Durante la sessione estiva ci sono state, squadre di A e B, fortemente interessate al ragazzo?
“Durante l’ultima sessione di mercato, ma anche verso la fine dello scorso campionato, avevamo intavolato una trattativa con un club molto importante della massima serie italiana, poi per la problematica legata allo slot da extra-comunitario, che da svincolato Diaby avrebbe occupato, il tutto è saltato”.
Quali sono stati i fattori che hanno convinto il ragazzo a restare in riva allo Jonio?
“I fattori che lo hanno convinto sono stati sicuramente la città, il gruppo che si era creato e l’affetto che la piazza gli ha sempre riservato. Molto importante è stata anche la stima del presidente Giove che ha fatto di tutto per trattenerlo”.
Per molti il problema di Diaby, almeno nella scorsa stagione, era la sua irruenza che molto spesso gli costava ammonizioni, secondo alcuni, evitabili. Quanto ha lavorato e sta lavorando per limitare questa problematica?
“Secondo me, questo non è un vero e proprio problema. Ricordiamoci che stiamo parlando di un ragazzo di quasi 2 metri che ha una apertura “alare” incredibile, anche e soprattutto questi fattori condizionano molti suoi contrasti. Purtroppo la scorsa stagione , le sue ammonizioni erano legate anche a un “accanimento” arbitrale, che quasi ogni domenica, ad ogni minimo contrasto erano molto propensi ad ammonire a prescindere dall’ entità del fallo. Anche perché andando ad analizzare i falli di Diaby, sfido chiunque a trovare un fallo cattivo, da rosso diretto”.
Con il Taranto il ragazzo ha ottenuto successi importanti, ma sappiamo anche le sofferenze che ha dovuto affrontare da giovanissimo. Ci racconta anche il suo rapporto?
“Lo ha già spiegato lui, da giovanissimo non ha avuto un’ infanzia facile. Parlando della mia esperienza con Abou ti posso dire, che da quando l’ho conosciuto ho sempre avuto un rapporto speciale, facendogli anche da padre nei momenti più duri, riuscendo anche a superare la sua diffidenza dovuta ad una truffa subita quando si trovava dall’altra parte del mondo.
Quale è il rapporto fra il ragazzo e Laterza e la dirigenza rossoblù?
“Il rapporto con Laterza è stato ottimo da subito. Il tecnico non conosceva le caratteristiche del ragazzo ma fin da subito è riuscito a costruire, grazie alla sua grande capacità di comunicatore, un rapporto basato su fiducia e rispetto, portando il giocatore a farsi trovare sempre pronto per giocarsi le sue chance, anche nei momenti più difficili. Con la dirigenza il rapporto, creato con Giove e Montervino è tutt’ora molto forte, tanto da portare la società ad investire su un triennale per assicurarsi le prestazioni del ragazzo”.
Secondo lei, quali sono, se ce ne sono, i giocatori che più assomigliano a Diaby?
“Secondo me Pogba e Bakayoko sono molto simili ad Aboubakar. Ovviamente stiamo parlando di top player a livello internazionale. Diaby con loro ha in comune le lunghe leve e la esuberanza al centro del campo. Ovviamente ancora c’è tanto da migliorare per avvicinarsi a quel livello, ma sono certo, che nel giro di 2 o 3 anni Diaby può arrivare tranquillamente in Serie A ed esaudire il suo sogno”.
Loris Scarcia














