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Taranto, Capuano: “Dare entusiasmo e portare quanta più gente allo stadio con le prestazioni”

Taranto, la carriera del nuovo allenatore Ezio Capuano

Nella scorsa stagione esperienza sfortunata sulla panchina del Messina terminata con un esonero

Nella giornata di lunedì 13 settembre 2022, dopo l’esonero di Nello DI Costanzo e del Direttore Sportivo Dionisio, seguito della sconfitta sonora rimediata nell’esordio di campionato, allo Iacovone, contro il Catanzaro.

La società, senza lasciare tempo per valutare, avendo le idee chiare e, soprattutto, l’imminente match infrasettimanale di Torre del Greco, ha posto sotto contratto il neo tecnico rossoblù, vecchia conoscenza della piazza, Eziolino Capuano e il Direttore Sportivo, anch’egli vecchia conoscenza dell’ambiente ionico, Luca Evangelisti, peraltro padre del difensore, in forza al club, Nicolò Evangelisti.

L’allenatore campano, per le sue squadre, mostra la difesa a tre, suo tratto caratteristico, che la utilizza in diverse varianti. Il modulo preferito è il 3-5-2, alternato a varianti con un trequartista o un’ulteriore punta al posto di un centrocampista. Punti focali della sua linea tattica sono la grande attenzione alla fase difensiva, la reattività nelle ripartenze in contropiede e l’abilità nello sfruttare le azioni da calcio piazzato (punizioni e angoli).

Nativo di Salerno, ma originario di Pescopagano (PZ), Capuano è costretto ad abbandonare il calcio giocato a soli 17 anni per i postumi di un grave infortunio. A seguito di tale repentino ritiro, intraprende precocemente la carriera di allenatore: a 23 anni è già in Interregionale, guidando l’Ebolitana nella stagione 1988-89.

In seguito trascorre alcune stagioni alla guida di varie squadre delle serie dilettantistiche regionali campane. Tra i suoi primi successi si annovera la promozione dalla Serie D alla Serie C2 con l’Altamura nel 1996, performance ripetuta nel 1997 con la Cavese, ove resta fino al 1999.

Nel 1999/00 è allenatore del Trapani, poi nel 2000/01 siede sulla panchina della Puteolana, nel 2001/02, accetta la chiamata del Taranto, in C1, rimanendovi fino a settembre 2001, quindi nel 2002/03, ritorna in Campania, dirigendo la Nocerina. Nel 2003/04 e nel 2004/05, almeno fino a febbraio 2005, è nel Lazio, con il Sora, quindi il trasferimento a Castellammare di Stabia.

Nel 2006, infatti, viene chiamato alla guida della Juve Stabia, che conduce all’8º posto nel girone B di Serie C1 2006-2007; non riconfermato per l’anno successivo, viene tuttavia richiamato alla 15ª giornata in sostituzione di Pino Rigoli, salvo poi essere esonerato definitivamente alla 32ª giornata e sostituito da Maurizio Costantini.

Rimane in terza serie (denominata Lega Pro Prima Divisione) anche per la stagione 2008-2009, ove conduce la Paganese alla salvezza diretta nel girone B.

Nella stagione 2009-2010 passa alla guida del Potenza, sempre in terza serie: il dissesto della società rende però tale esperienza travagliata e conclusa dalla retrocessione d’ufficio della squadra (che pure nelle ultimissime giornate riusciva ad ottenere un numero di risultati utili sufficienti a garantirsi la salvezza sul campo).

Nell’agosto 2010 viene ingaggiato dal Messina, salvo poi dimettersi dopo una settimana in disaccordo con il rifiuto del club siciliano di richiedere il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione 2010-2011. A stretto giro si trasferisce nella massima serie belga per allenare l’Eupen, da cui tuttavia si dimette dopo sole quattro gare per screzi con la dirigenza. Il 1º novembre dello stesso anno ritorna sulla panchina della Paganese al posto dell’esonerato Pino Palumbo; non riesce tuttavia ad evitarne la retrocessione in Lega Pro Seconda Divisione. A fine stagione lascia anche questo incarico.

Nel gennaio 2012 viene nominato allenatore del Fondi al posto dell’esonerato Alessandro Parisella, per poi essere a sua volta sollevato dall’incarico nel mese di ottobre a causa di una serie di risultati negativi. Viene richiamato per traghettare il Fondi per una settimana, dal’11 al 18 dicembre 2012.

Il 18 luglio 2013 si insedia sulla panchina della Casertana, che tuttavia lo esonera dopo appena tre giornate di campionato (ottenuto un pareggio e due sconfitte).

Il 10 giugno 2014 assume la guida tecnica dell’Arezzo, appena ripescato in Lega Pro dalla Serie D, conducendolo a una tranquilla salvezza. Il 7 aprile 2015 firma il rinnovo biennale con la società toscana.

Rimane alla guida dell’Arezzo fino al 17 aprile 2016, quando dopo un periodo di sette partite senza vittorie (di cui quattro perse consecutivamente) viene esonerato insieme al suo staff. Il 18 novembre 2016 risolve il proprio contratto ancora in essere con il club toscano e viene nominato allenatore del Modena al posto dell’esonerato Simone Pavan, sempre in Lega Pro. La sua nomina riesce a rivitalizzare la squadra emiliana e a garantirle la salvezza con un turno d’anticipo sulla fine della stagione regolare.

Nella stagione successiva egli sconta le crescenti difficoltà del Modena, ormai in pessime condizioni finanziarie, che riesce ad iscriversi alla Serie C in extremis, ma si rivela incapace di allestire una rosa all’altezza: tutte le gare di campionato disputate si risolvono infatti in sconfitte. In aggiunta i gialloblù vengono sfrattati dallo stadio Alberto Braglia a seguito del mancato pagamento dei canoni d’affitto e degli oneri di manutenzione al comune di Modena da parte del patron Antonio Caliendo. Dopo aver giocato alcune gare in deroga allo Stadio Tullo Morgagni di Forlì, il Modena si ritrova dunque privo di un campo interno: ciò si traduce nella mancata disputa di tre gare ufficiali, che vengono dichiarate perse a tavolino per 0-3. Nemmeno la cessione della società all’imprenditore varesino Aldo Taddeo sortisce l’effetto di salvare i canarini, i cui giocatori tesserati (lamentando la mancata corresponsione delle mensilità di luglio e agosto) decidono di entrare in sciopero nella seconda metà di ottobre. Il 6 novembre 2017, dopo che la squadra non si presenta alla gara contro il Santarcangelo, la società incorre nella quarta sconfitta a tavolino, che si tramuta successivamente nella radiazione dai ruoli federali, con svincolo di tutti i tesserati, Capuano incluso.

Pochi giorni dopo la radiazione, i giocatori del Modena emanano un comunicato stampa in cui accusano il tecnico di aver cooperato con la società ad illuderli con promesse irrealizzabili, nonché di averli ostacolati nelle loro rivendicazioni (giacché Capuano aveva disapprovato lo sciopero della rosa e rifiutato di dimettersi dall’incarico). Capuano respinge l’accusa, affermando di aver rinunciato a tutte le sue spettanze economiche non onorate dalla società emiliana, nonché di aver sempre cercato di portare avanti con regolarità e dignità – pur se nelle difficoltà – il proprio lavoro, per rispetto nei confronti della tifoseria. Egli avrà successivamente a definire la sua seconda stagione nel Modena poi fallito come il momento più brutto della propria carriera.

Dopo aver finanche considerato di prendersi un periodo di pausa, il 10 novembre 2017 accetta di continuare a lavorare in Serie C e subentra a Francesco Moriero sulla panchina della Sambenedettese. L’allenatore vince la partita d’esordio a Ravenna, ottenendo poi altri sette risultati utili consecutivi. Il 29 dicembre la Sambenedettese vince 3-0 con la Fermana e s’insedia al secondo posto in classifica.

Durante il calciomercato invernale Capuano chiede pubblicamente rinforzi, decidendo di partecipare attivamente ad alcune trattative insieme al direttore sportivo. L’atteggiamento lo porta però allo scontro con il patron Franco Fedeli, che lo attacca pubblicamente. Lo scontro a mezzo stampa porta a una lenta degenerazione del rapporto, giocando un ruolo determinante nella sua risoluzione: il 29 aprile 2018, dopo le sconfitte contro Pordenone e Albinoleffe, pur se con la squadra sempre seconda in classifica, Capuano viene esonerato.

L’8 gennaio 2019, dopo le dimissioni di Ricardo Chéu, viene ingaggiato fino a giugno 2019 dal Rieti, militante nel girone C di Serie C: sotto la sua guida la squadra reatina raggiunge la salvezza diretta; a fine stagione lascia il Rieti, al suo posto subentra il tecnico Alberto Mariani.

Il 16 ottobre 2019 viene ingaggiato dall’Avellino, in Serie C, al posto dell’esonerato Giovanni Ignoffo] con la squadra al quattordicesimo posto. Dopo aver condotto i Lupi ai play-off, l’Avellino viene eliminato al primo turno contro la Ternana e, pochi giorni dopo, il 7 luglio 2020, Capuano viene esonerato.

Il 3 settembre 2020 si accorda con il Foggia, appena ripescato in Serie C a causa della condanna del Bitonto per illecito sportivo. Dopo neanche un mese, prima dell’inizio del campionato dei rossoneri, il 28 settembre 2020 annuncia le proprie dimissioni a causa di divergenze con la società sul calciomercato.

Il 2 novembre 2020 firma un contratto annuale, con opzione per il secondo anno, con il Potenza, subentrando all’esonerato Mario Somma e tornando ad allenare nel capoluogo lucano dopo dieci anni. Il 4 febbraio 2021 viene esonerato, con la squadra ancora al sedicesimo posto della classifica, in zona play-out.

L’11 ottobre 2021 subentra a Salvatore Sullo alla guida del Messina, tornando sullo Stretto dopo 11 anni, con la squadra al terzultimo posto del girone C di Serie C con 5 punti. Il 15 dicembre seguente, dopo la sconfitta con la Turris, avendo perso 5 delle ultime 6 partite, viene esonerato con la squadra all’ultimo posto, assieme alla Vibonese, con 13 punti.

Il 12 settembre 2022 ritorna dopo 21 anni sulla panchina del Taranto, subentrando all’esonerato Nello Di Costanzo, in una piazza che, come detto in conferenza stampa, non ha mai dimenticato e sempre ambita per il suo ritorno.

Fabrizio Di Leo

Tags: Taranto FC 1927
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