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Grimaldi, “Il Taranto ha pagato la lunga rincorsa nel girone di ritorno”

Abbiamo contattato l’ex tecnico del Cerignola Teore Grimaldi, allenatore giovane e con una spiccata propensione al gioco offensivo; al suo attivo anche le positive esperienze alla guida della Frattese, del Gladiator e in ultimo della Turris, formazione con la quale ha cominciato il campionato appena passato, contribuendo fortemente a costruire un gruppo che ha ben figurato in un girone I della Serie D dominato dal Bari.
Quest’anno alla Turris ha avuto il merito di formare un gruppo e partire in ritiro, scoprendo personalmente il bomber Longo, capocannoniere del girone. Poi cosa è accaduto?
Siamo partiti in ritiro con il mio staff e abbiamo allestito la squadra; poi dopo tre partite di campionato abbiamo risolto il nostro contratto. Sono cose che alle volte nel calcio capitano ma resta comunque una bellissima esperienza che mi ha consentito di crescere professionalmente. Longo, per me, non è stata una sorpresa; lo conoscevo e l’ho voluto fortemente con me in quest’esperienza e i risultati mi hanno dato ragione.
Facciamo un punto sul campionato di Serie D girone H appena concluso. Il Picerno è salito in Lega Pro dopo un campionato eccezionale; quelle che erano le pretendenti a inizio stagione per la vittoria finale si sono dovute accontentare di disputare i play-off; è un verdetto che rispecchia l’andamento del campionato?
Sì, assolutamente. Il Picerno inizialmente non era tra le favorite, ma ha dimostrato con la serietà societaria e organizzativa di meritare sul campo la promozione. Hanno raggiunto sin da subito la testa della classifica e, a dispetto delle voci che li avrebbero visti in calo, sono stati capaci di mantenere un ritmo quasi infernale. Il Cerignola e il Taranto dal canto loro hanno fatto quanto potevano. Forse la squadra ofantina, anche in virtù dei grandi investimenti fatti dalla famiglia Grieco, avrebbe potuto raggiungere la prima posizione. Sono stati comunque bravi a vincere i play-off disputando due partite all’altezza dell’organico a disposizione. Il Taranto ha perso in maniera larga, questo è vero, ma penso che non tutto sia da buttare. Gli ionici hanno pagato probabilmente la lunga rincorsa del girone di ritorno. Non ho visto la finale play-off e non posso valutare ma penso anche che non avere a disposizione giocatori del calibro di Esposito, Marsili e Oggiano abbia inciso, sempre considerando la rosa che ha disposizione il Cerignola. D’altro canto, sono sicuro che la spinta del tifo gialloblu abbia dato alla squadra la giusta carica per disputare al meglio questa finale.
Ora c’è un po’ di delusione nell’ambiente tarantino; come se ne esce? Nei prossimi giorni si dovrebbe ripartire dalla nomina del nuovo DS e dell’allenatore. Per la figura del DS si fanno i nomi di Sgrona e Torma, mentre per quello del tecnico in vantaggio vi sarebbero mister Ragno e mister Favarin; cosa ne pensa?
Sono tutti nomi di professionisti che hanno maturato negli anni un’esperienza importante. Anche i nomi degli allenatori penso che farebbero al caso del Taranto. La cosa fondamentale penso che sia la programmazione fatta da persone competenti. Ora qualsiasi ragionamento su nomi di allenatori e giocatori è prematuro, conta gettare solide basi per il futuro.
In questi giorni si parla anche molto di ripescaggio, tra griglie da controllare e requisiti da rispettare. Lei che idea si è fatto di queste regole e di quelle che in Serie D vedono una sola promossa per girone?
Io penso che alcune regole vadano un poco riviste. Non credo sia giusto per una società che ha già investito tanti soldi per cercare di fare il salto di categoria non poter neanche ambire a un ripescaggio. Le squadre che arrivano seconde dovrebbero essere promosse insieme alla prima oppure i play-off dovrebbero garantire la certezza della promozione diretta alla vincente della finale. In questo modo il campionato sarebbe anche più avvincente. 
Cosa ne pensa della regola degli under?
Sono allo stesso tempo favorevole e sfavorevole. Essendo io un esperto dei settori giovanili, di cui sono stato per anni responsabile tecnico, ritengo che se in squadra ci sono dei calciatori di 18-19 anni che dimostrano di poter giocare e farlo incidendo sui risultati, non vedo per quale motivo non dovrei farli giocare. Questa è un po’ la visione europeista del calcio; in Italia stiamo andando in questa direzione. Ad esempio, anche la Nazionale sta attuando un cambio generazionale, ma questo è un altro discorso.
Quali sono i calciatori che l’hanno impressionata maggiormente in questo campionato?
Se dovessi fare i nomi, direi Turitto del Bitonto, Kosovan del Picerno e del Taranto Ferrara, che si è confermato a buoni livelli, e Antonino che è stato una rivelazione. Per quel che concerne gli over, di giocatori ce ne sono tanti, quindi preferisco non fare nomi. Le cose importanti nella costruzione e nel prosieguo del campionato ritengo siano la competenza e la programmazione.
Come si spiega la decadenza del calcio campano con tre retrocessioni in Eccellenza? Sino a qualche hanno fa in Campania era davvero dura venire a giocare.
Il problema è che in Campania, a mio avviso, in questo momento attorno al mondo del calcio ruotano figure poco professionali, che non hanno le giuste capacità e competenze per costruire qualcosa di positivo. Si pensa esclusivamente ai propri interessi. Dispiace perché le tifoserie campane hanno un calore tale che meriterebbero ben altre situazioni.
Se ci dovesse essere una chiamata dal presidente Giove, lei accetterebbe di sedere sulla panchina del Taranto?
A Taranto verrei a piedi. A Taranto ci sono stato nello scorso campionato quando guidavo il Cerignola. Perdemmo 2-1 dopo essere andati in vantaggio, ma ritengo che quella sia stata una gara in cui meritavamo di vincere e soprattutto esprimemmo un gioco di alto livello con una formazione forte e compatta. Auguro comunque al Taranto e alla città le migliori fortune.
Andrea Loiacono
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