Giorni di fuoco sotto il profilo giuridico per quanto concerne il girone H di Serie D, a causa del polverone alzato dall’Altamura con i ricorsi presentati nei confronti di Lavello e Bitonto, seguita successivamente dal Taranto con il ricorso nei confronti della Fidelis Andria, per una presunta posizione irregolare di alcuni calciatori che dovrebbero rispettivamente identificarsi nei nomi di Bruno El Ouazni (Lavello), Gianmarco Tedesco (Bitonto) e Pablo Acosta (Fidelis Andria).
I tre calciatori hanno disputato almeno una gara ufficiale per tre compagini differenti militanti nel campionato di Serie D, cosa che sembrerebbe non essere fattibile in quanto non vi sarebbero effettive deroghe dall’art. 95, comma 2, delle NOIF in materia di tesseramenti nel corso della medesima stagione per i campionati dilettantistici. Infatti, la deroga dovrebbe essere stata prevista dalla FIGC, con CU n. 239/A del 26 giugno 2020, esclusivamente per i calciatori professionisti e giovani di serie. Ma facciamo un passo indietro. Il 26 Giugno 2020 la FIGC introduce una deroga al suddetto articolo, specificando che “in deroga all’art. 95.2 delle N.O.I.F. (già modificato precedentemente), un calciatore professionista o giovane di serie possa tesserarsi, a titolo definitivo o a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società e giocare in gare ufficiali per tre società”. È ben chiaro che non vi sia alcun riferimento ai calciatori dilettanti.
La posizione del Taranto e del Team Altamura è stata in qualche modo appoggiata dall’Aic con il suo chiarimento del 4 Maggio 2021, in cui la stessa associazione dice “sulla base di tali considerazioni riteniamo, allo stato, di dover aderire all’orientamento dei giudici federali (sentenza Cori e giudice d’appello in allegato) auspicando una interpretazione condivisa da parte di tutti i soggetti endofederali” e che, come detto pocanzi, “l’art. 95, comma 2, delle NOIF debba essere interpretato nel senso che, nella stessa stagione sportiva, un calciatore/calciatrice può tesserarsi, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società ma potrà giocare in gare ufficiali solo per due delle suddette società, rientrando nel computo anche i tesseramenti conseguenti a istituti diversi dai trasferimenti e dalle cessioni di contratto”.
Seguendo tale orientamento, quindi, non avrebbe alcun fondamento quanto detto in una recente intervista dal presidente della Fidelis Andria, Aldo Roselli, secondo il quale “alcuni calciatori hanno cambiato più di tre squadre, uno addirittura cinque. Frisenda, un nostro tesserato, ha indossato quattro maglie, a dimostrazione che nei dilettanti non ci sono limiti”, senza sapere inoltre che lo stesso Matteo Frisenda, ora in forza al Vastogirardi, abbia disputato gare ufficiali solo con la maglia della stessa Fidelis Andria e con quella del Nardò, senza mai scendere in campo con la sua attuale squadra e con la Correggese.
Noi della redazione di Giornalerossoblu.it, abbiamo contattato l’avvocato Edoardo Chiacchio, uno dei massimi esperti di diritto sportivo in Italia, che ai nostri microfoni è così intervenuto: “In pendenza di ricorsi non mi permetto di esprimere e dare delucidazioni al riguardo, soprattutto perché si tratta di una situazione in cui al momento non sono stato coinvolto. Essendo in attesa di decisioni che potrebbero risolvere problematiche che da più parti sono state avanzate, preferisco non esprimermi in merito.” Ovviamente, ringraziamo ugualmente l’avv. Chiacchio e rispettiamo il comportamento che ha deciso di tenere, anche nel rispetto della deontologia.
Non ci resta dunque che attendere le sentenze relative ai ricorsi di Altamura e Taranto, con le due parti fermamente convinte di poter riuscire a portare a casa un esito favorevole, nel rispetto delle norme a tutela della giustizia calcistica.
Sentenza CORI e Corte Federale di Appello in allegato
Simone Pulpito
N.B. Si ringrazia per la propria consulenza legale l’avv. Erminio Fabio Riezzo esperto di diritto sportivo
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