di Domenico Ciquera
Il direttore sportivo ed ex Taranto FC 1927 Tonino Borsci, ai nostri microfoni, ha analizzato il percorso dell’attuale Taranto e la prossima partita contro il Canosa Calcio, in programma allo stadio Italia.
STAGIONE
«Purtroppo, da troppo tempo il nostro territorio partecipa e compete da dilettante in tutti i settori, non solo nel calcio. Fa male dirlo, ma questa è la verità ed è certificata. I numeri dell’ultimo campionato parlano chiaro: la prima in classifica ci ha dato dodici punti, la seconda tre — che sarebbero dovuti essere quattro senza la penalizzazione — e noi siamo arrivati terzi a pari punti proprio con il Canosa, che andremo ad affrontare.
La squadra, la società e i dirigenti devono ora resettare tutto e fare di questo match la partita dell’anno, per riscattare un intero campionato poco brillante, nonostante un investimento notevole da parte della proprietà. Non si può dire che non ci fossero le possibilità per costruire una grande squadra, pur considerando attenuanti valide, come quella di aver iniziato il campionato senza una rosa completa e con pochissimo materiale umano a disposizione. Questa partenza in ritardo ha rappresentato un handicap importante, anche se il Taranto, all’inizio, è riuscito comunque a vincere molte partite».
LA PARTITA
«Io prevedo un Taranto favorito perché giochiamo in casa, in gara secca, e perché abbiamo una delle tifoserie più importanti d’Italia. Anche in Eccellenza il nostro pubblico continua a essere straordinario.
Per me questa partita, decisiva per accedere alle fasi interregionali, la vinceranno proprio i tifosi, che nonostante le recenti delusioni sono ancora lì ad amare il loro Taranto. Invece di deprimersi e abbandonare, hanno raddoppiato il loro sostegno. Se domenica si potesse giocare allo Iacovone, sarebbe pieno in ogni ordine di posto.
È soprattutto per loro che il Taranto deve superare il turno, perché sono stati i tifosi a soffrire più di tutti per il fallimento calcistico della squadra e meritano almeno questa soddisfazione, pur parlando di un campionato di Eccellenza.
Questa sarà anche la partita dei giocatori più esperti, che secondo me saranno fondamentali. Non perché i ragazzi più giovani non siano bravi — ne abbiamo due o tre davvero validi — ma perché l’esperienza deve guidare i più giovani. Sono convinto che ci riusciranno, anche perché alcuni ragazzi non hanno mai vissuto una tensione simile.
Ripeto: è Eccellenza, ma ogni campionato ha il suo valore in termini di emozione e tensione nervosa. Penso che i più grandi vogliano riscattarsi con la città e con i tifosi. A Massafra ci saranno forse duemila persone, ma saranno decine di migliaia quelle che seguiranno la partita in televisione».
FUTURO
«Negli ultimi anni, dopo aver fatto il direttore sportivo tra i professionisti, mi sono dedicato soprattutto al settore giovanile. Vado spesso a vedere le Primavere di Serie A e Serie B, ho seguito anche il Torneo di Viareggio: è un lavoro che mi piace molto».
RITORNO A TARANTO
«Taranto è sempre Taranto. Oggi ci sono colleghi che stanno svolgendo un buon lavoro, ma la cosa più importante è costruire un settore giovanile serio, con persone preparate e competenti, capaci di dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi. Sarebbe importante anche creare una collaborazione tra le varie realtà giovanili del territorio».














