In un giorno di festa, però, iniziato male con il ritardo della terna arbitrale e concluso ancora peggio con l’ormai famoso blackout, i tifosi rossoblu hanno potuto assistere al primo vero Taranto della stagione, un Taranto aggressivo e spavaldo, che conclude il breve match sul punteggio di 2-1. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
PORTIERI: A partire titolare è il classe ’01 Sposito, proveniente dal Campobasso e a detta di molti di grandissima prospettiva. Mette in mostra le sue qualità con una bella parata nella prima parte del match, ma non posiziona bene la barriera sul goal del Fasano, permettendo ai biancoblu di accorciare le distanze e tornare in partita. Nella seconda frazione di gioco, a difendere i pali del Taranto, è l’under Giappone, anche lui classe 2001, proveniente dal Marsala. Giappone dimostra sicurezza nelle uscite nonostante la sua statura non imponente e una certa bravura anche tra i pali.
DIFESA: È il reparto sul quale probabilmente bisognerà lavorare di più. I due centrali ovviamente dovranno trovare il giusto feeling prima di iniziare a vedere un muro difensivo solido e sempre attento in fase di attacco avversario. I due che scendono in campo sono Allegrini e Luigi Manzo che, entrambi molto esperti, saranno con il tempo sicuramente all’altezza di potere gestire la difesa dei rossoblu durante l’arco della stagione. A sinistra è Ferrara ad agire, una gradita conferma per la piazza, che però, nonostante una buona prestazione, si concede una piccola ingenuità commettendo un fallo al limite dell’area da cui nascerà poi il goal del Fasano. A destra bene De Caro, classe ’00, adattato terzino destro, molto utile in fase difensiva e sostituito nella ripresa da un altro eccellente ritorno, vale a dire Pelliccia, che nei pochi minuti a disposizione, mette in mostra le sue qualità tecniche a cui abbiamo potuto assistere nella scorsa stagione.
CENTROCAMPO: La prima mediana stagionale del Taranto è composta dalla coppia Matute-Marino. Il camerunense dimostra sin da subito di che pasta è fatto. Giocatore tosto e di grande intensità in mezzo al campo, con un suo recupero di altissimo livello a centrocampo, da il là al contropiede che porta al momentaneo 2-0. Qualche errorino ancora in fase di impostazione, ma sappiamo che da lui non ci dobbiamo aspettare lanci millimetrici e cambi di gioco perfetti. Una bella sorpresa, quella al suo fianco, di Antonio Marino, classe ’00 che in mezzo al campo dimostra sicurezza e un’ottima capacità di impostazione del gioco. Nella ripresa spazio per pochi minuti anche per Stefano Manzo in mediana.
Il vero pezzo forte però del centrocampo ionico, sono sicuramente le due fasce, padroneggiate da Guaita e da Oggiano. Quest’ultimo lo conosciamo bene, tanta corsa, dribbling insidiosi e un palo che lascia l’amaro in bocca su una punizione quasi perfetta. Il jolly del Taranto però è quel “piccolo” funambolo che agisce sulla destra, che porta il nome di Leandro Guaita. Un lusso per la categoria, un giocatore di una qualità elevatissima, davvero il fiore all’occhiello della campagna acquisti del Taranto.
ATTACCO: È una coppia d’attacco che non si può far altro che amare. Una conferma voluta e cercata, quella di Ciro Favetta, un ragazzo che alla terza stagione in maglia rossoblu, è più che mai determinato a fare il salto di categoria con gli ionici. L’altro è un ritorno che la piazza aspettava da tempo, quello di Peppe Genchi, barese di nascita, ma ormai tarantino di adozione. Ha giurato più volte amore nei confronti della maglia e alla prima occasione utile, è tornato subito in riva allo Ionio, per riprendersi quello che gli era stato tolto, e lo ha subito fatto con una doppietta delle sue.
Simone Pulpito
















