Erminio Fabio Riezzo, avvocato esperto in materia di diritto sportivo, è stato ospitato nella trasmissione FootBall Club, organizzata dalla redazione di GiornaleRossoBlu.it.. L’avvocato, attraverso i propri interventi, ha chiarito la non banale questione relativa al “caos tesseramenti”, della quale si è abbondantemente discusso negli ultimi giorni a causa del ricorso presentato dalla società Taranto Football Club 1927.
Nella gara fra Fidelis Andria e Taranto, disputata in data 02/05/21, la società ionica, avrebbe riscontrato una irregolarità nella posizione del calciatore Pablo Acosta che, nel corso della stessa stagione sportiva, ha gareggiato in partite ufficiali per tre società differenti (Atletico Fiuggi, Molfetta e Fidelis Andria).
IL CAMBIO DEI PLAY-OUT – Mi sembra assurdo che, a sei giornate dalla fine, ancora non si sappia come debbano essere organizzate le retrocessioni.
L’INTERPRETABILITÀ DI UNA NORMA – In qualità di legale, ho il dovere professionale di non sbilanciarmi sulla sentenza. Volendo fare una premessa, devo affermare che, quando le norme sono interpretabili, significa che non sono state scritte bene. Se il legislatore vuole promulgare una legge corretta e completa, deve realizzarla in maniera tale da non lasciare spazio ad interpretazioni personali.
IL RICORSO DEL TARANTO – Secondo me, le leggi che vanno a normare la questione tesseramenti, nel settore dilettantistico, non sono chiare. Questi ricorsi potrebbero portare ad un intervento politico, che possa dare delle certezze, per questo campionato e per i prossimi.
L’ARTICOLO 95 COMMA 2 DELLE N.O.I.F. – Il motivo del contendere nasce dall’articolo 95 comma 2 delle N.O.I.F. (Norme Organizzative Interne Federali della FIGC). Questo articolo, il 26 Giugno del 2020, è stato modificato dalla FIGC, in una maniera interpretabile. La norma precedente, non modificata, disciplinava chiaramente che, i calciatori e le calciatrici, avrebbero potuto effettuare tre tesseramenti, potendo giocare però solo con due di queste società. Successivamente alla modifica, si leggeva come, questo vincolo, valesse per i calciatori professionisti, per i giovani di serie e per i dilettanti che si trasferivano in una società professionistica. Nello stesso giorno, il 26 Giugno del 2020, conformandosi alla FIFA, a causa della pandemia, è stata inserita a tale norma una deroga che consente ai professionisti e ai giovani di serie di poter giocare anche con la terza squadra, non facendo però riferimento ai dilettanti. Date queste modifiche, parecchie società dilettantistiche, anche di calcio a 5, si sono regolate comportandosi come se, questo articolo, non fosse applicabile nel dilettantismo. Quindi, secondo le posizioni di alcune società, il tesseramento, in Serie D, non essendo disciplinato da nessuna norma, sarebbe libero e senza nessun vincolo. La posizione del Taranto, invece, si basa sull’applicabilità di questa norma anche nel campionato dilettantistico. Si è parlato molto dell’appello eventualmente fatto dalla Figc nei confronti della sentenza Cori del tribunale federale nazionale. Tuttavia, la giustizia sportiva, organo indipendente, fa il suo corso, potendo prendere decisioni anche in contrasto con la Federazione stessa. L’impugnazione della sentenza Cori non preclude alcuna possibilità al Taranto.
INTEGRITÀ DELLE COMPETIZIONI – Bisogna tener presente anche l’Art.5 comma 3 del regolamento FIFA, riguardante i tesseramenti. Questo articolo, specifica che, i tesseramenti, in una sola stagione sportiva, sono limitati al numero di tre. Per quanto riguarda invece la possibilità di effettuare delle prestazioni in gare ufficiali, un calciatore può gareggiare al massimo per due società. Solamente per questa stagione particolare, influenzata dalla pandemia, è stata realizzata una deroga che consente di effettuare prestazioni in gare ufficiali, anche con la terza società. Ci si deve domandare: liberalizzare i tesseramenti nei campionati dilettanti rispetta le normative FIFA, da rispettare da ogni federazione, e l’integrità dei campionati prevista da tali normative?
COMPETENZE MEDICHE E CONTEMPORANEITÀ – Quando un calciatore positivo al COVID scende in campo, è perché la A.S.L. di competenza ne ha certificato l’effettiva guarigione. Sulla questione degli orari, sarebbe bello se si giocasse tutti nello stesso momento. Per le ultime due giornate, è garantita la contemporaneità delle partite.
LE PAROLE DI ROSELLI – Ognuno vede le partite a modo suo, non metto in dubbio la serietà della persona. Avrei preferito però, che avesse esposto le proprie idee dinanzi alla società rossoblù, anche per dare la possibilità alla stessa di replicare. Se i ricorsi non esistessero, non ci sarebbe neanche la figura del segretario nelle società.
Flavio Graps














