nel primo tempo su una punizione insidiosa che Sposito manda in calcio d’angolo. L’unico episodio da rivedere e correggere, è quello del rinvio dal fondo che ha portato al goal del Foggia, battuto verso il centro del campo, in una zona pericolosa per le ripartenze.
DIFESA: Si parte con i soliti 3, De Caro, Manzo e Allegrini, ma dopo solo un quarto d’ora il Taranto perde quest’ultimo per infortunio e Ragno è costretto a scalare Benvenga come terzo di sinistra. L’ex Andria è autore di una prestazione molto positiva. Nell’intervallo Luigi Manzo cade nel tranello del Foggia, riaprendo una discussione nata qualche mese fa con mister Corda e si fa espellere lasciando i rossoblu in inferiorità numerica. La partita così cambia e a fare il centrale difensivo nella ripresa è Matute, che regge bene nell’insolito ruolo ma si lascia andare in un errore molto grave al 95′ che costa il pareggio e regala al Foggia i tre punti. De Caro appare sottotono e in difficoltà, ma l’aiuto di Oggiano sulla fascia destra è davvero importante.
CENTROCAMPO: Dopo un buon primo tempo da parte di tutti gli interpreti della mediana, con il solo Matute apparso leggermente impacciato in alcune situazioni, nel secondo tempo le cose cambiano e, soprattutto i due esterni Oggiano e Ferrara, sono costretti a fare esclusivamente la fase difensiva, eseguendola in maniera a dir poco impeccabile. Prestazioni ottime quelle di Stefano Manzo e Marco Cuccurullo, che lottano su ogni pallone senza mai risparmiarsi. Buono l’ingresso di Galdean che cerca di mettere ordine in mezzo al campo. Marino può avere l’occasione del match tra i piedi ma un controllo difettoso fa svanire il tutto sul nascere.
ATTACCO: Ragno ripropone la coppia Genchi-Favetta, senza ottenere, anche questa volta, i risultati sperati. Genchi è sicuramente tra i più pericolosi, nonché tra i migliori dei rossoblu. Sfiora il goal in un paio di occasioni e quando la squadra finisce in 10 il suo pressing asfissiante è fondamentale per contenere il palleggio del Foggia. Favetta fa molta fatica e sbaglia tanto, non riesce ad effettuare il solito lavoro di sponda che tanto bene sa fare e non risulta mai incisivo e pericoloso sotto porta. L’ingresso di Croce non è positivo, spreca un’occasione importantissima in contropiede che potrebbe valere la vittoria e tocca pochissime palle durante la sua permanenza in campo.
Simone Pulpito













