Il Palermo, nelle vesti di formazione da trasferta, passa all’Euganeo di Padova e compie un deciso passo verso la serie B.
Baldini, trainer rosa nero, per la temuta trasferta veneta, aveva preparato la settimana d’avvicinamento con la solita cura dei particolari, aspetti decisivi e fondamentali in sfide di tale calibro. All’Euganeo, il tecnico dei siciliani, proponeva il modulo 4 – 2 – 3 – 1 articolato con la linea difensiva schierata con Buttaro, Lancini, Marconi e Giron, davanti al portiere Massolo, la diga di centrocampo affidata a De Rose e Damiani, nel reparto offensivo agivano i supercollaudati guastatori Valente, Luperini e Floriani, alle spalle dell’unica punta, l’ariete Brunori.
Oddo, al cospetto del pubblico amico e cercando di fermare la prevista onda d’urto palermitana, optava per l’inedito 3 – 4 – 3, sistemato, in campo con la diga difensiva, davanti al portiere Donnarumma, imperniata sul terzetto Ajeti, Valentini e Gasbarro, centrocampo munito con Germano, Saber, Ronaldo e Curcio, dietro la linea offensiva, classico tridente, composto da Chiricò, Santini e Bifulco.
Neanche il tempo di di affrontare la classica fase di studio che gli ospiti spaccavano la partita. Al decimo minuto, la difesa del Padova non riusciva a liberare una palla vagante in area di rigore e, al momento del rinvio di Curcio, il pallone terminava a centro area dove era appostato Floriano che scaraventava in rete. Il Padova, subendo il colpo ricevuto, faticava ad essere incisivo e rendersi pericoloso, tanto che gli ospiti si rendevano pericolosi in altra circostanza, ma i veneti, alla mezz’ora, dopo un goal annullato per fuori gioco, avevano una ghiotta chance per riequilibrare il risultato, con una palla respinta sulla linea da Marconi, a seguito di una uscita maldestra del portiere siciliano Massolo, intervento che richiedeva l’ausilio del Var per stabilire se la segnatura del goal fosse valida, o meno. Il Var scioglieva il dubbio (rete non assegnata).
Prima della fine del tempo, il Palermo, da un lato, e i padroni di casa, dall’altro, cercavano di concretizzare delle giocate che non sortivano alcun effetto con, all’intervallo, ospiti in vantaggio, meritatamente, in quanto più concreti ed abili a sfruttare l’unica occasione ghiotta per realizzare la rete decisiva per il risultato.
Ripresa, impostata nel gioco dal Padova, proteso all’ottenimento di un goal che avrebbe dato più possibilità di poter accedere alla serie B, in vista del match di ritorno al Barbera, ma i rosanero, in assetto di robustezza difensiva, resistevano al forcing patavino, teso alla ricerca dello spiraglio giusto per infilare il portiere Massolo.
Il nemico cronometro, per i padroni di casa, con il passare del tempo, faceva perdere la lucidità necessaria per articolare un gioco offensivo e soprattutto efficace, tanto che questo atteggiamento facilitava gli ospiti, in assetto di attesa, e pronti a ripartire per sfruttare qualche giocata propizia. Massolo si ergeva a baluardo, nei minuti finale, contro le disperate azioni patavine, poi al 94°, il fischio finale dell’arbitro Gualtieri, scatenava la gioia della formazione rosanera, tra il tripudio dei supporters palermitani giunti in numero corposo, in Veneto, per aver espugnato l’Euganeo, ma tutti consapevoli che tra sette giorni, i veneti, con l’inerzia della sfida passata nelle mani dei siciliani, dovendo riequilibrare la contesa e, non avendo nulla da perdere, faranno quanto possibile per cercare di salvare la stagione, comunque finora positiva, con la classica ciliegina sulla torta, la promozione in serie B, da consegnare ai sostenitori euganei.
Fabrizio Di Leo













