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Taranto-Latina 2-0, la fotogallery

Taranto: Marsili è un punto fermo. Prolungamento di contratto per il capitano rossoblu?

Di Costanzo lo promuove, ma attenzione al pressing del Casarano di Montervino

RASSEGNA STAMPA DEL 14 LUGLIO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO

Concentrazione, riservatezza, idee chiare. Il Taranto opera in modo equilibrato, fra documenti, taccuini e telefonate, senza che le notizie trapelino se prive del crisma dell’ufficialità. Il ragionamento esterno si basa sulle molteplici fonti, concettuali e strategiche, elargite da Nello Di Costanzo in occasione del suo primo dialogo con l’ambiente rossoblu, ma si avvale anche delle istruzioni impartite dal direttore sportivo Nicola Dionisio, in perfetta linea di pensiero col suo allenatore. Eppure qualche opinione dai piani alti circola inevitabilmente, quando si tratta del destino di calciatori veterani e stimati in organico: è il caso di capitan Marsili, rinnovata bandiera della compagine rossoblu, il quale vanta ancora un anno di contratto con il club che l’ha consacrato giovanissimo, sui palcoscenici del professionismo, oltre una decade fa. Nell’ottica del suggestivo gioco ad incastri del mercato, il nome di Massimiliano Marsili è emerso prepotentemente per il progetto ex novo del Casarano: “trait d’union” identificato in Francesco Montervino, responsabile dell’area sportiva in riva allo Ionio, sollevato dall’incarico al termine della stagione regolare e con la salvezza diretta in tasca, appena investito con identica mansione per il rilancio della società salentina, obbligatorio dopo il recente e deludente torneo di LND. L’allusione offerta dall’ex demiurgo rossoblu in merito al “percorso importante” condiviso con il centrocampista romano, propedeutico alla conquista dei due obiettivi dichiarati dal Taranto stesso (in primis, la promozione in serie C), ha scatenato le voci su una possibile migrazione del capitano nel covo delle “serpi” rossazzurre. Da contraltare rassicurante ci sono le dichiarazioni decise e nitide dispensate da mister Di Costanzo durante la conferenza di presentazione: “Ho incontrato Marsili: sarà un punto fermo- aveva affermato l’allenatore-Trasmette grinta e professionalità: spero di avere altri giocatori che arriveranno con questo spirito, con il suo attaccamento alla maglia, esemplari nel messaggio in termini di agonismo e di tecnica. Il carisma non si compra, è un aspetto della personalità che vorremmo che ci fosse in tutti i nostri atleti, soprattutto in quelli leader, a prescindere dall’età”. Esigenza approvata anche dal presidente Massimo Giove, il quale non ha intenzione di privarsi del suo capitano: non è avveniristica l’ipotesi del prolungamento dell’accordo in vista della prossima stagione agonistica. Per l’asse di centrocampo, che potrebbe vertere a due-tre elementi in base all’adozione del sistema tattico 4-2-3-1, prediletto da mister Di Costanzo nella sua visione dello sviluppo dinamico ed offensivo del tradizionale 4-4-2, sicuramente accettato in continuità con la gestione Laterza al fine di non snaturare l’identità acquisita da un gruppo ereditato, è vivo ed aumenta l’interesse per Alessandro Provenzano, svincolato dal Catania. Palermitano classe ’91, centrocampista centrale abile a coniugare pragmatismo ed ispirazione per l’equilibrio delle due fasi di non possesso e possesso palla, Provenzano è in costante colloquio con il Taranto e potrebbe rappresentare il valore aggiunto in chiave over, nell’attesa che la società si liberi dei contratti pluriennali onerosi di alcuni elementi che non rientrano nel nuovo progetto (i vari Civilleri, Pacilli, Falcone). Importante il suo bagaglio d’esperienza, maturato esclusivamente in serie C dal 2015, attraverso le peregrinazioni fra gironi centro-settentrionale (Tuttocuoio, Cuneo, Lucchese, Imolese) e meridionale (Reggina ed appunto Catania). Dall’ormai fallito sodalizio etneo si rinvigoriscono le suggestioni di mercato per il Taranto: Tommaso Ceccarelli, esterno destro avanzato, piaceva già nella sessione invernale però, dopo la rescissione dell’accordo, lo stesso giocatore aveva ceduto al corteggiamento della Juve Stabia; Leon Sipos, giovane punta centrale croata classe 2000, ora di stanza allo Spartaks Jurmala (Lettonia). Concreto il negoziato che intercorre fra il sodalizio dei Due Mari ed il giovane Francesco Pio Petito: nato nel 2002, centrocampista centrale con propensioni garantite anche sulla trequarti, l’atleta è reduce da un’interessante porzione di campionato nelle fila del Sorrento, società che l’aveva prelevato dal Gladiator durante la finestra delle trattative nel dicembre scorso, ripagata da 25 presenze e quattro reti all’attivo. Il focus del direttore sportivo Dionisio riguarda anche il reparto difensivo, da rimodellare soprattutto sul versante destro: l’under scuola Roma Tomassini, seppur in possesso di un triennale, non convince; l’adattato Riccardi è rientrato alla Triestina, l’eclettico Versienti ha terminato la sua avventura in rossoblu e Turi, praticamente inutilizzato, ha firmato col Chiasso. Nel cuore della retroguardia stessa, fermo restando il beneplacet espresso da Di Costanzo nei confronti di Granata, si attendono novità circa il futuro di Zullo, interprete d’esperienza per il quale sembrava nell’aria l’occasione di un procrastinarsi dell’accordo, scaduto il mese scorso. Saluterà Guastamacchia, la cui stagione agonistica è stata interamente compromessa dai postumi del grave infortunio al ginocchio, retaggio dell’epilogo del precedente e trionfale torneo in serie D: non è escluso che una chance di rilancio al difensore barese possa offrirla proprio il Casarano di Montervino; con l’accordo ai titoli di coda, il calciatore era finito anche nel mirino del Barletta. Un sondaggio insistente è dedicato a Marco Carminati, centrale del comparto arretrato reduce dall’esperienza al servizio della Giana Erminio, caratterizzata da 22 partite disputate ed anche un gol messo a segno. Nato a Bergamo nel 2000, Carminati ha collezionato militanze in LND con le maglie di Robur Siena e Mantova. Altro candidato è Matias Antonini, brasiliano ventiquattrenne, cresciuto nei vivai dell’Inter (coi nerazzurri ha conquistato la Coppa Italia Primavera nel 2016) e del Cagliari, protagonista nelle fila del Ravenna, in serie D, con un bottino di 36 presenze e tre gol.

Tags: Taranto FC 1927
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