Diaby si sta sicuramente mettendo in luce ed ha dimostrato di essere uno dei punti di forza di questo Taranto. Te lo aspettavi ad inizio anno?
Sapevo che avrebbe fatto una stagione importante, perché due anni fa lo portai in Serie D direttamente dalla Promozione senza passare per l’Eccellenza. Ero convinto delle sue qualità e della sua forza; l’ho portato a Taranto perché l’obiettivo era quello di vincere il campionato. Ero sicuro che si sarebbe potuto giocare una carta importante in una piazza calda come quella di Taranto, nonostante tutti sappiamo come sia difficile per un under arrivare qui ed imporsi. Certamente non mi aspettavo questi 3 gol e queste prestazioni a volte davvero incredibili; in alcuni momenti sinceramente mi ha stupito soprattutto per la facilità con cui arrivava sotto porta. È stato una forza della natura che conoscevo ma che non immaginavo si potesse spingere fino a tanto.
Giocatore dirompente che in campo fa notare tantissimo la sua aggressività e la sua bravura nel recupero della palla. Quanto margine di miglioramento c’è secondo te?
Considerando che Abou non viene da una scuola calcio o da un settore giovanile, ma è arrivato qui in mare, il lavoro è tutto suo. L’incontro con mister Laterza è stato fondamentale; lo ha formato e lo ha plasmato in un contesto di squadra importante. Diaby ascolta molto e recepisce molto bene ciò che gli viene detto, quindi credo che il margine di miglioramento sia molto importante. Non è un caso che diverse società di Serie A mi abbiano contattato per avere delle informazioni sul ragazzo.
Domenica il Taranto si giocherà il campionato a Venosa. Come sta il ragazzo mentalmente e quante chance ha il Taranto secondo te di vincere?
Lui mentalmente arriva molto carico, anche perché Domenica scorsa è tornato il pubblico allo stadio, cosa che lui aspettava da un anno perché è un ragazzo che ha bisogno del sostegno dagli spalti. È molto amato e stimato dalla piazza, quindi è stato molto emozionante segnare contro il Cerignola. Di certo è molto determinato, fisicamente sta bene nonostante abbia giocato a Francavilla con un dito rotto e nonostante abbia avuto qualche problema fisico che è normale a questo punto della stagione; è pronto per questa battaglia. Per il resto sappiamo tutti che il destino del campionato dipende solo dal Taranto; devono imporre il loro gioco senza avere la preoccupazione di dover segnare subito, perché la partita dura 90 minuti più recupero e si può segnare anche alla fine. In una partita può succedere di tutto, ma l’importante è mantenere la calma. A fare la differenza sarà l’approccio che deve essere quello di una squadra importante che deve vincere. Sono convinto che alla fine ce la possano fare.
A prescindere da come vada a finire, come si è trovato Abou a Taranto? Lui ha voglia di rimanere?
Lui adora Taranto e ci sta molto bene. È stato accolto subito ed è molto sereno e felice di questa stagione. Comunque vada è stato molto apprezzato e di questo è contento. Le dinamiche del calciomercato sono comunque imprevedibili. È ovvio che la nostra volontà sia quella di poter finalmente firmare un contratto da professionisti con il Taranto, poi naturalmente ci si siederà ad un tavolo e si parlerà; è ancora prematuro parlarne. Pensiamo a vincere il campionato e poi saremo più che disposti a parlarne. Non posso nascondere che abbiamo ricevuto tante telefonate di Serie A, B e C.
Quanto credi abbia imparato da questa esperienza?
Tantissimo. Credo che, se potessi tornare indietro, rifarei subito la scelta di Taranto nonostante in molti mi dicessero di non mandarlo qui con il rischio che si bruciasse. Il calcio è però fatto di rischi e responsabilità ed io in quanto procuratore punto sempre a vincere e alle cose difficili. Abou ha dimostrato di essere un giocatore che nelle sfide c’è e riesce anche a vincere. Lui merita subito di giocare nei professionisti, che sia a Taranto o in un’altra squadra.
Marco Mannino













