I gruppi della curva Nord hanno deciso di disertare lo stadio domenica prossima in occasione del derby Taranto Foggia.
In un lungo comunicato con un’articolata analisi, si critica la gestione societaria e la situazione attuale della squadra esprimendo delusione per i risultati e la posizione in classifica.
Analisi della situazione condivisibile e comprensibile.
Ma lo è meno la decisione di restare fuori dallo stadio e far mancare alla squadra l’apporto e il sostegno del tifo necessario. Bisogna distinguere quelle che sono le responsabilità societarie da quelle della squadra, che rappresenta i colori sociali, della maglia e della tradizione sportiva.
Le società, i presidenti cambiano e possono cambiare.
Il Taranto con tutto quello che rappresenta no. E i tifosi hanno il compito e l’orgoglio di tutelare questo patrimonio, che non è solo sportivo. Non possono sottrarsi a questo compito.
E l’unico modo, è quello di restare vicini alla SQUADRA sempre, in particolare, nei momenti difficili.
Così come è giusto pretendere dai giocatori che escano dal campo, a fine partita, dando tutto sino all’ultimo minuto con maglia bagnata, altrettanto non si deve far mancare la vicinanza alla squadra e il tifo.
A Foggia sono inguaiati come noi e forse di più. Però sabato allo Iacovone saranno presenti alcune centinaia di foggiani a tifare e incoraggiare la loro squadra. E se lo Iacovone resterà privo del sostegno dei supporters tarantini alla propria squadra, Foggia, almeno sul piano dell’attaccamento a propri colori, avrà già vinto su Taranto.
Da ormai vecchio cronista e di una residua generazione di tifosi rossoblu, personalmente, la considero una cosa inconcepibile.
Il tifo dello Iacovone si è sempre distinto per essere il cosiddetto “dodicesimo” in campo che trascina la squadra anche nei momenti difficili.
In passato, le squadre avversarie sapendo di dover giocare a Taranto temevano quell’entusiasmo che il pubblico tarantino trasmetteva alla squadra, capace di capovolgere poi, alcune volte anche il risultato negativo iniziale.
Mi rendo conto che non è più così. I tempi cambiano. Taranto e i tifosi della squadra rossoblù non sono più gli stessi. E questo non è un cambiamento in meglio.
Le astensioni e le assenze non hanno mai cambiato nulla.
Spero in un ripensamento e un ritorno sabato, sui gradoni dello Iacovone dei tifosi tarantini, magari tanti, a sostenere quegli undici che scenderanno in campo indossando i colori rossoblu che ci rappresentano. Che rappresentano, la squadra del Taranto e di Taranto. Per chi si definisce vero tifoso, questo è il suo compito. Starei per dire il dovere.
Perché come detto, i presidenti e le società passano ma il Taranto resta e deve restare nei cuori dei tifosi. Sempre forza Taranto.
Franco Conte













