Giuseppe Laterza, come era nell’ordine naturale delle cose e preventivabile, dopo il 13 giugno, data storica per i colori rossoblu, ha sottoscritto il contratto biennale che lo vedrà, in riva allo Jonio, fino al 30 giugno 2023.
Il tecnico venuto dall’esperienza vincente di Fasano (ancora oggi indimenticato condottiero dei colori bianco azzurri da parte della tifoseria adriatica), non ha impiegato molto tempo a farsi apprezzare e ben voler dalla piazza per la serietà, la bontà delle scelte e la praticità del suo gioco, capace di adattarsi all’avversario ed essere letale nei momenti giusti, tanto da superare anche le avversità e difficoltà che anche questo campionato ha proposto, in tema di emergenza sanitaria.
Al suo arrivo in riva allo Ionio, pur con discrete credenziali, come una scommessa, pur nella certezza delle sue bontà tecniche, una grossa parte dell’opinione pubblica pensava che tale investitura fosse azzardata, considerando l’esigente piazza, importante, blasonata, quale quella rossoblu. Al suo arrivo fu parco nelle dichiarazioni, mentre il consulente di mercato, Pagni, iniziava a scandagliare il mercato, poi lasciato in mano al neo Direttore Sportivo Montervino, con cui il tecnico entrò subito in grande sintonia, grazie al campo libero lasciato dal Presidente Giove e si buttarono le basi per la strutturazione della nuova rosa che avrebbe affrontato il campionato in cui, il Taranto, per la prima volta, non partiva tra le favorite ma, tra le possibili sorprese, rispetto ad altre formazioni, vere e proprie corazzate che rispondevano ai nomi di Casarano, Picerno e Bitonto.
Il lavoro in sinergia tra il settore tecnico (Laterza) ed il Direttore Sportivo ha permesso di costruire una formazione e comporre una rosa, intercambiabile, in cui Laterza ha messo tanto del suo e fino al 23 dicembre, la formazione rossoblu, pur veleggiando a ridosso delle battistrada non ha perso molto terreno, tanto che la trasferta di Nardò, la consacrò capolista. Dalla pausa natalizia a fine gennaio, l’imperversare del Covid che aveva colpito il gruppo granitico rossoblù, avrebbe potuto minare le certezze che erano maturate nei primi mesi di campionato, poi una galoppata che ha vissuto il momento di timore di non potercela fare, proprio a seguito della sconfitta inattesa, casalinga, contro il Portici ed il vantaggio assottigliatosi ad un solo punto, sull’unico inseguitore credibile ed indomito, ovvero il Picerno del patron Curcio. Da quel momento, nelle ultime tre giornate di campionato, Laterza è stato capace di leggere nelle menti dei propri ragazzi e, mantenendo alta l’attenzione e dosando la tensione nervosa, è riuscito a conservare quel punto che ci ha permesso di tagliare, per primi, il traguardo, verso la serie C, ottenuta dopo quattro stagioni, molto discordanti tra loro, ma che ci hanno fatto riassaporare il gusto della terza serie nazionale.
Fabrizio Di Leo














