RASSEGNA STAMPA DEL 5 LUGLIO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Il nuovo viaggio del Taranto. Dopo aver archiviato, in maniera ordinata e scevra da inutili sensazionalismi, l’iscrizione al prossimo campionato di serie C targato 2022/23, si alza il sipario sull’imminente stagione agonistica rossoblu: la metafora è spontanea, poiché nella tarda mattinata odierna, alle ore 12.00, presso l’elegante foyer del Teatro Comunale Fusco, sarà presentato ufficialmente il neo allenatore Nello Di Costanzo, la cui investitura era già stata certificata un mese fa, dopo il rifiuto da parte di Giuseppe Laterza ad onorare la seconda avventura professionistica consecutiva in riva allo Ionio, come stipulato l’estate scorsa, successivamente alla promozione della squadra dal contesto dei Dilettanti. Da Brentesion a Taras, dalla “testa del cervo” al “delfino mitologico”, dalla porta d’Oriente alla colonia spartana della Magna Grecia: il passaggio di Cuono “Nello” Di Costanzo sembra rapido, perentorio, come l’etimologia ellenica del suo nome potrebbe suggerire, poiché lo stratega è fresco reduce da un’impresa che appariva quasi impossibile, ovvero quella prodigiosa salvezza ottenuta alla guida del Brindisi. In realtà, la genesi della sua carriera è lontana, permeata di cultura, studio, esperienza e tappe rispettate: Di Costanzo è forte della dimestichezza maturata in tanti anni di Lega Pro, così come della cognizione sviluppata anche fra le insidie del dilettantismo. Nato a Roma nel ’61, negli ultimi sette anni il tecnico ha accettato molte sfide sul palcoscenico della LND campana, peregrinando dalla panchina dell’Ischia Isolaverde a quella della Frattese, assumendo l’incarico di direttore tecnico della Casertana nel dicembre 2018, proseguendo con un esonero prematuro, dopo otto turni di campionato, alla guida della Nocerina nel 2019, per poi riscattarsi nella gestione dell’Afragolese, formazione con la quale blinda la salvezza, senza però la ricompensa di una riconferma (2021). Da tributi invece l’esibizione a Brindisi: i biancazzurri interpretano un avvio drammatico di competizione, la situazione è fallimentare e Di Costanzo rileva dal collega Chianese una squadra relegata in fondo alla classifica, con un solo punto all’attivo. E’ storia recente la miracolosa salvaguardia della LND. Taranto rappresenta l’ennesima occasione di un rinnovato confronto con la Lega Pro, per Nello Di Costanzo: dal 2001/02 al 2006/07 e dal 2012 al 2015, infatti, il trainer laziale ha coordinato ben sette Prime Squadre di Serie C. La prima porzione è caratterizzata dai bienni vissuti a Benevento ed a Venezia, intervallati dalla prestazione al cospetto della Juve Stabia: nel 2004/05 le “vespe” sono premiate dal ripescaggio in serie C1, al termine degli spareggi persi contro la Cavese e di un lusinghiero iter fermatosi ad un solo punto alle spalle della capolista Manfredonia. Da applausi l’impresa in laguna, per Nello Di Costanzo: ingaggiato dal Venezia, risorto dalle ceneri del fallimento e militante in C2, riesce a scalare la graduatoria dalla penultima posizione, sino a vincere clamorosamente il campionato stesso. La stagione successiva è impreziosita da un cammino eccellente nel girone d’andata, quindi dalla conquista dei play off in chiosa del giro di boa: il doppio duello col Pisa, però, non risulta positivo. Non scalfisce l’interesse dei club di serie B nei confronti del tecnico romano: nella stagione 2007/08 è il Messina ad assumerlo, una fiducia ripagata con la salvezza ottenuta con sei giornate d’anticipo. In chiaroscuro i successivi impegni ad Ascoli e Padova. La seconda tranche consumata in Lega Pro annovera il ruolo di stratega nelle fila di Barletta (sesto posto, dopo l’avvicendamento con l’ex rossoblu Marco Cari), Carrarese ed Aversa Normanna (eventi sfortunati) ed ancora Messina (prima retrocessione della sua carriera, i peloritani perdono i play out contro la Reggina nel 2015). Educato come centrocampista in vivai di prestigio come quelli di Milan e Napoli, Di Costanzo è stato protagonista dello scudetto nel lontano 1978/79 nelle fila della formazione Primavera partenopea; successivamente, la dimensione agonistica si evolve in categorie minori, fra Gladiator, Afragolese e Turris. La sinergia con Nicola Dionisio, neo direttore sportivo del Taranto, si ricompone ed oggi sarà svelato anche lo staff tecnico che, al completo, coadiuverà Nello Di Costanzo a partire dal prossimo 20 luglio, data d’inaugurazione del ritiro pre campionato che si svolgerà a Sturno, in provincia di Avellino, sino al 4 agosto. L’occasione odierna sarà propizia anche per indagare sulle strategie di mercato che i due professionisti hanno già dettato e concordato, nel corso di settimane all’insegna della riservatezza ma non dell’immobilismo: la vivisezione dell’organico attuale ed ereditato, fra atleti da preservare e pedine da sostituire, ha innescato sondaggi circa gli eventuali innesti funzionali al sistema tattico che Di Costanzo adotterà, prediligendo le metamorfosi dinamiche e fantasiose sull’impianto classico del 4-4-2, votate al modulo 4-2-3-1 affidato alla sovrapposizione degli interpreti sulle fasce, all’accentramento in area di rigore ed al confezionamento di occasioni da rete. L’argomento della tesi che il neo condottiero del Taranto ha trattato per il conseguimento della qualifica al Master di Coverciano nel 2005/06 è emblematico: “Utilità del sistema 4-4-2 e dei supporti motivazionali per la creazione di un calcio offensivo”, è il titolo del suo elaborato. Un dogma che non dovrebbe snaturare l’identità acquisita dal gruppo durante la gestione Laterza: essenziale sarà rispettare la simmetria, anche numerica, fra protagonisti veterani della categoria ed under talentuosi e di prospettiva: in tale ottica, il Taranto ha già blindato Giuseppe La Monica, attaccante classe 2001 reduce dalla positiva stagione nelle fila del Real Agro Aversa, durante la quale ha messo a segno quattordici gol in 32 presenze; Michele Guida, elemento eclettico con ispirazioni da seconda punta e trequartista, autore di 19 gol distribuiti in 33 gare nelle fila del Vastogirardi; Alessio Martorel, portiere under prelevato dal Bisceglie. Nelle ultime ore, è emerso un concreto interesse da parte del sodalizio del presidente Giove per Alessandro Provenzano, centrocampista svincolato dal Catania ormai fallito, pedina con dimestichezza longeva in categoria.














