Francesco Montervino, l’uomo mercato del Taranto della stagione 2020 – 21, si è legato al club rossoblù fino al 30 giugno 2023.
Tarantino verace, rappresenterà quel dirigente che sfaterà il detto: “Nemo est profeta in patria”. Quando nel luglio 2020 fu chiamato dal Presidente Giove per comporre, in tandem con Laterza, la nuova rosa ionica, la condizione fondamentale che pose ai vertici societari, fu una sola, ma imprescindibile per la sua permanenza, ovvero che avrebbe voluto carta bianca in operatività e che la società, sempre in base al budget previsto, non avrebbe interferito nelle scelte tecniche imposte dal duo Montervino – Laterza.
La sessione di calcio mercato della stagione 2020 – 21, articolatasi in più fasi, praticamente aperta per tutti gli undici mesi dell’annata agonistica, gli ha dato ragione nelle scelte anche quando, in determinati casi, l’atleta giunto alla corte di Laterza non era un nome di grido, soprattutto tra gli under, ma alla resa dei conti è bastato poco per farlo apprezzare.
La sua presenza in panchina, durante buona parte della stagione, gli ha comportato quello di subire delle sanzioni disciplinari, per un carattere vulcanico, sanguigno, sinonimo di fierezza nel difendere i colori rossoblu e dello spirito di appartenenza di un figlio della terra jonica, spartano nel cuore e strenuo difensore del gruppo squadra.
Chiaramente, dopo i primi passa parola, la voce estesasi tra i direttori di gara, l’hanno posto in una condizione di sorvegliato speciale, a volte coinvolgendo anche gli assistenti di linea operanti dal lato panchina, soprattutto nelle esibizioni casalinghe, dove il buon Francesco, pur riconoscendo una certa indisciplina, ha ripetutamente dichiarato che l’agitazione era dovuta allo spirito combattivo che, peraltro, lo ha contraddistinto anche nelle vesti di atleta nelle formazioni in cui ha militato nella massima serie come il Napoli.
Il suo atteggiamento in panchina che potrebbe essere considerato altamente indisciplinato, a volte, in determinate occasioni, ha permesso però di far allentare la tensione e la pressione da parte delle terne arbitrali nei confronti dei rossoblù, quindi indirettamente ed inconsciamente ha portato variazione dei metodi di conduzione arbitrale, pur non essendo corretto, ma produttivo a favore dei rossoblu, nei periodi restanti di gara in cui Montervino si è dovuto accomodare in tribuna, perchè espulso.
La sua notorietà ha permesso al club rossoblu di ritagliarsi un piccolo spazio di notorietà su alcuni contenitori di network nazionali di ampia diffusione sul territorio nazionale ed estero, soprattutto la sua presenza, attiva nei saloni del calcio mercato, ma soprattutto sottotraccia, ha implicitamente scoraggiato il cammino di alcuni competitors del Taranto, nella corsa alla promozione, e la loro desistenza, riducendo al solo Picerno il ruolo di avversario temibile, quindi la sua comprovata bravura ne è la prova dell’immagine di un nome noto in ambito nazionale che può consentire di abbordare e portare in rossoblu, nomi di calciatori che, in passato, difficilmente potevano essere accostati al club tarantino.
Montervino, la permanenza nella sua Città, come dirigente di spicco del club rossoblu, rimarrà nella storia perchè da tarantino hai sfatato la tradizione che gli uomini di questa terra durano poco nel loro incarico o non riescono a resistere più di qualche mese, perciò la piazza di Taranto la ringrazia per aver prediletto il club del Presidente Giove per continuare la sua avventura che, speriamo, grazie da abili mosse di calcio mercato e, da quest’anno, quale responsabile del settore tecnico giovanile, possa portare il Taranto calcio 1927 al completamento di un ciclo tale da farlo tornare in quella agognata serie B, assente da ben 28 anni dallo stadio Iacovone.
Fabrizio Di Leo














