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Serie C/C, la Virtus Francavilla cala il tris alla capolista Bari. Il Catanzaro non ne approfitta

Un bel Taranto frena il Foggia tra le mura dello Zaccheria. Giuseppe Laterza blocca il maestro Zeman

L’11^ giornata di campionato è stata caratterizzata dalla caduta delle grandi, e presunti tali, con una progressione, in graduatoria, per altre big. Il Bari, dopo il derby interno con il Foggia, affrontava il Francavilla, privo di nove giocatori della rosa, indisponibili a vario titolo, pensando di fare un solo boccone degli Imperiali che, invece, sfoderavano una magica prestazione e battevano i biancorossi con un perentorio 3 a 0. Il Catanzaro, alle ore 14.30, affrontando il Monopoli, altra titolata nelle zone nobili, si impantanava, subendo una dolorosa sconfitta; la Turris, scesa in Puglia, ad Andria, subito in svantaggio, si doveva arrendere alla formazione di Ginestra, riscattando la battuta d’arresto di Taranto. Foggia e Taranto, alla fine, si spartivano i punti in palio, con la formazione di Zeman molto rallentata, rispetto ad un Taranto che, passato in vantaggio con Saraniti per un solare rigore subito dallo stesso bomber, era costretto, nella ripresa, a subire il pari con Petermann, nonostante altre tre chiare occasioni da goal non sfruttare per la bravura di Alastra e dei difensori dauni. Avellino e Catania, intanto, regolavano ampiamente la Paganese ed il Monterosi Tuscia, mentre il Campobasso non superava un indomito Az Picerno. La Juve Stabia del neo tecnico Sottili (il terzo stagionale) bloccava il Messina di Capuano, in zona play out; il Potenzak, del neo tecnico Trocini, acciuffava i tre punti negli ultimi minuti di recupero, inguaiando il Latina ed il suo tecnico Di Donato; la Vibonese, cadendo pesantemente in casa, ritornava in ultima posizione, in compagnia del Latina ed un punto sotto a Messina ed Andria.

VIRTUS FRANCAVILLA – BARI: gara incredibile quella che disputava alla Nuova Arredo della cittadina brindisina tra la formazione di Taurino (per l’occasione squalificato ed in tribuna), incerottata dopo i postumi dell’incontro di Palermo (molti gli squalificati ed infortunati), tanto che dopo otto minuti, Ekuban trovava lo spiraglio giusto per battere Frattali, poi gli ospiti cercavano, sterilmente, di pervenire al pareggio, quindi al 27°, era Caporale a colpire e trafiggere il portiere ospite per il 2 a 0 tra il tripudio dei sostenitori locali. A questo punto Mignani tentava di apportare delle correzioni alla struttura di squadra ma, all’intervallo, il punteggio rimaneva inchiodato al mortificante 0 a 2. Nella ripresa, il Bari, sospinto dai tifosi al seguito, tentava di reagire, ma tale azione risultava improduttiva ed infatti, i bianco azzurri di Taurino, prima sfioravano la marcatura, poi la trovavano con Ventola che, superando Frattali, piazzava il sigillo sul risultato roboante. Nelle battute finali i biancorossi cercavano il goal della bandiera, colpendo anche un palo ma, il finale, era quello già determinato. Biancorossi con molte perplessità evinte proprio alla vigilia della settimana che porterà allo scontro diretto al San Nicola contro la seconda forza del campionato, ovvero il Catanzaro.

CATANZARO – MONOPOLI: l’incontro al Ceravolo rivestiva un’importanza capitale per i calabresi nell’affrontare l’arrembante Monopoli, una delle formazioni di vertice del girone C. Calabro, pertanto, schierava una formazione che potesse fare la partita ed, inizialmente il Monopoli, nonostante la velocità impressa dai padroni di casa, dopo diciassette minuti, perveniva al vantaggio con uno dei suoi atleti migliori, Arena, abile a sfruttare una palla inattiva, da corner ed infilare il portiere giallorosso. Il Catanzaro, ovviamente, non demordeva, e, per tutto il primo tempo, impegnava la difesa ospite, brava ed ordinata a rintuzzare i tentativi di Carlini e Vandeputte di sfondare la diga posta a protezione del portiere e nelle ripartenze, incuteva qualche timore ai calabresi. Allo scadere del tempo, infatti, sempre Arena, piazzava la palla del 2 a 0 e sul Ceravolo scendeva il silenzio, prima dell’intervallo, quanto mai necessario per riordinare le idee ai ragazzi di Calabro. Nella ripresa i padroni di casa tentavano in tutte le maniere di rientrare in partita, ma i pugliesi si difendevano in maniera strutturata ed anzi, quando i pugliesi sembravano avessero il totale controllo, Carlini, ad un quarto dal termine, trovava la palla per l’1 a 2. Paradossalmente non accadeva più nulla di rilevante perché la difesa bianco verdi serrava le fila e gli attaccanti catanzaresi non riuscivano a perforare il portiere ospite ed il Monopoli, dopo il recupero effettuato dall’arbitro, portava, a casa, tre punti che lo collocava al terzo posto in classifica, proprio alle spalle dei calabresi, ora proiettati alla sfida del San Nicola, contro la capolista Bari.

VIBONESE – PALERMO: la formazione rosanero di Filippi, classica squadra tipica del “Giano bifronte”, a Vibo, ancora una volta disputava una gara dai due volti, nettamente diversi tra loro. Nella prima frazione, la voglia dei calabresi di conquistare punti utili a tenere lontana la scomoda posizione di terz’ultimo in graduatoria, nonché l’atteggiamento, sempre troppo attendista, dei siciliani, ma partoriva un primo tempo in cui, i rossoblù vibonesi, sembravano dei giganti. Al quattordicesimo, infatti, Golfo riusciva a battere il portiere Pelagotti e lo sbandamento della formazione di Filippi era massimo tanto che, per tutto il primo tempo, lo shock subito si evidenziava nella scarsa precisione dell’attacco palermitano, molto frenetico e poco attento a sfruttare le occasioni avute. Nella ripresa erano i padroni di casa ad essere sorpresi tanto che Fella, in un quarto d’ora, con un 1 – 2 bruciante, ribaltava l’esito del match, progressione che faceva sbandare i padroni di casa, da quel momento incapaci di una reazione pericolosa ed anzi, nella parte finale del tempo, il tentativo di pareggiare li costringeva a subire la terza rete con una giocata di astuzia di Soleri, sigillo di una prestazione bifronte e quindi ancora non convincente al 100%. Vibonese, abbattuta, se non altro per essere ritornata all’ultimo posto, a causa di una serie di risultati che l’hanno fatta scivolare in fondo ala classifica (sia pure in compagnia del Latina), contrariamente il Palermo si portava in terza posizione alle spalle delle big del campionato.

FOGGIA – TARANTO: uno dei big match della giornata, andava di scena a Foggia, dove i dauni, reduci dalla bella gara disputa al San Nicola, erano protesi a conquistare l’intera posta e dare seguito alla scalata iniziata già da qualche settimana. Il Taranto di Laterza, con il nuovo modulo (4 – 2 – 3 – 1), già dalle prime battute metteva in difficoltà i padroni di casa, apparsi sorpresi dal nuovo impianto tattico schierato dal tecnico fasanese. Al 18° una perfetta apertura di Mastromonaco per Saraniti, solo ed in progressione, che portava il centravanti rossoblù, appena entrato nell’area dei rossoneri, ad essere nettamente atterrato dal portiere Alastra e l’arbitro concedeva il rigore (e giallo per il numero uno dauno) che lo stesso Saraniti, batteva di giustezza con un pizzico di brivido perché Alastra aveva intuito l’angolo di battuta. Sull’ 1 a 0 il Taranto, dopo un goal, annullato per un fuori gioco di Giovinco, aveva una occasionissima con tre tiri respinti dal portiere foggiano, in ribattuta simultanea, e all’intervallo, il punteggio mostrava l’esattezza dell’andamento del match. Nella ripresa, i dauni si riprendevano e progressivamente si spingevano in avanti fino a quando Petermann, ricevuta una palla in area, quasi fosse un rigore in movimento, con un tiro angolato alla sinistra di Chiorra portava in parità la gara. Il Taranto non arretrava ed era Saraniti ad avere l’occasionissima, quando lanciato in contropiede, a tu per tu con Alastra, veniva anticipato di un soffio dal difensore locale ed il pericolo per i padroni di casa svaniva, con un corner affidato ai rossoblù. La gara poi non vedeva più altri sussulti, per la compattezza della difesa rossoblù, ottima nelle chiusure, pur con l’uscita di Granata (infortunato), l’immissione di Tomassini e lo spostamento di Riccardi affiancato a Zullo. Terminava con una risultato di parità che accontentava entrambe le squadre con un pizzico di rammarico, rossoblù, per qualche occasione che, se concretizzata, avrebbe potuto portare anche alla vittoria. Tre punti dal secondo posto, al termine del match, e testa alla gara di sabato contro il Potenza, mentre il Foggia si interrogava su questo mezzo flop che lo ha fatto comunque rimanere a braccetto del Taranto e Francavilla.

FIDELIS ANDRIA – TURRIS: gara del riscatto quella di Ginestra che, dopo la cocente sconfitta subita allo Iacovone, affrontava la Turris, formazione quotata del campionato. In realtà, ci volevano solo otto minuti perché Venturini inventasse il goal spettacolare, utile alla fine a vincere la partita, nonostante i tentativi dei restanti minuti da parte della Turris di agganciare i padroni di casa. L’incontro, nonostante i tentativi dei campani di riequilibrare il risultato, non aveva eccessivi sussulti, tanto che i federiciani controllavano il gioco, non disdegnando di procurarsi occasioni per raddoppiare e mettere al sicuro tre punti che, in questo turno, atipico, consentivano a Ginestra e ai sui ragazzi di piazzarsi in terz’ultima posizione, lasciando a Vibonese e Latina, le due piazze più scomode della classifica.

AVELLINO – PAGANESE: match tanto sentito dalle due piazze che al di fuori del Partenio, in un incontro ravvicinato tra la tifoseria ospite e gli abitanti avellinesi, causavano spiacevoli incidenti, cui nulla hanno a che fare con l’evento sportivo. Tornando alla gara, la formazione di Braglia, entrava con il piglio giusto in campo, a caccia dei tre punti, vitali sia per la panchina del tecnico toscano che, in ottica graduatoria, utili alla scalata verso posizioni più consone alle ambizioni, più volte esplicitate nei mesi scorsi. Bianco verdi, sicuramente, superiori ad una Paganese, apparsa appesantita ma, soprattutto, probabilmente, con una età media alta che non consente recuperi repentini ne cambiamenti di passo che, forse, tra le mura amiche è più facile, in considerazione del supporto del pubblico, capace di far scattare i fattori motivazionali, intrinsechi, tali da risolvere, positivamente, i match sul filo di lana. Nella prima frazione, l’Avellino, nonostante la gran mole di gioco non riusciva a superare la barriera organizzata da Grassadonia, a protezione del proprio portiere e la squadra salernitana appariva abbastanza attenta, concentrata ed in palla, al cospetto dei padroni di casa, smaniosi, in più circostanze, di sbloccare il punteggio. Dopo l’intervallo, la catechizzazione di Braglia negli spogliatoi, aveva l’effetto di una scossa ad alta tensione, infatti al quarto d’ora, “tanto tuonò …. che piovve!” ed i biancoverdi passavano in vantaggio, grazie a Di Gaudio, abile a trovare lo spiraglio giusto per superare Baiocco, fino ad allora impeccabile, come sempre. Il goal subito, lasciava interdetta la Paganese, ma nonostante ciò, al cospetto di un Avellino in fase di amministrazione del prezioso vantaggio, l’imprecisione e la fonte del gioco a metà campo, abbastanza singhiozzante, non permetteva di sperare, nell’immediatezza, un recupero del passivo. Nel frattempo, i padroni di casa erano concentrati a rafforzare il vantaggio, evento che arrivava al venticinquesimo, quando Tito, piazzando la rete del 2 a 0, sigillava il match, al cospetto degli avversari, incapaci di reagire e mostranti le ripercussioni del colpo da k.o. subito. Ad arrotondare il punteggio, comunque, ci pensava Gagliano, nel primo minuto di recupero che trasformava il pomeriggio irpino, in un’apoteosi tale da consentire ai padroni di casa di entrare al nono posto in classifica, ancora in zona play off. Ospiti in crisi da prestazioni esterne, (terza sconfitta consecutiva fuori dal Marcello Torre di Pagani) che fanno scivolare, la formazione di Grassadonia al quattordicesimo posto, ma fuori dalla zona play out, pur con un vantaggio, sulle stesse, di soli quattro punti e calendario che induce all’attenzione da porre per non trovarsi invischiati nelle sabbie mobili della lotta alla permanenza.

MONTEROSI TUSCIA – CATANIA: porta bene, ai siciliani di Baldini, il neutro del Rocchi di Viterbo, teatro del match tra il Catania ed il Monterosi del patron Capponi. La messa in mora dei calciatori etnei ed i conseguenti problemi extra calcistici che attanagliano la formazione isolana, in pratica dallo scorso campionato, non hanno scalfito la prestazione esterna, anche se nelle battute inziali sembrava che i ragazzi rosso azzurri avrebbero passato una domenica bestiale, come gli albori del match paventavano. Infatti, ci volevano ventisei minuti per consentire al cannoniere etneo Moro, di portare in vantaggio il Catania e spezzare l’equilibrio, fino a quel momento, regnante. Questa rete, bloccava psicologicamente i padroni di casa e nonostante qualche timida iniziativa, si arrivava al riposo con gli ospiti, comunque meritatamente in vantaggio. Nella ripresa, dopo tre minuti, Russini sfruttava un buona occasione realizzando il 2 a 0 e questa marcatura spiazzava ulteriormente i padroni di casa, facendo venire meno alcune certezze. Nonostante tutto tentavano di riaprire il match, magari realizzando una rete che portasse alla speranza di recuperare il risultato, infatti dopo cinque minuti dal doppio svantaggio, Polidori trovava il varco giusto per l’1 a 2, utile a mantenere l’interesse della mezzora finale, per gli spettatori presenti nell’impianto viterbese. Al 33°, però, i catanesi chiudevano, virtualmente, il match grazie ad un’intuizione di Freddi Greco che superava il portiere tusciano ed il 3 a 1 era fissato con i tre punti, in pratica, archiviati. Padroni di casa, nei restanti minuti di gara, sbilanciati nel tentativo di segnare ancora per mantenere viva la fiammella della speranza di un fantascientifico pareggio, tattica dispendiosa e rischiosa, tanto che gli etnei, al 38°, trovavano il goal del 4 a 1, con Moro, sempre più uomo leader del Catania. Finiva con l’amarezza massima tra i padroni di casa, ora risucchiati ai limite della zona play out, mentre, quale rovescio della medaglia, la concretezza tra gli ospiti, pur nell’amarezza del contro altare inerente la messa in mora e la mancanza di rispetto della società siciliana, rispetto i propri tesserati, motivi che facevano andare in secondo piano, il decimo posto, sia pure provvisorio, arpionato in questo turno di campionato.-

CAMPOBASSO – AZ PICERNO: partita delicata quella della formazione molisana di Cudini, dopo la vittoria esterna di Torre del Greco, che avrebbe dovuto rafforzare la scalata compiuta in classifica dopo oltre un mese di risultati buoni, intervallati da sconfitte, anche brucianti subite proprio al Nuovo Romagnoli. L’incontro si è disputato con alcuni minuti di fase di studio poi, dopo il primo quarto d’ora, quando un cross teso del molisano Liguori veniva deviato nella proprio porta dal lucano Ferrani ed il vantaggio molisano dava un indirizzo all’esito della gara. Gli ospiti di Palo, cercavano riorganizzarsi e tentavano, per il rimanente spezzone di tempo di raggiungere i locali sul pareggio non riuscendoci, pur avendo avuto qualche occasione non concretizzavano, anche per l’imprecisione causata da un pizzico di frenesia che li portava, all’intervallo, in svantaggio rispetto ai rossoblù molisani. Nella ripresa, ospiti più concentrati ed attenti alla fase difensiva e al quarto d’ora era Gerardi a superare il numero uno campobassano e riequilibrare il punteggio. Locali che cercavano di ritrovare la via della rete, ma melandrini attenti alle folate offensive dei padroni di casa e controllo del gioco anziché rischiare di subire uno stop che sarebbe stato doloroso. Finiva così con la classica spartizione dei punti, utili comunque ad entrambe le formazioni a continuare il perseguimento dei rispettivi obbiettivi.

JUVE STABIA – ACR MESSINA: il tecnico Stefano Sottili (subentrato al traghettatore Imbimbo, sfortunato nella trasferta a Monopoli) al suo esordio, in assoluto alla guida delle “vespe” si doveva confrontare con il Messina di Capuano, vulcanico tecnico, capace di far giocare la sua squadra con molti volti poliedrici e di difficile lettura, alla vigilia. Al Menti di Castellammare di Stabia, i padroni di casa risultavano più decisi e precisi rispetto agli ospiti a cui, in realtà, il pareggio sarebbe andato più che bene, ma i gialloblu locali non erano d’accordo. Gara, chiaramente, molto tattica, inizialmente ed ecco che nel primo tempo, la partita a scacchi proposta da Sottili e Capuano, non produceva grossi sussulti e si andava tranquillamente sullo 0 a 0, all’intervallo. Nella ripresa, mentre i messinesi tentavano il controllo del nulla di fatto, i padroni di casa, al quarto d’ora trovavano lo spiraglio giusto con Stoppa che schiodando il pareggio dava il vantaggio ai padroni di casa. Nella restante mezzora di gara, oltre recupero, ospiti che tentavano di rendersi pericolosi, ma i padroni di casa impedivano che gli attacchi subiti potessero essere pericolosi e così scorrendo il tempo, al termine del match, l’esordiente Sottili portava a casa tre punti fondamentali per risalire in classifica, allontanarsi dalla pericolosa zona play out e soprattutto utile per aumentare l’autostima nei propri mezzi. Capuano, molto pensieroso nel post partita, non faceva trapelare le sue perplessità sull’esibizione dei suoi ragazzi, era anzi improntata la sua conferenza stampa post match alla difesa delle sue idee (anche sui cambi), ma già con la mente rivolta al prossimo incontro casalingo contro il Campobasso.

POTENZA – LATINA: la gara al Viviani rappresentava l’esordio ufficiale di Trocini, sulla panchina rossoblù e la coincidenza era proprio lo scontro diretto contro il Latina, formazione anch’essa coinvolta nell’evitare la retrocessione diretta che adesso si sta stagliando all’orizzonte del neroazzurri laziali. Lucani subito in fase altamente offensiva, ma ospiti attenti e concentrati a portare a casa necessariamente almeno un punto per alimentare una classifica asfittica e divenuta anche pericolosa. Nel primo tempo, un deludente 0 a 0, non lasciava intravedere un esito molto favorevole ai padroni di casa che si sarebbero dovuti affidare a qualche giocata, valida ed utile a scardinare l’impianto difensivo dei padroni di casa. Al terzo minuto della ripresa, i padroni di casa, con un’iniezione letale trovavano lo spiraglio giusto che permetteva a Zampa di battere il portiere neroazzurro e portare in vantaggio il Potenza , per la gioia dei presenti nello stadio potentino. Latina pertanto votato in attacco ma murato dal centrocampo e dalla linea difensiva locale, resistenza dei lucani che cadeva verso la mezzora quando Jefferson pareggiava il goal subito in apertura di tempo, Un goal come quello degli ospiti avrebbe potuto avere effetti letali sul piano fisico e nervoso nei ragazzi rossoblù invece, a cinque minuti dal termine del match, era Sepe, a bucare la difesa locale ed il numero uno pontino, facendo esplodere di gioia il Viviani e permettere alla propria squadra di vincere l’incontro e portare a casa tre punti che consentono alla formazione del patron Caiata, di abbandonare l’ultima posizione e collocarsi al quint’ultimo posto e a due punti dalla coppia che chiude la classifica.

Fabrizio Di Leo

Foto Fabio Mitidieri

Tags: Serie C
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