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Taranto, lo spirito è indomito. La squadra merita integrazioni nel prossimo mercato

Giovinco e Labriola sugli scudi contro la Juve Stabia. Laterza medita sugli errori difensivi

RASSEGNA STAMPA DELL’1 DICEMBRE 2021 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO

“Nessuno ama chi molla”. Ed il Taranto non cede. Nemmeno al termine di un novembre agonistico caratterizzato da esodi tutt’altro che proficui. Non arretra di un millimetro, sfidando con audacia ogni ostacolo ed ogni trappola, non rinunciando mai alla propria identità ed alla propria cultura dei concetti tattici, assicurando l’applicazione, il sacrificio e l’eclettismo necessari soprattutto in circostanze enigmatiche. E’ accaduto anche contro la Juve Stabia, sotto i riflettori del lunedì: l’assioma “prestazione autorevole- risultato deludente” suona come un perfido ossimoro, come un’antitesi immeritata. Un trittico di trasferte che sono coincise con altrettante sconfitte, qualificate da storie diverse: le due esibizioni in territorio campano che hanno inaugurato e concluso lo specifico calendario mensile del girone, ad Avellino ed appunto a Castellamare di Stabia, sono state interpretate con personalità e ritmo, disciplina e sorpresa, intensità e rincorsa, qualità ed imperfezione. Un disorientamento era stato registrato solo contro il Monopoli. Segnali importanti in un percorso di crescita sul quale si stanno accanendo anatemi e problematiche che pure sono in preventivo nel mondo del calcio. Giuseppe Laterza, stratega dei rossoblu, combatte da diverso tempo con infortuni improvvisi o procrastinatisi, conscio di una precarietà numerica e di incarichi che rischierebbe di compromettere la continuità del processo mnemonico e tattico. Non si nasconde mai, l’allenatore rossoblu: argomenta, dialoga, spiega. Aggiorna costantemente sulle sue didattiche, sulle metamorfosi obbligate, sulle defezioni e sulle relative sperimentazioni. Viviseziona le doti e le attitudini insite nei suoi alfieri, illustra la funzionalità fra reparti, non si ostina nell’integralismo tattico ma ripristina e corregge moduli e meccanismi nelle letture da trasformare o da approntare in corso d’opera. Durante la lunga vigilia del duello con le “vespe” stabiesi, mister Laterza ha perso quel connubio appena ritrovato fra i protagonisti della catena mancina dello scorso anno, Ferrara e Falcone. Non ha potuto confidare nella loro sospirata intesa, nelle progressioni e nelle sovrapposizioni, nella fantasia e nei sincronismi alla convergenza ed al tiro. Non solo: l’assenza di Saraniti si trascina ormai da un mese. La squadra è privata del contributo, dell’esperienza, della struttura e del fiuto di un attaccante classico, che garantisce anche lavoro oscuro e densità, che “fa reparto da solo”, come si dice in gergo calcistico, che assiste, ripiega e tutela nella completezza della manovra. Il Taranto che ha esercitato supremazia ed assedio per larghi tratti in casa della Juve Stabia, che ha prodotto verticalizzazioni insidiose che hanno ripetutamente chiamato in causa gli interventi del portiere avversario, che ha confezionato occasioni assistite da sorte poco propizia come da lucidità intermittente, merita assolutamente un riassortimento nella prossima finestra del mercato invernale, per correggere ed anche per premiare. Sul sintetico del “Menti”, lunedì sera, hanno brillato nel loro talento sia uno specialista raffinato della categoria come Giuseppe Giovinco, sia un emergente di qualità come Valerio Labriola. Il primo ha offerto non solo una doppietta che avrebbe potuto schiudere ad un epilogo positivo per il risultato, ma ha certificato la sua osmosi col resto della squadra, regalando ispirazione al tiro, creatività al cross, metodo sui calci piazzati, automatismi perfetti nell’eludere i marcatori e filtrare fra le linee, a prescindere dall’assetto tattico adottato. Il secondo, opzionato da mister Laterza per compensare la posizione più stabile di Riccardi sulla fascia destra, ha meravigliato per la sua disinvoltura, per il dinamismo in profondità, per l’istinto nel suggerimento e nella conclusione. Nulla è lasciato al caso, in questo Taranto mai domo. Serve semmai ricollaudare i meccanismi in retroguardia, poiché le lacune e gli errori nel disimpegno o nella copertura da parte dei singoli sono stati fatali per il passivo incamerato: la fase di non possesso palla aveva rappresentato l’arma rassicurante della matricola rossoblu sin dal suo esordio in campionato. “L’amaro in bocca per la sconfitta c’è, soprattutto perché siamo stati ingenui sul terzo gol- aveva commentato Giuseppe Laterza a fine gara- Ci siamo fermati pensando che la sfera fosse uscita, invece il guardalinee non ha segnalato. Eravamo scoperti, palla dietro, ed abbiamo subìto. La squadra ci ha provato, ha reagito allo svantaggio su punizione, ha trovato l’opposizione attenta del portiere avversario. Avremmo meritato il pareggio”. La tendenza in trasferta non sorride agli ionici: “Una vittoria ci avrebbe dato la possibilità di superare qualche antagonista e di collocarci meglio in classifica: ci interessa conquistare quanti più punti possibili sino alla fine del girone d’andata, per valutare con la società l’efficacia del lavoro effettuato e pensare alle soluzioni di mercato- ha precisato l’allenatore- Non vorrei soffermarmi sulle assenze: chi è sceso in campo ha garantito il massimo. Dopo una prestazione simile, dopo una partita in cui i ragazzi hanno messo l’anima, vedere i loro volti tristi nello spogliatoio dispiace davvero. Ed il rammarico è anche per i nostri tifosi, accorsi in massa anche in un lunedì sera”. “Nella circostanza del secondo gol, ci siamo fatti trovare impreparati- è l’esame di mister Laterza- Gli stabiesi hanno spostato palla sulla loro sinistra, noi siamo andati velocemente a destra ed abbiamo perso un terzino. Abbiamo sbagliato a non rincorrerlo nella fase di non possesso, consentendo agli avversari di arrivare al cross”. Gli innesti di Versienti (dopo due mesi di inattività per infortunio) e di Mastromonaco hanno elargito idee nella ripresa: “Volevo portare i due esterni più vicini alla punta- ha confermato il tecnico ionico- In avanti siamo un po’ in difficoltà, occorreva anche che i terzini si alzassero. Abbiamo operato bene in alcuni frangenti, però l’attacco alla porta avremmo dovuto svilupparlo con maggiore precisione”.

Tags: Taranto FC 1927
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